Inaugura il nuovo Museo Nazionale di Belgrado. La storia

La capitale della Serbia freme per la sua rinascita culturale: a fine giugno sarà riaperto il Museo Nazionale di Serbia, il più grande e antico del Paese, mentre la recente edizione della Settimana internazionale dell’architettura ha indagato i concetti di comunità e condivisione

The National museum from outside. Photo National museum. Luka Banda

In una Belgrado che ha assistito alla riapertura del MoCAB – Museo di Arte Contemporanea nell’autunno dello scorso anno, l’onda di rinnovamento, secondo gli obiettivi del Presidente della Repubblica Aleksandar Vučić, continuerà dedicando attenzione e risorse alla valorizzazione del Museo della città di Belgrado. Potrebbe essere proprio questo il prossimo passo della politica culturale serba, dopo la grande riapertura del Museo Nazionale di Serbia, attesa per il mese in corso. La data scelta per l’evento è carica di significato: il 28 giugno cade l’anniversario di molti eventi storici che hanno coinvolto il Paese in epoche diverse.

IL RINNOVATO MUSEO NAZIONALE DI SERBIA

Questo museo arricchirà in modo significativo l’offerta turistica di Belgrado; avremo l’opportunità di mostrare ai turisti i tesori artistici e archeologici della Serbia”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Vladan Vukosavljević, in occasione dell’annuncio della fine dei lavori di ristrutturazione dell’edificio, intrapresi nel 2003. Il restauro della struttura architettonica è stato portato avanti secondo il concept dell’architetto serbo Zoran Jovanović. In queste settimane si sta svolgendo, sotto la direzione di Bojana Borić Brešković, la fase di allestimento, che prevede l’alloggiamento del materiale archeologico nell’atrio del museo; al primo piano saranno posizionate le opere che raccontano l’arte nazionale del XVIII e XIX secolo, per concludere, al secondo piano, con quelle del XX secolo e le collezioni internazionali. L’edificio, ha dichiarato la direzione, è stato ricostruito da zero; dispone di un’infrastruttura completa e dispositivi moderni per consentire al patrimonio culturale di essere adeguatamente esposto al pubblico .

LA SETTIMANA INTERNAZIONALE DELL’ARCHITETTURA DI BELGRADO

Proprio a pochi passi dal Museo Nazionale di Serbia, nelle scorse settimane, si è svolta la XIII edizione della Settimana internazionale dell’architettura. Denominata BINA, è una kermesse nata nel 2006 per incoraggiare e sostenere il dialogo multidisciplinare, la cooperazione internazionale e la diffusione delle idee nel campo dell’architettura. Il festival si è affermato nel panorama internazionale come una piattaforma che ha lo scopo di migliorare le condizione di vita nei centri abitati e gli atteggiamenti dei cittadini nei confronti del territorio. Un fine condiviso con le due realtà europee, Creative Momentum di Shared Cities e Future Architecture Platform, che collaborano con l’organizzazione. Il titolo di quest’anno, “From communis to communication”, riassume tutto ciò. Come raggiungere tale fine? Partendo da Communis, che significa “comune, condivisione, comunità” e, scrivono gli organizzatori, “comunicare per fare qualcosa in comune”. Fino al 31 maggio, si sono susseguite passeggiate architettoniche, mostre, seminari, conferenze e workshop.

-Silvia Meterc

http://www.narodnimuzej.rs/

 

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Silvia Meterc
Silvia Meterc, nata a Trieste si è trasferita a Torino per frequentare la facoltà di Architettura del Politecnico dove, a dicembre 2017, si è laureata in Architettura per il progetto sostenibile con una tesi progettuale che indaga l’apporto benefico dell’architettura sulle persone con problemi psichiatrici e propone nuove soluzioni compositive per i luoghi della salute mentale. Lavora in uno studio di architettura del capoluogo piemontese dove si occupa, su diverse scale, di progettazione architettonica, di interni e allestimenti. Fa parte del team di executive production in TedxTorino come scenografa. Negli ultimi due anni ha maturato esperienza nel campo della progettazione grafica online e offline lavorando in JEToP, Junion Enterprise del Politecnico di Torino, ricoprendo il ruolo di Project design manager in JADE Italia e di Designer nel network europeo delle Junior Enterprise.