Milano: ecco il nuovo Palazzo di Fuoco firmato GBPA Architects

Tornerà a splendere l’iconico edificio in Piazzale Loreto, progettato da Giulio Minoletti nel 1958. A realizzare l’intervento di riqualificazione sarà lo studio GBPA Architects, già autore della nuova sede Amazon a Milano in Viale Monte Grappa

GBPA Architects, Palazzo di Fuoco. Piazzale Loreto, Milano - Vista Viale Monza. Courtesy GBPA Architects
GBPA Architects, Palazzo di Fuoco. Piazzale Loreto, Milano - Vista Viale Monza. Courtesy GBPA Architects

Luce, colore e trasparenza: queste le parole chiave del progetto di GBPA Architects, la società fondata dagli architetti Antonio Gioli e Federica De Leva che si è aggiudicata la gara per la riqualificazione dello storico edificio milanese “Palazzo di Fuoco”, di proprietà del Fondo Immobiliare All Star, gestito da Kryalos SGR. Gli architetti hanno scelto di riprendere i temi conduttori cari a Giulio Minoletti, che nel 1958 realizzò questo visionario edificio con superfici vetrate illuminabili. Nelle ore notturne diventava un arcobaleno di luci colorate, sormontato da vere e proprie installazioni – ora rimosse – inserite nel tetto-terrazza: una stazione metereologica, un nastro su cui scorrevano le notizie quotidiane, un orologio di nove metri di altezza considerato al tempo il più grande d’Italia.

IL PROGETTO

“La nostra scelta progettuale”, spiegano gli architetti, “è caratterizzata dalla volontà di preservare quanto più possibile l’idea originale e l’unità d’immagine dell’edificio, riprendendo i temi caratterizzanti dell’architettura di Minoletti, riletti e reinterpretati alla luce della realtà contemporanea e delle più moderne tecnologie oggi a disposizione”. Per questo hanno scelto di lavorare sui prospetti senza cambiarne il disegno, scandito da montanti principali e moduli vetrati, ma solo sostituendo gli infissi esistenti con altri più performanti. La città entra nel progetto grazie alla trasparenza dell’edificio e alla realizzazione di una piazza interna con copertura vetrata. Ma il vero successo del concept di GBPA sta nell’aver ripensato l’illuminazione notturna applicando tecnologie LED, che riprendono con molta sensibilità l’opera originale. Attraverso la sua griglia luminosa, l’edificio assumerà i caratteri di un tempo, tornando ad essere un riferimento per la collettività milanese. Ecco alcune viste, che ne rivelano i caratteri di trasparenza e permeabilità…

– Bianca Felicori

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Bianca Felicori
Architetto junior e studentessa del corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano presso il Politecnico di Milano. Bolognese di nascita e milanese di adozione, si muove spesso tra Caserta, Napoli e Londra. Si è laureata con la tesi “L’occhio dell’arte in Domus”, dedicata al rapporto tra la disciplina architettonica e quella artistica nella storia della rivista, con il contributo di Nicola Di Battista, direttore della testata, e Mimmo Paladino. Dopo un periodo di stage all’interno della redazione di Domus, ora collabora come reporter esterna in occasione degli eventi dedicati all’architettura in Italia.
  • Stefano Aragona

    Mah, sono molto perplesso… pure se mi occupo di pianificazione e progettazione integrata per territori e città ecologiche. Mi sembra che si perda completamente il linguaggio architettonico ed il rapporto con il contesto locale, la morfologia urbana sembra che si perda e faccia fare un balzo che nega il passaggio del moderno. Stefano Aragona, ing., Ph.D. , Ricercatore in Urbanistica
    Master of Science in Economy Policy & Planning, Dipartimento Patrimonio, Architettura, Urbanistica, Università Mediterranea di Reggio Calabria