Morandi a perdere

Morandi, il grande Morandi, il poetico Morandi, il… bruciante Morandi. Aggettivo fuoriluogo? Non tanto, se sono candele.

Sonia Pedrazzini - Le Morandine

L’osservazione e l’interpretazione dei gesti può condurre alla generazione di nuove forme d’arredo, ma bisogna essere molto attenti nel soppesare gli impercettibili spostamenti e le giuste geometrie. Questo è capitato alla designer Sonia Pedrazzini quando si è trovata di fronte al tavolo su cui Giorgio Morandi disponeva le sue Nature Morte. Quadri che sembravano semplici riproduzioni della realtà nascondevano una scrupolosa e ininterrotta fase preparatoria. Il pittore ha lasciato così ai posteri, oltre le sue opere, un canovaccio, una trama, un pattern di meticolosi tentativi alla ricerca dell’assetto perfetto, tracciati a matita sul suo tavolo. Questo ritrovamento è bastato alla designer per capire quanto sia diffuso il desiderio di interagire con gli oggetti per ricreare la loro composizione perfetta, disporli, spostarli e cambiarli nuovamente.

Sonia Pedrazzini

Sono nate così Le Morandine, candele che riproducono le fattezze delle nature morte di Morandi. Il set completo è composto da quattro pezzi, differenti per dimensione e colore. L’effetto pastello, quasi ceroso, dei quadri del maestro bolognese è ricordato dall’aspetto opaco e materico delle candele. E un ulteriore aspetto di interazione con l’oggetto è dato dal fatto che possono essere accese, e generare non solo luce ma interessanti proiezioni di ombre. Il naturale scioglimento della cera modificherà anche la sagoma iniziale e, mutata la forma, si moltiplicheranno gli scenari possibili. Fino alla consunzione. Tutto il set è arricchito da un packaging prezioso nell’aspetto ed ecologico nella scelta dei materiali: cartone ondulato riciclato al 100%. Un oggetto completamente smaltibile.

Valia Barriello

Nome: Le Morandine
Anno: 2011
Designer: Sonia Pedrazzini
Materiale: cera
Dimensioni: varie
Tipologia: accessori
Sito: www.soniapedrazzini.it

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #5


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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.
  • Brava Sonia! Un pò di luce creativa in questo paesaggio oscuro

    • sonia

      Grazie Ugo, e grazie anche a Valia che ha saputo cogliere e racconatre bene il senso di questo lavoro

  • Complimenti Sonia! Hai visto eri preoccupata per questa tua autoproduzione e invece hai fatto la scelta giusta.

  • Belle davvero. Brava Sonia.