Non tutto si compra

Anni fa avevo letto del geniale matematico russo Grigorij “Grisha” Jakovlevič Perel’man, classe 1966, a cui si deve la dimostrazione di uno dei più complessi problemi della topologia, la leggendaria Congettura di Poincaré, e ne ero rimasta affascinata…

The Bold Studio, Perel'man

A parte una vita condotta fuori da ogni schema e dedicata totalmente alla ricerca, ciò che maggiormente impressiona è che Perel’man, pur ricevendo premi e onorificenze, ha sempre rifiutato qualunque riconoscimento, preferendo addirittura dimettersi dal suo posto all’Università di San Pietroburgo per decidere di vivere in condizioni di quasi indigenza. Avrebbe poi spiegato la sua scelta in questo modo: “Non voglio essere uno scienziato da vetrina e troppi soldi in Russia generano solo violenza. Perché ho bisogno di un milione di dollari se posso controllare l’universo?”.
Decisioni così estreme al giorno d’oggi appaiono quasi inspiegabili e sicuramente toccano l’immaginario di tutti. Così è stato anche per l’agenzia moscovita The Bold Studio, che ha pensato bene di rendere omaggio al compatriota ideando una bella scatola di matite a lui dedicata (il design è di Alan Temiraev e Volodya Zotov, le illustrazioni di Julien Jules e Philip Morris). Il cartoncino esterno della confezione è fustellato in modo da mostrare il ritratto di Perel’man stampato sulle matite, mentre all’interno del packaging c’è l’immagine della nascita di una nuova stella catturata dal telescopio Hubble.

The Bold Studio, Perel'man
The Bold Studio, Perel’man

Il messaggio è chiaro e spiega anche cosa c’entra il packaging con un grande matematico. Il packaging è infatti lo specchio dei nostri tempi ed è una guida per leggere la contemporaneità “tra le righe”. In questo caso, un astuccio portamatite si è fatto promotore di una comunicazione non commerciale ma culturale, è diventato il veicolo di un’azione informativa e politica. Probabilmente Perel’man, con il suo spirito profondamente antimaterialistico, non approverebbe neppure questo piccolo omaggio, ma noi ringraziamo i Bold che hanno citato e fatto circolare un genio straordinario e la sua etica.

P.S.: Sembra che a San Pietroburgo non sia difficile vedere in giro magliette con il volto di “Grisha” e la scritta “Non tutto si compra“.

Sonia Pedrazzini

www.thebold.ru

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #15

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Sonia Pedrazzini
Sonia Pedrazzini, designer. Consulente per l’agenzia Dieter Bakic Design a Monaco di Baviera, si è specializzata in packaging cosmetico. Nel 1996 ha aperto lo studio a Piacenza, un atelier creativo che spazia dal design all'arte, dalla grafica a progetti per l’editoria e la didattica e che oltre a realizzare prodotti per il mercato si occupa degli aspetti culturali e pop della società contemporanea, sviluppando nuovi concept e progetti più sperimentali e di ricerca. Ha ideato e coordinato il Master in Packaging Design per lo IED di Milano e ha svolto lectures, workshop e attività di docenza presso varie accademie e università. Nel 2001 ha fondato, con Marco Senaldi, la rivista Impackt Contenitori e Contenuti (Edizioni Dativo) di cui è stata anche il direttore editoriale. Ha scritto di design e di packaging per riviste quali Ottagono, Interni, Case da Abitare, ItaliaImballaggio e Artlab. Attualmente si occupa di design e autoproduzione e ha realizzato un' edizione limitata di candele ispirate alle nature morte di Giorgio Morandi. Un progetto in cui design, arte e packaging trovano un felice punto di unione.
  • Emiliana

    Interessante il titolo: “non tutto si compra”, mi ha fatto pensare ad un film che ho visto (su vostro consiglio) in anteprima “The Canyons” in cui il regista sceglie in maniera oculata di proiettare l’ego complesso e disturbato del suo protagonista in artefatti architettonici, emblema del suo mondo interiore. Paul Schrader strizza l’occhio al deisgn contemporaneo arrichendolo però di “altro”. Ho letto qui l’articolo: http://goo.gl/pMcsKM