L’Avana in mostra a Milano per finanziare un programma Italia-Cuba basato sul design

I trenta scatti realizzati a Cuba dall’architetto Giulio Ceppi saranno esposti alla Triennale all’interno di un’installazione curata da Dermis Leon e venduti all’asta per rendere possibile un progetto di interscambio culturale che porterà al Politecnico tre studenti dell’Instituto Superior de Disegno de Cuba. Un anno dopo il lancio della prima Biennale di Design, è l’occasione per fare il punto sulla situazione del design sull’isola.

El ultimo cielo, le immagini della mostra
El ultimo cielo, le immagini della mostra

L’ultimo cielo è quello de La Habana Vieja, il cuore storico della capitale cubana, che invita in eguale misura al sogno e all’evasione. A fotografare quel cielo azzurro intenso e apparentemente immobile e a raccogliere trenta scatti montandoli su altrettante scatole originali di sigari locali dando vita a un’installazione che sarà inaugurata il 24 maggio alla Triennale di Milano e visitabile fino al 4 giugno nell’ambito di Photofestival, il circuito annuale dedicato alla fotografia d’autore, è l’architetto e designer Giulio Ceppi, basato nel capoluogo lombardo ma attivo anche in America Latina. Le fotografie, realizzate durante un viaggio con una Pentax 645 su pellicola diapositiva, sono soltanto uno strumento per finanziare un  progetto di scambio che coinvolgerà l’Instituto Superior de Disegno de Cuba e il Politecnico di Milano sotto l’egida dell’associazione culturale non profit Cubeart. La vendita all’asta dei trenta scatti, affidata a Finarte, permetterà a un primo contingente di tre studenti cubani di venire a formarsi in Italia, un primo passo nella costruzione di un rapporto più duraturo che aiuti un paese che ha una fortissima tradizione artistica ma rimane relativamente giovane in materia di design a trovare una propria via alla progettazione.

DESIGN A CUBA

“Quando sono stato a Cuba per la prima volta ho provato un senso di isolamento, spostare l’obiettivo della macchina fotografica verso il cielo è stata una sorta di reazione all’ambiente ricco di fascino ma claustrofobico nel quale mi trovavo” racconta Ceppi “Ho percepito un interesse per la creatività applicata e la produzione di oggetti, ma con una visione piuttosto tradizionale, nella quale domina la dimensione artigianale. Ho avuto la sensazione che fossero mancate troppe connessioni e mi è venuta l’idea di provare a ripristinarle coinvolgendo una serie di attori, anche istituzionali”. Le cose, insomma, nel campo della progettazione non sembrano funzionare altrettanto bene che nell’ambito dell’arte, con una serie di eventi che funzionano e un dialogo costruttivo tra artisti locali e stranieri. Una delle fotografie che compongono l’installazione El ultimo cielo, che verrà battuta all’asta il 31 maggio, fa riferimento proprio al sistema-arte, riproducendo un dettaglio dell’opera site-specific realizzata da Daniel Buren per la dodicesima Bienal de La Habana colorando le porte delle case nella città vecchia e in calle San Lazaro, una strada popolare che corre alle spalle del Malecon.

UN MERCATO IN CRESCITA

Eppure la crescente apertura al mercato potrebbe dare una sferzata a un settore della creatività che viene sempre più individuato come un possibile catalizzatore di crescita e sviluppo economico. La prima Biennale del Design cubana, inaugurata all’Avana lo scorso anno, aveva come titolo “Design and prosperity“, design e prosperità, e si è aperta con l’intenzione dichiarata di trasformare l’isola in un hub regionale. Se manca una vera e propria industria in grado di supportare e accompagnare il lavoro dei designer sui prodotti, il sostrato che per esempio ha reso possibile la stagione d’oro del design italiano nell’immediato dopoguerra, grazie anche a una generazione di imprenditori illuminati, le tecnologie digitali attualmente disponibili  e la stampa 3D possono aprire percorsi inediti. “il design è una disciplina giovane, persino alle nostre latitudini” conclude Giulio Ceppi “perciò è lecito saltare delle tappe o procedere a zig zag. Ogni paese deve trovare la sua via, che sarà per forza di cose unica”.

– Giulia Marani

El ultimo cielo // Dal 24 maggio al 4 giugno
Installazione fotografica realizzata da Giulio Ceppi,
mostra a cura di Dermis Leon
Triennale di Milano
via Alemagna  6, Milano
www.triennale.org

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Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.