Due architetti ripensano il padiglione di Mies van der Rohe a Barcellona. Con una installazione

Fino al 27 novembre, tutte le superfici del padiglione progettato da Mies van der Rohe resteranno ricoperte di pellicola in vinile di colore bianco. Artefici di questa trasformazione, che annulla i distintivi connotati materici della struttura, sono gli architetti Anna ed Eugeni Bach.

©Adrià Goula
©Adrià Goula

È un “candore omogeneo”, capace di cancellare i punti di riferimento canonici, ad accompagnare – solo temporaneamente – l’esperienza di scoperta e attraversamento degli spazi del Padiglione di Barcellona di Ludwig Mies van der Rohe. Il progetto Mies Missing Materiality, inaugurato nei giorni scorsi, ha previsto la stesura di una pellicola in vinile di colore bianco come rivestimento per tutte le superfici. Destinata a essere rimossa, questa patina unifica i preziosi rivestimenti in marmo, in travertino e in onice dorato all’insegna del monocromatismo. Una scelta che priva gli aspetti materici identitari del padiglione, noto per l’essenzialità della sua impostazione planimetrica, della loro riconoscibilità.

L’INTERVENTO

Con l’intervento la coppia di architetti Anna ed Eugeni Bach si inserisce nel filone promosso dalla Fundació Mies van der Rohe allo scopo di incoraggiare la comunità artistica internazionale a fornirne nuove visioni, letture e interpretazioni di un’autentica icona dell’architettura del Ventesimo secolo. Negli anni questa “sfida” è stata raccolta, tra gli altri, dallo studio giapponese SANAA, da Jeff Wall, da Ai Weiwei e da Enric Miralles. Attraverso l’attuale trasformazione in un mock-up in scala 1: 1, il duo di architetti scelti quest’anno ha voluto spostare l’attenzione sui temi “del valore dell’originale, del ruolo della superficie bianca come immagine della modernità e dell’importanza della materialità nella percezione dello spazio”. A veicolare il risultato della loro azione è il servizio fotografico realizzato da Adrià Goula, con immagini anche relative alle fasi di allestimento.

– Valentina Silvestrini

Mies Missing Materiality
Fundació Mies van der Rohe, Av. Francesc Ferrer i Guàrdia 7, Barcellona
Fino al 27 novembre 2017

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Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​
  • Paolo Paolini

    che intervento ridicolo