L’ex casa con giardini di Henry Moore si allarga. Nuovo archivio e servizi per i visitatori

Per i suoi 40 anni la Henry Moore Foundation si regala dei nuovi spazi, a Hertfordshire. Il complesso immerso nel verde, dove si trovano la casa, gli studi e i giardini di Henry Moore, cresce e offre nuovi servizi al pubblico.

Henry Moore, Three Piece Sculpture, Vertebrae, 1968-69 and Two Piece Recicling Figure, Cut, 1979-81, on display in the gorunds, ph. Sarah Mercer, courtesy Henry Moore Foundation
Henry Moore, Three Piece Sculpture, Vertebrae, 1968-69 and Two Piece Recicling Figure, Cut, 1979-81, on display in the gorunds, ph. Sarah Mercer, courtesy Henry Moore Foundation

È il mega studio britannico Hugh Broughton Architects a firmare l’ampliamento degli Henry Moore Studios and Garden, ex residenza di Henry Moore ( Castleford, 1898 – Much Hadham, 1986) nella contea di Hertfordshire, in Inghilterra: una struttura immersa in un parco lussureggiante, disseminato di sculture del grande artista britannico, simbolo di un’astrazione modernista dal profilo organico, sensuale. Moore fu uno fra i maggiori interpreti della figura umana emersi nel secolo scorso: le sue riletture audaci affidavano al marmo e al bronzo nuove visioni del corpo, tra poesia dell’informe, evocazioni esotiche e spiritualità della materia. Una sintassi costruita da forme allungate e volumi cavi, da linee sinuose e superfici levigate.
Per questo restyling il team di architetti si è concentrato sull’idea di estensione e sviluppo, nel rispetto degli spazi esistenti, a partire da quella Dane Tree House acquisita dalla Henry Moore Foundation nel 1977 e già soggetta a diverse ristrutturazioni. La più radicale arriva oggi, con il nuovo centro dedicato ai servizi per il pubblico: uno shop, un caffè, un’area per la didattica, una per gli eventi, una sala riunioni e dei nuovi e più efficienti spazi di lavoro per il personale.

Henry Moore Studios & Gardens
Henry Moore Studios & Gardens

L’IMMENSO ARCHIVIO E LA VISTA SUI GIARDINI

Il progetto del centro visitatori è stato sviluppato per rafforzare la relazione del visitatore con le sculture e il paesaggio”, hanno spiegato gli architetti di Broughton. “Da qui deriva la dimensione delle vetrate e il modo in cui i giardini procedono verso l’alto“: così, dal pavimento al soffitto le finestre della caffetteria si spalancano su 70 acri di terra, favorendo un vero e proprio sfondamento ottico, dal teatro lussureggiante del parco e delle campagne intorno, verso gli accoglienti ambienti residenziali. A dominare è l’acciaio ossidato per gli esterni e il castagno dolce per i rivestimenti interni. Anche in questo caso un modo per inseguire una relazione il più possibile armonica tra architettura e contesto naturale. L’approccio è dichiaratamente modernista, con “una rigorosa disposizione delle colonne, i tetti piani e i cornicioni sporgenti”, in linea con le costruzioni dell’epoca.

Henry Moore in te Sheep Field, c.1977, whit Sheep Piece, ph. Errol Jackson, courtesy Henry Moore Foundation
Henry Moore in te Sheep Field, c.1977, whit Sheep Piece, ph. Errol Jackson, courtesy Henry Moore Foundation

Trasferito qui, in un’altra struttura allestita ad hoc, l’intero archivio Henry Moore, con i suoi 750.000 oggetti tra lettere, libri, stampe fotografiche, negativi, film. L’edificio, già pre-esistente, è stato totalmente ristrutturato, ampliato e adeguato alla nuova funzione, secondo gli standard normativi nazionali per la conservazione di materiali storici. All’interno si trova una sala lettura in legno di quercia, sei camere climatizzare e un ulteriore spazio per la digitalizzazione e l’archiviazione.
Il complesso viene aperto ogni estate: oltre a godersi gli splendidi giardini – creati e curati a suo tempo da Irina Moore, moglie dell’artista – il pubblico può farsi un giro negli studi e tra le stanze di casa Moore, da adesso con una serie di servizi in più e con la possibilità di visitare gli immensi archivi, finalmente riuniti in un unico luogo, riorganizzati e consultabili su richiesta.

– Helga Marsala

www.henry-moore.org

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.