A Milano torna Habitat. Design inglese con tocco francese nello store by Zaha Hadid

Con uno store disegnato dallo studio di Zaha Hadid nel nuovo distretto dello shopping di CityLife, il brand pioniere del design democratico torna nel nostro paese dopo quindici anni di assenza. Nel mirino c’è la design week 2018.

Habitat STONE Sedia in prolipropilene design Eugeni Quitllet
Habitat STONE Sedia in prolipropilene design Eugeni Quitllet

Precursore degli store monomarca di arredamento e del design accessibile, Habitat è una vera istituzione al di là delle Alpi. Tra gli oggetti oggi irrinunciabili che ha contribuito a portare nelle case degli inglesi, verso la metà degli anni Sessanta, e dei francesi, una decina di anni più tardi, c’è il piumone, scovato dal fondatore, l’eclettico arredatore e mitico designer britannico Terence Conran durante uno dei suoi viaggi nei paesi scandinavi. Il suo catalogo – quello vecchio, di carta, ormai pensionato e sostituito dalla versione web – ha fatto parte per almeno un paio di generazioni dello starter pack della giovane coppia transalpina.

HABITAT VA A MILANO

Assente dal mercato italiano da una quindicina d’anni, il brand anglo-francese – fondato a Londra nel 1964, di proprietà del gruppo francese Cafom dal 2011 – ha appena inaugurato uno showroom su tre piani all’interno del nuovo CityLife Shopping District. L’edificio che lo ospita, all’ingresso della Galleria intitolata ad Anna Castelli Ferrieri, è stato disegnato dallo studio di Zaha Hadid. Tra le ragioni di questo ritorno c’è senz’altro anche la ricerca di una ribalta internazionale nella città del Salone del Mobile. “Siamo felici di tornare in Italia, e di partire da Milano, perché è qui che gli appassionati di design si danno appuntamento ogni anno” ci racconta il designer Pierre Favresse, che ha sostituito Tom Dixon alla direzione artistica di Habitat e ha avviato collaborazioni con colleghi del calibro di Eugeni Quitlletè troppo presto per svelare che cosa faremo durante la design week, però ci piacerebbe approfittare di quella straordinaria energia”.

IL TOCCO FRANCESE

La ricetta che l’ex-allievo dell’Ecole Boulle e dell’ENSAD (Ecole nationale supérieure des arts décoratifs) di Parigi spera di far apprezzare anche nella patria del design è quella messa a punto da Sir Terence Conran già nei primi anni di vita di Habitat: un prodotto ben disegnato, poco importa che il progetto sia firmato da un designer affermato o da un giovane talento, realizzato con materiali di qualità e a un prezzo democratico. Concretamente, questo si traduce in linee decisamente femminili – “tutto ciò che ci circonda è morbido, curvilineo, restituisce una certa inclinazione per quella che noi chiamiamo douceur de vivre”, con un evidente tocco francese. “In realtà la Francia fa parte da sempre del DNA di Habitat, e potremmo dire più in generale il Mediterraneo” racconta ancora Favresse “si dice che Conran ebbe l’idea di aprire il primo negozio a Notting Hill proprio durante un viaggio in auto tra la Provenza, regione che amava molto e nella quale ebbe per moltissimi anni il suo buon retiro, e la Toscana”.

– Giulia Marani

Habitat
Citylife Shopping District – Viale Boezio, Milano
www.habitat-italia.com

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Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.