Design senza frontiere alla Paris Design Week: focus su Ucraina, Mondo Arabo, Messico e Colombia

Sempre più cosmopolita e proiettata verso l’internazionale, la design week parigina mescola “cartoline” da territori del design poco esplorati e anteprime succose. Dall’Est europeo all’America Latina, ecco un tour d’horizons delle proposte più insolite.

Ypperling Hay per Ikea
Ypperling Hay per Ikea

Che la settimana del design parigina non parli soltanto francese non è certo una novità. Già da diversi anni, infatti, l’appuntamento che riunisce la principale fiera dell’arredamento e della decorazione francese – Maison et Objet – e tutta una serie di iniziative in città ha raggiunto una portata internazionale e si è imposto all’attenzione degli operatori di tutto il mondo come la seconda vetrina, in ordine cronologico e per importanza, dopo Milano. Il programma dell’edizione 2017 della Paris Design Week, che si svolge fino al 16 settembre e vede oltre 200 tra gallerie, musei e showroom alle prese con una proposta espositiva, conferma la tendenza all’internazionalità dedicando ampi spazi a designer che vengono da paesi “altri” rispetto a quelli tradizionali all’interno di un percorso dedicato al “design senza frontiere”.

VERSO EST, TRA OGGETTI TRASFORMISTI E ARTE FUNERARIA

L’Ucraina, per esempio, al centro di due mostre che, raccolte sotto il titolo Transformation (Trasformazione), indagano la declinazione progettuale di un concetto, quello della transizione, importantissimo per leggere tutta la storia recente del paese. Al Centro della moda e del design, nei Docks sulla riva sinistra della Senna, e al Centro culturale ucraino, i designer del paese ex-sovietico propongono oggetti multifunzione, intelligenti e realizzati a partire da materiali riciclati e si interrogano sulla capacità del design di intervenire sull’esistente senza tradirne l’essenza. Da est arriva anche la proposta insolita dei designer cechi, basata su un restyling scultoreo dell’urna funeraria, visibile al Centro culturale ceco nell’ambito della mostra Acheron realizzata in collaborazione con il museo praghese Kvalitár. Alla galleria Résidences, spazio alla designer di gioielli estone Darja Popolitova con le sue creazioni basate sul riutilizzo di materiali inconsueti, dalle monete alle spugne e ai frammenti di cristallo provenienti da vecchi vasi andati in frantumi.

PAESI LONTANI NUOVE GEOGRAFIE URBANE

Il viaggio continua con le iniziative dell’Istituto del Mondo Arabo, che festeggia i suoi trent’anni e partecipa alla design week mettendo in evidenza le opere di artisti, fotografi e designer contemporanei, e con le mostre organizzate dalle istituzioni di due paesi latinoamericani, Messico e Colombia per raccontare i loro universi creativi. Alla galleria Joseph, Arte Faktos de Colombia lascia a 25 designer e artisti colombiani l’onere di farsi testimonial della vitalità della scena creativa locale. All’Istituto culturale messicano, Mé-TISSAGES approfitta della scelta di Mexico City come prossima capitale mondiale del design per riflettere sulla valorizzazione del savoir-faire e delle tradizioni artigianali giocando sul rapporto tra meticciato e tessitura. La scelta di allontanarsi dai sentieri battuti, geograficamente e culturalmente, riflette la tendenza, accentuatasi negli ultimi anni, a espandersi nel tessuto urbano investendo zone lontane, anche da un punto di vista sociologico, da quelle tradizionalmente riservate agli showroom dei grandi brand del design (su tutte, il salotto buono di boulevard Saint-Germain). Nel distretto di recentissima gentrificazione di Barbès-Rochechouart, uno dei quattro poli della kermesse, per esempio, il quartiere multiculturale della Goutte d’or partecipa aprendo le porte dei suoi atelier per una serie di viste guidate.

IL POP-UP STORE DI IKEA E L’ANTEPRIMA DI YPPERLIG

La design week parigina si conferma una vetrina importante anche per gli habitués europei, come i grandi brand del design italiano – Poltrona Frau, Cassina, Boffi, Magis e altri ancora – e i giganti del retail. Sul fronte scandinavo, è da segnalare l’attesa anteprima della più cospicua collezione d’autore mai presentata da Ikea: frutto di una collaborazione con il marchio danese Hay, Ypperlig, eccellente in lingua danese, si compone di una cinquantina di pezzi che rimangono fedeli al mantra del gigante svedese, il design democratico, e si mostrerà al pubblico all’interno di uno show-room effimero allestito nel cuore del Marais.

– Giulia Marani


Paris Design Week
Dall’8 al 16 settembre 2017
http://www.maison-objet.com/en/paris-design-week
https://www.maison-objet.com/fr/paris-design-week

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Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.