Design. TON, il legno e l’arte della curvatura

Circondata da splendidi faggeti nella Repubblica Ceca, la storica fabbrica fondata da Michael Thonet oltre 150 anni fa produce ancora alcuni capolavori come la popolarissima Chair 14, la Chair 30 ‒ la preferita di Le Corbusier ‒, insieme a nuovi interessanti progetti quali Split di Arik Levy e Merano di Alex Gufler. Siamo andati a visitarla.

Fabbrica TON, Bystřice pod Hostýnem. Testing
Fabbrica TON, Bystřice pod Hostýnem. Testing

Arrivati a Bystřice pod Hostýnem, in Moravia, ci imbattiamo nella neoclassica Villa Thonet, che fu completata nel 1873 come residenza privata per la famiglia Thonet e oggi quartier generale e showroom del marchio TON. Alle sue spalle, attraversando uno splendido giardino, entriamo nell’universo produttivo di questa azienda, il cui nome è acronimo della versione ceca di “industria di mobili in legno curvato”, un marchio indipendente e completamente ceco dal 1953.

L’EREDITÀ THONET

La grande eredità di Thonet, i primi nella storia del design ad aver industrializzato la curvatura del legno, è a oggi un universo composito in mano a diverse aziende. Tra queste, TON rappresenta la costola sviluppatasi oltre la cortina di ferro. Diversa invece l’evoluzione di questo pezzo importante di storia del design nell’Europa occidentale: nel dopoguerra, Georg Thonet, un pronipote di Michael Thonet, ricostruisce l’impianto di Frankenberg in Germania, distrutto durante la guerra e fonda nel 1953 la Thonet GmbH. Altri discendenti della famiglia riprendono da zero la produzione nel dopoguerra in uno degli ex magazzini di Gebrüder Thonet a Vienna per poi spostarsi in Stiria, cambiando nel 1976 il proprio nome in Gebrüder Thonet Vienna.

Fabbrica TON, Bystřice pod Hostýnem. Bending
Fabbrica TON, Bystřice pod Hostýnem. Bending

L’ARTE DELLA CURVATURA

Addentrarsi nella fabbrica/laboratorio di TON è un tuffo nel passato, poiché i mobili sono realizzati utilizzando le stesse procedure tecnologiche del 1861, quando la loro produzione fu iniziata da Michael Thonet. Osserviamo tutti i vari passaggi della catena produttiva: i pezzi di legno imbevuti di vapore vengono posti in uno stampo con una flangia di metallo che permette di modellare il legno. Poi seguono molteplici passaggi, eseguiti con precisione e cura dal personale specializzato nella realizzazione di queste opere di alto artigianato industriale. Ogni singolo pezzo di legno è unico. Ha bisogno di tempi diversi per assorbire il vapore prima di piegarlo e, di conseguenza, di tempi diversi per l’asciugatura.

Lucie Koldová, Chips lounge chair. Prod. TON
Lucie Koldová, Chips lounge chair. Prod. TON

HOMO FABER

Sebbene TON abbia implementato macchinari moderni nel processo di produzione, alcune operazioni eseguite manualmente non possono essere sostituite dalle macchine. È solo l’uomo che è in grado di intagliare il legno pieno di vapore saturo in uno stampo e fissarlo con una speciale piastra metallica che impedisce al legno piegato di spezzarsi. Una funzione dell’azienda TON è quella di collegare la tecnologia e l’attento lavoro manuale con le idee di designer cechi e stranieri. Tra pochi giorni, TON presenterà alla fiera internazionale IMM Cologne 2018 la sua nuova creazione: la lounge chair Chips della designer ceca Lucie Koldová, caratterizzata da curve delicate, materiali a contrasto e legno piegato manualmente. La designer descrive la realizzazione della sua seduta nella fabbrica come una danza creativa: “Mi piace lavorare con materiali traslucidi, quindi ho scelto di realizzare uno schienale visivamente leggero e volutamente sovradimensionato, realizzato in tessuto traforato incorniciato dal legno curvato manualmente”. E prosegue: “Volevo creare una seduta che potesse essere definita per le sue curve gentili, un pezzo unico con un carattere distintivo e sexy”.

Giorgia Losio

www.ton.eu/en/

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Giorgia Losio
Giorgia Losio, nata a Milano, è storica dell’arte e appassionata di design. Ha studiato storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano e si è specializzata in storia e critica dell’arte contemporanea all’Université Sorbonne Paris-IV e in museologia e museografia all’École du Louvre. Ha collaborato alla realizzazione di progetti espositivi con istituzioni internazionali quali MACBA, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Biella, MAMAC Nizza, Pinacothèque de Paris, Palais de Tokyo Parigi, Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains Tourcoing. Ha pubblicato articoli su Artribune, Exibart, Tema Celeste e Corriere della Sera.