Design e femminismo: il talent La 25esima Ora per salvare la Casa Internazionale delle Donne

In occasione del suo concorso annuale, l’Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma si è mobilitata a favore della Casa Internazionale delle Donne, un luogo storico del femminismo della capitale a rischio di chiusura

25esima ora, Roma
25esima ora, Roma

Un’accademia di design e nuovi linguaggi della comunicazione e un luogo storico del femminismo la cui esistenza è minacciata. La “Strana coppia” formata da queste due realtà romane distanti tra loro solo 600 metri, AANT – Accademia delle Arti e delle Nuove Tecnologie e la Casa Internazionale delle Donne, è stata protagonista per tutto lo scorso weekend di una gioiosa kermesse. La scuola ogni anno organizza un talent creativo, riservato ai propri studenti, dal titolo “La 25esima ora”. Il format è molto semplice: i ragazzi, divisi in squadre, ricevono il brief di un cliente per il quale realizzare un progetto di design e comunicazione in sole 24 ore. I tempi stretti mimano quelli spesso imposti dal lavoro d’agenzia e ben noti ai creativi di professione.

LA MARATONA CREATIVA

Per l’edizione 2018 della maratona creativa si è scelto di chiedere agli studenti di misurarsi con il messaggio femminista e sullo studio di nuovi linguaggi per farlo passare al pubblico, in particolare ai millennials. Il cliente misterioso (per lo meno fino al momento dell’apertura del brief) era la Casa Internazionale delle Donne, un luogo molto importante per almeno tre generazioni di donne della capitale del quale si è parlato molto per via dell’ingente debito accumulato con il Comune e delle minacce dell’amministrazione di riprendere possesso degli spazi e di indire un bando di gara per la loro assegnazione. Oltre ad essere un laboratorio per tutto ciò che riguarda le politiche di genere e ad ospitare numerosi eventi e iniziative – per esempio, di recente, la fiera dell’editoria femminile – la Casa è sede di Archivia, un centro di documentazione che raccoglie oltre 30mila volumi e una mole importante di documenti relativi alle battaglie femministe del Novecento, su tutte quella per la legge 194 e la depenalizzazione dell’aborto.

NUOVI LINGUAGGI PER SALVARE LA CASA DELLE DONNE

“Forse non abbiamo i linguaggi giusti per dire che la Casa Internazionale delle donne è utile non solo alle donne, ma a tutti. La libertà delle donne è la libertà anche degli uomini” ha ricordato la vicepresidente Marina Del Vecchio accogliendo gli studenti di AANT negli spazi dell’associazione. “Se questi giovani riescono a inventarsi nuovi linguaggi per far passare un messaggio femminista alle nuove generazioni, gli saremmo grate”. Ventiquattr’ore dopo, designer in erba e militanti hanno festeggiato i due vincitori, il gruppo “Ipazia” per un progetto di comunicazione integrata e il gruppo “Malala” autore di una proposta di segnaletica per la Casa Internazionale delle Donne.

– Giulia Marani

www.accademiadellearti.it

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Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.