Inaugura il parco tecnologico Noi Techpark a Bolzano che recupera un’opera di Manifesta 2008

Nasce il Noi Techpark, nuovo parco tecnologico dedicato all’innovazione e alle imprese che sorge nella zona industriale di Bolzano. Un investimento significativo, frutto della collaborazione tra pubblico e privato, che vede coinvolti in prima linea l’università e i maggiori centri di ricerca del territorio. L’inaugurazione del polo è prevista per il prossimo 2 ottobre.

Bolzano
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La rigenerazione urbana con finalità culturali di aree ex industriali è un fenomeno ormai diffuso in tutto l’Occidente che riguarda sempre più spesso anche il nostro paese. Solo nell’ultimo anno sono nati da processi di riconversione le OGR di Torino, architettura industriale ottocentesca di 35000 metri quadri riorganizzata in uno spazio dedicato all’arte e alla ricerca tecnologica, il Musil di Brescia, nuovo museo del lavoro e dell’industria, e il recentissimo Parco dell’Ex ILVA a Follonica riconvertito in spazio per mostre. Anche Bolzano è pronta ad inaugurare il prossimo 2 ottobre Noi Techpark (Nature of innovation), un parco tecnologico che sorge nella zona industriale alla periferia della città.

NOI TECHPARK

La parola noi, inserita nel nome del polo tecnologico, indica sia la collettività attraverso l’uso della prima persona plurale, sia l’innovazione dato che “noi” nel dialetto altoatesino significa nuovo. E nuovo, nel senso di innovativo, il parco lo è davvero e punta a diventare uno dei poli di ricerca più interessanti d’Europa. Un’area enorme di 190mila metri cubi interamente dedicati all’innovazione, alle tecnologie e alle imprese. 20 laboratori super avanzati e 4 istituti di ricerca a disposizione di aziende e startup. Sono questi i numeri del Noi Techpark, il centro tecnologico e di ricerca che ospiterà laboratori e servizi per le imprese e a sostegno del territorio. Saranno infatti quattro le aree di interesse: tecnologie alimentari, automazione, tecnologie verdi e tecnologie alpine, settori chiave dell’economia altoatesina. Il polo, gestito dalla società Idm Alto Adige, vede coinvolti in prima linea la Libera Università di Bolzano e i maggiori centri di ricerca del territorio in una collaborazione virtuosa tra pubblico e privato. Oltre 100 milioni di euro investiti a cui si aggiungeranno nei prossimi anni investimenti privati per altri 200 milioni.

IL PROGETTO ARCHITETTONICO

Il nuovo parco tecnologico altoatesino ingloba gli stabilimenti della Alumix S.p.a, la più grande industria italiana per la produzione di alluminio. La riqualificazione è stata firmata dagli studi John Norman Leslie Oldridge e Chapman Taylor LLP (UK) e dallo studio Claudio Lucchin e architetti associati di Bolzano che hanno vinto nel 2007 il concorso per la pianificazione architettonica dell’area. La riconversione degli spazi ha cercato di salvaguardare l’architettura razionalista della fabbrica, fondata nel 1937, integrandola con la modernità dei materiali e dell’impianto tecnologico, senza dimenticare l’eco-sostenibilità. I laboratori sono collocati all’interno di enormi cubi di vetro, ma non mancano anche spazi per il relax e il tempo libero come un teatro e numerosi ristoranti. La facciata della struttura è ricoperta di lastre in schiuma di alluminio nero, materiale ultra leggero, e da pannelli fotovoltaici. Il legame tra passato e futuro è rappresentato dal Black Monolith un monolite orizzontale, ricoperto proprio di alluminio, simbolo della conoscenza umana, che richiama 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Di fronte all’entrata sarà collocata la torre piezometrica del 1934 trasformata in opera d’arte dall’artista polacco Mariusz Waras, in arte “M-City”, nel 2008 durante l’edizione italiana di Manifesta (che proprio dopo 10 anni tornerà in Italia a Palermo il prossimo anno). Collocata nel cuore del parco tecnologico, la torre piezometrica avrà la funzione di vero e proprio faro pronto a dare luce ai luoghi del nuovo sapere.

Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.