Studio Swine. La nuova vita del rifiuto

Design made in Brasil con radici etiche e green: a San Paolo lo Studio Swine progetta una fonderia portatile per arredi in alluminio riciclato. Quando la creatività è sostenibile.

Studio Swine, Sea Chair

San Paolo è una metropoli con più di undici milioni di abitanti. Oltre a sviluppo economico e multiservizi, le notizie che arrivano da oltreoceano su questa città contengono parole ricorrenti come violenza, scontri sociali e favelas. Tra queste, è nota quella di Heliópolis, seconda per grandezza dopo quella di Rocinha a Rio de Janeiro, nonostante negli anni Novanta il Governo statale l’abbia elevata al rango di sobborgo cittadino. Fuori dalle sfavillanti luci del centro, una parte di città meno visibile vive (e sopravvive) inventandosi ogni giorno. I catadores sono raccoglitori di rifiuti come lattine di alluminio e vetro: a loro è affidato più dell’80% del riciclaggio, in cambio di pochi soldi per mangiare. Lo Studio Swine ha pensato al progetto Can City, per permettere ai catadores di acquisire nuove competenze, così da estendere i loro mezzi di sussistenza oltre la raccolta rifiuti. Si tratta di una fonderia portatile per trasformare le lattine in sgabelli e altri oggetti per la casa, che possano poi essere messi in vendita. La fonderia è costituita da un barilotto di birra vuota (non a caso tra i main sponsor va citata la Heineken), utilizza come carburante olio da cucina esausto, recuperato gratuitamente dai ristoranti, e sabbia proveniente dai cantieri locali come riempimento per la cassaforma degli arredi, ai quali dare forma grazie a materiali di scarto.
Lo studio, formato dal duo Azusa Murakami e Alexander Groves, ha alla base una filosofia molto attuale: esplorare il design attraverso la sperimentazione di materiali e la creazione di nuovi sistemi sostenibili, ponendo l’accento sull’importanza dell’aspetto estetico, della sostenibilità e dell’innovazione sociale. Tra i progetti green realizzati c’è la Sea Chair, un dispositivo studiato per creare sgabelli dalla plastica dispersa negli oceani: è costituito da una lattina e da una pentola a pressione utilizzati come forno, scarti di alluminio per gli stampi ed è dotato di un kit per la raccolta dei rifiuti lungo le spiagge. Lo studio fornisce anche un manuale completo per creare la propria fonderia in maniera autonoma, con precauzioni di utilizzo e indicazioni circa la plastica maggiormente lavorabile. Da segnalare anche Construction Series, presentato lo scorso marzo durante l’evento Design Days Dubai, dove Murakami e Groves hanno realizzato un complemento d’arredo al giorno usando cemento, ferri di armatura e conglomerato in marmo recuperati dai cantieri della città di Dubai, con uno stile che omaggia la strutture modulari dei grattacieli presenti nella metropoli e con chiari riferimenti ai motivi geometrici tipici della tradizione araba.

Elilsabetta Biestro

http://www.studioswine.com/

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Elisabetta Biestro
Laureata in Architettura per il restauro e la valorizzazione dei beni architettonici e ambientali, dal 2009 scrive per il mensile "Il Giornale dell'Architettura". Ha collaborato tra gli altri con Green Building Council Italia (GBC Italia), associazione no profit che promuove il protocollo per edilizia sostenibile certificata LEED®. Si è specializzata in corsi post-laurea legati alla gestione e controllo di progetti complessi, e nella divulgazione di tematiche quali conservazione del patrimonio architettonico e ambientale, interventi nei Paesi in via di sviluppo a basso costo e sostenibili. Attualmente cura le attività dell'ufficio comunicazione di una multiutility con sede in Piemonte, che sviluppa progetti legati alle energie rinnovabili e all’ambiente.