Anche Milano avrà il suo Colosseo ma “green”. Via ai lavori per il nuovo parco urbano

Un nuovo progetto urbano prevede di recuperare l’area archeologica di Via De Amicis attraverso la costruzione di un parco di 22.000 metri quadri che riproporrà le vestigia dell’antico Anfiteatro romano ridisegnato utilizzando gli alberi. Un progetto ambiziosissimo in una città che è sempre più green…

Amphitheatrum naturae, pianta ph. Soprintendenza archeologica delle belle arti e del paesaggio
Amphitheatrum naturae, pianta ph. Soprintendenza archeologica delle belle arti e del paesaggio

Una storia che pochi conoscono, ma anticamente anche Milano aveva il suo Anfiteatro, grande quasi quanto il Colosseo, distrutto tra la fine del IV e l’inizio del V secolo per costruire la basilica di San Lorenzo. Solo nel 1973 sono tornati alla luce alcuni muri radiali dell’anfiteatro. Oggi quell’area, situata in via De Amicis, in parte abbandonata e comunque poco conosciuta dagli stessi milanesi, è destinata a rivivere grazie ad un imponente progetto di riqualificazione urbana.

L’ANFITEATRO VERDE

L’antico anfiteatro, molto simile al Colosseo, occupava un’area molto vasta ed era in grado di ospitare fino a 35.000 persone, prima di essere completamente distrutto durante le invasioni barbariche. Il progetto dell’Amphitheatrum naturae, fortemente voluto dalla Soprintendenza archeologica delle belle arti e del paesaggio, permetterà a quell’area di rivivere grazie alla creazione di un giardino ellittico di circa 22.400 metri quadri che ricalca la pianta dell’antica costruzione romana. “L’idea è di valorizzare e fare conoscere l’Anfiteatro di Milano in via De Amicis”, racconta ad Artribune l’architetto Antonella Ranaldi Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Milano, “con una nuova sistemazione a giardino che ne rievochi la forma perduta. L’arena centrale sarà mantenuta libera e utilizzata anche per spettacoli”. Alberi saranno collocati lungo tutto il perimetro dell’ellisse per ricreare la forma perduta dell’anfiteatro. “Il progetto è molto potente e d’impatto”, continua l’architetto Ranaldi, “può sembrare un’idea visionaria, ma è realizzabile. Intendo qui svolgere il tema della simbiosi tra rovine e vegetazione in una nuova visione di Green Archaeology in senso evocativo proponendo l’intero sedime della pianta dell’anfiteatro a formare un giardino, un viridarium nei modi della topiaria antica in bosso, ligustro, mirto e cipressi intorno piantati entro vasi interrati, in modo da cautelarci e impedire l’espansione libera delle radici”.

L’ACCORDO CON IL COMUNE

L’area di proprietà del Comune sarà concessa in comodato d’uso gratuito, per i prossimi cinque anni, alla Soprintendenza archeologica delle belle arti e del paesaggio per costruire un grande giardino di forma ellittica. “Un Anfiteatro verde”, spiega la Soprintendente, “un Amphitheatrum naturae che utilizza elementi vegetali, quindi vivi, transitori, per ricreare la forma perduta dell’anfiteatro, evocarne lo spazio dell’invaso della cavea ellittica. La posizione è strategica, vicino alle colonne di San Lorenzo, in un’area dalle enormi potenzialità, e sarà collegata ad un circuito che prosegue in San Lorenzo, dove sotto il sacello di Sant’Aquilino si possono vedere i resti in pietra dei blocchi del rivestimento del Colosseo milanese, utilizzati alla rinfusa nelle fondazioni. Vicino al parco, l’Antiquarium, ma anche il centro dell’artista milanese Alik Cavaliere, che fece di rami, foglie, rose la materia prima delle sue mirabili sculture

LA SVOLTA VERDE DI MILANO

Il nuovo parco urbano che sorgerà in Via De Amicis è solo l’ultimo progetto in ordine di tempo di una città che ha decisamente intrapreso una svolta verde. Un po’ grazie ai privati, un po’ per interessamento diretto del Comune. Tutti i progetti architettonici che hanno riguardato la città negli ultimi anni sono stati elaborati secondo questa logica. Dal Bosco Verticale di Stefano Boeri opera pluripremiata che ha avuto il merito di rivitalizzare un interno quartiere, al nuovo Policlinico, sempre firmato da Boeri, che sarà inaugurato nel 2019 e che prevede un enorme giardino sul tetto, fino alle palme di Piazza del Duomo che tante polemiche hanno generato nei mesi scorsi. Senza trascurare la periferia con l’enorme progetto di Milanofiori che ha fatto rinascere tutta l’area a sud della città. Investimenti importanti sul piano culturale e economico che hanno trasformato la città in una delle realtà più dinamiche d’Europa.

Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.