Debutto alla Milano Design Week 2018 per la casa stampata in 3D di CLS Architetti

100 metri quadrati, con zona giorno, zona notte, cucina, bagno: è conto alla rovescia per la settimana del design più attesa al mondo, nel corso della quale lo studio CLS presenterà la prima casa stampata con la tecnologia 3D. In Piazza Cesare Beccaria

Milano Design Week 2018: 3D HOUSING 05 di CLS Architetti
Milano Design Week 2018: 3D HOUSING 05 di CLS Architetti

Massimiliano Locatelli, socio fondatore dello studio CLS e PhD alla Columbia University di New York, è tra gli architetti italiani più influenti nel panorama internazionale. Nel 1993 fonda il proprio studio assieme a Giovanna Cornelio e Annamaria Scevola – cui più tardi si unirà Davide Agrati -, fissandone la sede nella Chiesa di San Paolo Converso, in Corso Italia a Milano. Tra i clienti gli architetti annoverano maison di moda come Jil Sander e Missoni; preziosa è anche la collaborazione con la galleria Lia Rumma, per la quale hanno realizzato la maestosa sede di Milano, in Via Stilicone.

CLS Architetti, Galleria Lia Rumma, Milano
CLS Architetti, Galleria Lia Rumma, Milano

IL PROTOTIPO 3D HOUSING 05

Proprio CLS Architetti, in collaborazione con Italcementi – azienda storica, attiva dal 2015 nello studio delle applicazioni della stampa 3D nel settore cementizio -, Arup e Cybe, in Piazza Cesare Beccaria a Milano sta portando avanti il progetto di una casa stampata in opera con tecnologia 3D, secondo i principi dell’architettura ecosostenibile. 3D HOUSING 05 è un prototipo di 100 metri quadrati realizzato con una miscela di polveri cementizie; questa dimora può essere demolita, polverizzata e riedificata riciclando lo stesso materiale. Lo studio dimostra come sia possibile costruire nel giro di una settimana una casa a basso impatto ambientale, che può essere facilmente ampliata, rialzata, raddoppiata e persino spostata e ricollocata secondo le esigenze del committente. Oltre alla questione ambientale e al vantaggio economico della tecnica impiegata, 3D HOUSING 05 può essere adottata come soluzione per garantire una sistemazione adeguata a chi non dispone di un’abitazione, ad esempio in situazioni di emergenza oppure, come affermano gli stessi progettisti, per “costruire le case dei visionari contemporanei nelle mete esotiche, persino su Marte”.

Milano Design Week 2018: 3D HOUSING 05 di CLS Architetti
Milano Design Week 2018: 3D HOUSING 05 di CLS Architetti

UNA SETTIMANA PER UNA CASA DI 100MQ, ANTISISMICA E FLESSIBILE

La stampante recepisce il progetto e lo realizza con l’aiuto di un team di operai. Il risultato è un vero e proprio spazio dell’abitare, dotato di zona giorno, zona notte, cucina, bagno e tetto vivibile. “Gli interni sono stati progettati citando gli archetipi del passato in dialogo con il linguaggio 3d. – Precisano ancora da CLS Architetti – La miscela di cemento, materiale base delle costruzioni, si confronta con materiali altrettanto forti e senza tempo, l’ottone dei serramenti, il marmo dei sanitari, l’intonaco lisciato come una delle possibili finiture delle pareti, le lastre di ottone lucido per una cucina industriale rivisitata.”

VERSO UN NUOVO LINGUAGGIO DELL’ABITARE DOMESTICO

In 3D HOUSING 05 si ridisegnano le sorti dell’abitare contemporaneo, con una proposta che riflette il desiderio di rispondere alle nuove esigenze dell’utenza. L’obiettivo, riassunto nelle cinque parole chiave del progetto – creativity; sustainability; flexibility; affordability; rapidity – è migliorare la qualità della vita attraverso l’innovazione tecnologica. Nella speranza che un giorno diventi possibile rivoluzionare la visione collettiva dello spazio domestico, anche grazie a strutture come 3D HOUSING 05, dal 17 al 22 aprile sarà intanto possibile toccare con mano questo prototipo a Milano. Un’altra conquista per la città che ancora una volta si conferma in grado di incarnare lo spirito visionario italiano.

– Bianca Felicori

www.clsarchitetti.com

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Bianca Felicori
Architetto junior e studentessa del corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano presso il Politecnico di Milano. Bolognese di nascita e milanese di adozione, si muove spesso tra Caserta, Napoli e Londra. Si è laureata con la tesi “L’occhio dell’arte in Domus”, dedicata al rapporto tra la disciplina architettonica e quella artistica nella storia della rivista, con il contributo di Nicola Di Battista, direttore della testata, e Mimmo Paladino. Dopo un periodo di stage all’interno della redazione di Domus, ora collabora come reporter esterna in occasione degli eventi dedicati all’architettura in Italia.