Vac Foundation, Guggenheim, Biennale. I nuovi ristoranti nelle istituzioni culturali di Venezia

I visitatori della Biennale di Architettura potranno apprezzare alcune novità ultime e ultimissime per quanto riguarda i nuovi ristoranti nei musei e negli spazi culturali a Venezia. Ecco un percorso in tre tappe.

Bombarde all'arsenale
Bombarde all’arsenale

I visitatori annuali delle varie biennali, che obbligano chi segue le cose culturali a recarsi in città almeno una volta l’anno, sono ormai abituati: a Venezia ogni volta c’è qualche spazio nuovo da visitare, qualche fondazione che ha aperto, qualche museo che non c’era. Con un ritmo incessante ormai da oltre un lustro la città si sta riempiendo di istituzioni (quasi tutte private, quasi tutte internazionali) e l’andazzo non sembra intenzionato ad esaurirsi se è vero come è vero che nei prossimi anni approderà in Laguna la TBA21 a parlare di oceani e la Science Gallery della Fondazione universitaria Cà Foscari e se è vero come è vero, come se non bastasse, che il presidente della Biennale Paolo Baratta ha rivolto quest’anno un appello a tutte le istituzioni culturali globali: “venite a Venezia a trasformare in centri d’arte i tanti palazzi e spazi non utilizzati!“. Tutti questi nuovi musei, però, necessitano di servizi al proprio interno ed in primo luogo di servizi orientati alla ristorazione. Ecco dunque un piccolo percorso in tre nuovi spazi di ristorazione nuovi o nuovissimi nati a Venezia negli ultimi mesi all’interno di spazi culturali. A mò di suggerimento per chi è in giro in città per la Biennale di Architettura in queste settimane.

1. IL MUSEUM CAFE DELLA GUGGENHEIM

il ristorante del Guggenheim
Per chi conosce e frequenta da sempre la Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia questo cambiamento sarà un piccolo shock in termini di orientamento visivo.
il ristorante del Guggenheim
il ristorante del Guggenheim
L’istituzione ha letteralmente acquistato un lotto di terreno adiacente e, liberando tutta una parte oggi dedicata all’accoglienza, ha lì spostato il Museum Cafe che oggi è così più spazioso, ha ampie sale sia al coperto che all’aperto e può soddisfare i sempre più numerosi visitatori del museo senza intralciare eccessivamente col percorso espositivo. La gestione resta quella del vicino ristorante Ai Gondolieri.

2. SUDEST1401 ALLA VAC FOUNDATION

Sudest 1401
La nuova V-a-c Foundation aveva sorpreso molti lo scorso anno nella sua apertura nel rinnovatissimo Palazzo delle Zattere. Del resto i mecenati russi non badano a spese e il recupero dell’edificio storico era avvenuto senza lesinare. Oggi, dopo un anno, l’istituzione che a Mosca si sta facendo realizzare la propria sede da un architetto emergente di Genova rispondente al nome di Renzo Piano (!), inaugura anche i suoi servizi di ristorazione. E lo fa affidando il compito ad Hamed Ahmadi e ai ragazzi del restaurant group Orient Experience, un progetto nato ormai 6 anni fa che punta a far lavorare nelle sale e nelle cucine di tutti i ristoranti rifugiati politici e migranti. Oggi, con i suoi ristoranti a Venezia, Padova e Catania, Orient Experience ha 70 dipendenti e l’ultima apertura è il ristorante della V-a-c. A differenza degli altri, modulati maggiormente su una proposta asiatica, orientale o africana, Sudest1401 (questo il nome) propone una cucina fusion che mescola le ricette dell’est europeo (la cuoca è una migrante kosovara, ad esempio) con piatti siciliani. Da non mancare il giardino che riprende alcuni elementi naturali della laguna veneta con pozze, vegetazione, granchi e altra fauna. È stato progettato assieme dall’acclamato studio di architettura inglese Assemble con il collettivo veneziano We Are Here Venice.

3. LE BOMBARDE ALLA BIENNALE

Bombarde all’arsenale
Siamo nell’omonimo spazio all’Arsenale. Aree realizzate nell’ottocento dalla Marina Militare come magazzini per esplosivi. Qui da qualche tempo il ristorante e bar principale dell’Arsenale si fregiano di una nuova sistemazione architettonica moderna, luminosa e piacevole. Sia degli spazi interni che soprattutto di quelli esterni. Un ristorante dall’allure elegante per quei visitatori delle manifestazioni della Biennale che non vogliono rassegnarsi ad una fruizione con l’acqua alla gola tipica di giorni di inaugurazione. A dispetto dell’estetica, tuttavia, i contenuti gastronomici sono al quanto standard e banali. Una piccola occasione persa, ma del resto al bando pubblicato dalla Fondazione ha partecipato solo un soggetto.
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