L’architettura sostenibile di IF_DO

Un team di giovani architetti d’oltremanica ha saputo trasformare in progetti concreti un manifesto basato sulla “sostenibilità olistica”.

IF_DO, After Image, Dulwich Pavilion 2017 © Joakim Boren
IF_DO, After Image, Dulwich Pavilion 2017 © Joakim Boren

È la vittoria di un concorso o una piccola commissione privata la molla che il più delle volte spinge i giovani architetti a fare il salto nella libera professione. Ma, quando nel 2014 i trentenni Thomas Bryans, Sarah Castle e Al Scott decidono di mettersi in proprio, sono senza lavori in mano. A guidarli è invece una chiara mission: “Sentivamo la responsabilità di realizzare interventi che le persone amassero, con un impatto positivo sugli utenti, l’ambiente e la comunità circostante”, confessa Castle ad Artribune.
Un approccio alla sostenibilità insieme immaginativo e pragmatico che il trio di ex compagni di corso a Edimburgo racchiude nel nome dello studio IF_DO e diffonde in un potente manifesto online. Una strategia di comunicazione efficace, i cui risultati non si fanno attendere. A distanza di pochi mesi, nel piccolo atelier a sud del Tamigi, i tre progettisti sono al lavoro su uno schema per 16 eco-abitazioni nel Suffolk, sul masterplan dello studio diffuso del designer irlandese Joseph Walsh e sul rinnovo low-cost del Granby Space di Waterloo, incubatore d’impresa con annesso giardino della biodiversità. Aggiunge ancora Castle: “Essere chiari nella nostra visione ci ha permesso di far crescere la practice e di scegliere i progetti su cui lavorare”.

IF_DO, Joseph Walsh Studio, The Courtyard Workshops © Forbes Massie
IF_DO, Joseph Walsh Studio, The Courtyard Workshops © Forbes Massie

AFTER IMAGE

Così, quando a fine 2016 la Dulwich Picture Gallery bandisce un concorso per un padiglione temporaneo, IF_DO decide di testare la sua personalissima idea di “sostenibilità olistica” nello spazio pubblico. Vincitrice fra oltre settanta proposte, la grande copertura in legno sospesa su un labirinto di specchi nei giardini della galleria offre un’inedita esperienza sensoriale fra architettura e paesaggio. Celebrata dai critici ed eletta a destinazione dell’estate londinese da migliaia di visitatori, After Image vale a Bryans, Castle e Scott la candidatura all’AR Emerging Architecture Award, il titolo di AJ Rising Star e la sorprendente vittoria in ben due categorie dell’American Architecture Prize 2017. Uno straordinario successo globale, che in soli sei mesi li porta a triplicare lo staff, trasferirsi nella nuova sede di Bermondsey e avviare importanti cantieri in tutto il Paese.
Dopo il Sixth Form Centre, prima fase del piano per ricollegare la St Teresa’s School alle circostanti colline del Surrey, nei primi mesi del 2018 sono iniziati i lavori per un centro polifunzionale nella Hall Estate di Cowlinge e per un community centre a SouthEast London. E dalla prossima estate After Image troverà sede permanente nel cortile di una scuola di Dulwich. Una seconda vita per il padiglione dei record, che renderà felici i suoi piccoli utenti, la comunità locale e l’ambiente. In perfetto stile IF_DO.

Marta Atzeni

www.ifdo.co/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #42

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.