swedishdesignmuseum.com, il museo virtuale che racconta il rapporto tra svedesi e design

Che cos’è la swedish way of life? Lanciato dall’ente nazionale del turismo e rivolto a utenti internazionali, la piattaforma web swedishdesignmuseum.com spiega la Svezia attraverso la sua creatività con immagini, video e contenuti speciali che raccontano la vita quotidiana dei suoi abitanti

Swedish Design Museum
Swedish Design Museum

Rigoroso, accessibile e democratico, il design svedese è diventato una presenza familiare nelle nostre case. Molti di noi possiedono almeno un capo del gigante del fast fashion H&M, mentre uno spot pubblicitario di qualche anno fa affermava che un europeo su dieci sarebbe stato concepito in un letto Ikea. Quello che forse è meno noto, però, è come il design – nelle sue varie manifestazioni, che includono la moda e l’architettura – possa essere un prisma efficace attraverso il quale raccontare la cultura del paese scandinavo e lo stile di vita dei suoi abitanti.

Swedish Design Museum
Swedish Design Museum

IL DESIGN COME VALORE IDENTITARIO

L’ente nazionale del turismo Visit Sweden ha da poco lanciato una nuova piattaforma digitale – un museo virtuale del design ospitato sul sito www.swedishdesignmuseum.com – che celebra la creatività svedese mettendo in luce le connessioni profonde tra i suoi prodotti e alcuni valori percepiti come fortemente identitari dagli abitanti di Stoccolma, Göteborg, Malmö e dintorni. Il nuovo museo virtuale è il risultato del lavoro condotto da un team di esperti (architetti, curatori, giornalisti) con collaborazione di vari enti: Architects Sweden, ASFB-Association of Swedish Fashion Brands, Swedish Federation of Wood and Furniture (TMF) e Svensk Form (Swedish Society of Crafts and Design). Privo di una collezione fisica, si affianca all’offerta dei musei fisici della capitale che regolarmente propongono percorsi espositivi dedicati al design e all’architettura del paese, dall’ArkDes, il centro nazionale per l’architettura e il design situato sull’isola di Skeppsholmen, al Museo Nazionale e al Museo Nordico, scegliendo però il pubblico internazionale come target di riferimento.

Swedish Design Museum
Swedish Design Museum

IL DESIGN COME STILE DI VITA

La prima esposizione virtuale, Live from Sweden, si concentra su una serie di progetti architettonici, brand di moda e oggetti di design e li mostra nella loro ambientazione naturale attraverso immagini e brevi video che riproducono scene di vita quotidiana, raccontando la swedish way of life attraverso l’utilizzo degli oggetti da parte delle persone comuni. Se è vero che lo Stato svedese è il più generoso al mondo per quanto riguarda le politiche familiari e che “in svedese esistono ben cento parole per indicare il congedo di maternità” – come affermava (con ironia) il video Swedishness proiettato durante la finale dell’Eurovision a Malmö, nel 2013 – non stupirà che la selezione di pezzi di design includa il passeggino Thule Glide, pensato per consentire ai genitori di fare sport mentre si prendono cura del figlio. Le architetture in legno a impatto energetico negativo, come la residenza Strandparken disegnata dallo studio dell’architetto Gert Wingårdh e costruita a nord di Stoccolma, offrono l’occasione di parlare dell’attenzione degli svedesi per la sostenibilità. I capi d’abbigliamento gender free di Hope, realizzati sotto la direzione artistica della designer Frida Bard, descrivono una società che ha fatto dell’uguaglianza tra i sessi una vera e propria bandiera, mentre gli abiti e accessori della linea Back, con elementi ad alta visibilità incorporati, raccontano un aspetto che chiunque pensi a un trasferimento sopra il Circolo Polare Artico dovrebbe prendere in considerazione, il rischio di essere investiti da un’auto nell’oscurità del lungo inverno boreale.

– Giulia Marani

Live from Sweden
Swedish Design Museum
www.swedishdesignmuseum.com

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Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.