Intervista con Selena Grasso. Un nuovo volto italiano del design

In occasione del London Design Festival, tenutosi la scorsa settimana, abbiamo approfittato della grande affluenza di architetti e designer per intervistare Selena Grasso: una giovane e appassionata designer freelance italiana, vincitrice del prestigioso premio Lotus Prize Social Innovation.

Guida alla Design Week

Lose yourself in design“: con questo slogan, che inneggiava sulle borse di turisti e non  in giro per Londra, si è riproposto l’importante festival di design, in una 12esima edizione del tutto innovativa. Ci si perdeva davvero fra i più di trecento eventi e mostre installate nel triangolo di Shoreditch, tutte curate nei minimi particolari e segnalate con cartelli fluo e mappe interattive.
Al Jaguar Shoes, uno degli spazi espositivi più originali e creativi, abbiamo incontrato Selena Grasso, la vincitrice del Lotus Prize International Design Competition 2014 con Hook, un’infrastruttura interattiva che fornisce un punto di rifugio nel caos cittadino. L’opera della giovane artista, che sarà presentata in Cina a ottobre, è caratterizzata da un design flessibile che ben si concilia con i ritmi dinamici e versatili della città, alla disperata ricerca di un punto di equilibrio tra il centro urbano, la natura, gli spazi interni e quelli esterni.

Come ti sembra questo Design Festival?
La design week è senza dubbio un trampolino di lancio per nuovi artisti emergenti provenienti da tutto il mondo. Il mio sguardo si rivolge con particolare attenzione al “triangolo di Shoreditch”, una zona in continua trasformazione che negli ultimi anni è divenuta meta fissa di artisti, sempre più impreziosendosi. La conseguenza è il venir meno di quella sua intrinseca e caratterizzante “ruvidità” che la rendeva speciale. Tuttavia, occorre ammettere che proprio Shoreditch ha concesso a me e ad altri connazionali la felice occasione di esporre le loro opere, facendosi notare in una settimana di continui riflettori professionali. Il lato negativo del festival è da attribuirsi al disinteresse della stampa europea, che pubblicizza poco un evento di tale importanza.

Raccontaci perché, ancora una volta, una designer italiana decide di trasferirsi a Londra.
Londra mi ha rapita con l’intento iniziale di imparare la lingua e avvicinarmi al design europeo. Poi ho maturato, giorno dopo giorno, l‘intento di rimanere qui, facendomi totalmente travolgere dal vortice di persone, storie ed eventi dal loro fascino unico. La mia continua voglia di esplorare, conoscere e soprattutto fare felici e inaspettate scoperte rende ogni giorno di più la mia permanenza imprevista e sorprendente. A distanza di quattro anni, posso davvero ammettere che Londra è una delle poche città in Europa dove si creano connessioni di un certo livello nel mondo del design.

Guida alla Design Week
Guida alla Design Week

Da cosa nasce l’idea di partecipare alla competizione di cui sei risultata vincitrice?
Frequento attualmente l’università di design e l’occasione è nata proprio sui banchi di scuola, quando, quest’estate, nel Summer Show organizzato dalla London Metropolitan, ho esposto con successo uno dei miei progetti. Proprio in quell’occasione ho incontrato una tutor dell’Università dello Hunan, in Cina, che, colpita dalla flessibilità e adattabilità del mio design, mi ha proposto di competere per il Lotus Prize di una delle città più in sviluppo della Cina.

Cosa ti aspetti dopo la premiazione in Cina?
Sono molto positiva e non nascondo la mia felicità per aver vinto un premio così importante. La mia innovazione sociale non corrisponde all’uso di nuove tecnologie e avanguardie, il vero e più profondo intento è semplice: creare un posto dove la gente può coltivare relazioni, un luogo interattivo con lo spazio stesso animato dalla contrapposizione tra il relax e la velocità dello sviluppo industriale che non tiene di dove sia il vero benessere futuro. Quello che mi aspetto? È, senza velleità alcuna, che il mio spazio venga davvero costruito.

Pensi di tornare in Italia un giorno?
L’Italia è la mia terra e non dimentico chi sono realmente e da dove arrivo, per cui sarebbe bello poter rientrare, ma non sarei mai disposta ad abbandonare la mia vita da designer se i miei meriti non dovessero essere riconosciuti allo stesso modo.

Flavia Zarba

http://www.lotusprize.com/2014en/

 

 

 

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Flavia Zarba
Nata ad Anzio nel 1985, Flavia Zarba è una giovane giornalista laureata in Giurisprudenza presso la Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo tanti anni di accurati studi giuridici, inizia la sua esperienza giornalistica lavorando per Romapost magazine online, dove, oltre ad occuparsi di articoli e recensioni, diventa responsabile della sezione arte-cultura-spettacoli. Come curatrice, la sua attenzione si focalizza soprattutto sull'analisi critica degli eventi, senza tralasciare i dettagli e le curiosità biografiche. Attualmente, oltre a collaborare con Artribune e Romapost si occupa di giornalismo investigativo d'inchiesta curando reportage con IRPI, investigative reporting project Italy, una rete di giornalisti freelance di inchieste giornalistiche.