Cento oggetti per cento storie. In una mostra a Milano

Ci sono cento oggetti e ci sono cento storie, ma un solo grande ripiano in diagonale su cui posarli e una grande linea sulla parete su cui leggerle. In un angolo, sulla destra, due vecchi tubi dell’acqua colorati di rosso sostengono l’introduzione alla mostra. Ai suoi piedi, un grande foglio che accompagna nella scoperta…

Presenze. Biografie inedite di cento oggetti – veduta della mostra presso Allestimenti Porta Nuova, Milano 2015 - photo Alessandro Nassiri
Presenze. Biografie inedite di cento oggetti – veduta della mostra presso Allestimenti Porta Nuova, Milano 2015 - photo Alessandro Nassiri

La mostra si chiama Presenze, Biografie inedite di cento oggetti e i cento piccoli racconti da leggere sono la guida alla comprensione di una folla variegata di manufatti di diverso colore, materia, epoca e intenzione che si accalcano sull’unico grande piano a loro disposizione. C’è una lampada di Castiglioni e una piccola Matrioska; ci sono un carrello di Ico Parisi e una scultura precolombiana, un vaso di Sottsass e due pesci rossi.
Il richiamo allo stereotipo della Wunderkammer è immediato e indispensabile sebbene gli oggetti non siano attorno a noi ma fissati, modernamente, al centro dello spazio, nel quale irradiano le loro forme e i loro colori, esibendosi per la loro peculiarità estetica che, nel gruppo, si esalta e si assottiglia a ogni passo dello spettatore. Ma è proprio girando attorno ad essi che si inizia a distinguerli e a comprendere che non si tratta di una mostra di design, ma di una raccolta di manufatti e di storie.

Presenze. Biografie inedite di cento oggetti – veduta della mostra presso Allestimenti Porta Nuova, Milano 2015 - photo Alessandro Nassiri
Presenze. Biografie inedite di cento oggetti – veduta della mostra presso Allestimenti Porta Nuova, Milano 2015 – photo Alessandro Nassiri

Le testimonianze raccontano a volte la genesi dell’oggetto, altre volte, invece, rincorrono l’aneddoto che ne ha determinato la scelta o l’acquisto, oppure il ricordo che dall’utensile si eleva, o magari un’immagine fantastica derivata per pura assonanza. Nelle intenzioni del gruppo di curatori – Arnaldo Arnaldi, Audrey Cadonà, Davide Fabio Colaci, Chiara Filios, Maria Alessandra Luccioli, Rossella Tomassini e Silvia Zauli – è chiara l’intenzione di portare l’attenzione alla vita che un oggetto porta in sé nel momento in cui viene creato ma anche a quella che esso genera nel momento esatto in cui entra a fare parte della vita del suo proprietario.

Presenze. Biografie inedite di cento oggetti – veduta della mostra presso Allestimenti Porta Nuova, Milano 2015 - photo Alessandro Nassiri
Presenze. Biografie inedite di cento oggetti – veduta della mostra presso Allestimenti Porta Nuova, Milano 2015 – photo Alessandro Nassiri

Resta il dubbio, essenziale per godere della visione della mostra, se la storia sia vera o aggiunta, se l’oggetto stesso sia sufficientemente bello per essere esposto, se sia di design o d’arte insomma. Ma forse il nocciolo della mostra risiede proprio nel mezzo, nell’aria elettrica che si crea tra la materia e il suo racconto.

Matteo Zarbo

Milano // fino al 19 aprile 2015
Presenze. Biografie inedite di cento oggetti

a cura di Arnaldo Arnaldi, Audrey Cadonà, Davide Fabio Colaci, Chiara Filios, Maria Alessandra Luccioli, Rossella Tomassini e Silvia Zauli
SPAZIO EX VERNICIATURE ALLESTIMENTI PORTA NUOVA

Via Adamello 9
www.allestimentiportanuova.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43590/presenze-biografie-inedite-di-cento-oggetti/

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Matteo Zarbo
Matteo Zarbo (Milano, 1975) si è laureato nel 2004 in Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Università Statale di Milano. Dopo un primo approccio all'attività curatoriale, si è dedicato con sempre maggior interesse alla produzione di contenuti didattici in collaborazione con la Fondazione Mazzotta. In seguito la sua attività si è aperta, prima alla fotografia di opere d'arte, poi alla realizzazione di allestimenti. Attualmente cura il repertorio iconografico di monografie e cataloghi generali di diversi artisti, collabora con gallerie per progetti fotografici, con archivi, musei e fondazioni per allestimenti di mostre e ricostruzioni di opere e con alcune testate del settore.