7132, l’albergo mostruoso fra i monti della Svizzera

La notizia è esplosa qualche tempo fa su Internet. Thom Mayne, uno degli architetti più famosi al mondo, insignito del Pritzker Prize nel 2005, sarebbe in procinto di profanare Vals con un grattacielo alto 381 metri…

UNA CENTRALE ATOMICA ALLA CAPPELLA SISTINA
Una torre. Non in una città come Londra o Istanbul, dove grattacieli si continuano a realizzare, ma proprio in Svizzera, in una delle località turistiche, Vals, più inaccessibili e incantevoli al mondo (qui trovate una prima riflessione di Amit Wolf).
A rendere particolarmente odioso il sacrilegio è che proprio a due passi dall’erigendo mostro di Thom Mayne si trovano le terme, una piscina con muri in pietra locale disegnata da Peter Zumthor, architetto amatissimo da tradizionalisti e consumatori a chilometro zero. Insomma, per molti architetti la notizia del grattacielo di Mayne è paragonabile alla scoperta di una centrale termonucleare adiacente alla Cappella Sistina.

MONTANARI CON LE CAMERE VETRATE
In effetti, anche a chi non è un sanfedista dell’ecologia, il progetto appare azzardato. Per quanto snello, specchiato e in grado di dialogare con le montagne che lo circondano, garantendo dalle sue 107 stanze una vista mozzafiato, ci si chiede se alla fine non altererebbe il modo stesso di interagire con l’ambiente che è proprio di quei luoghi. Un modo forse fasullo – ci si va vestiti da montanari pronti ad affrontare lunghe passeggiate a stretto contatto con la natura – ma sicuramente diverso da quello del turismo standard che invece cerca di avere tutto, vista compresa, senza muovere un passo dalla camera condizionata e riscaldata del proprio hotel.
Ci si chiede, anche, se il progetto non sia stato reso pubblico proprio per non realizzarlo. Appare molto difficile che, nella Svizzera di Heidi, del gruviera e della cioccolata, una proposta così antinaturalistica possa andare avanti (e in effetti non se ne ha più notizia da qualche tempo, N.d.R.). Può darsi che i committenti abbiano un piano reale, ancora non presentato, per dare forma in altro modo ai 53.000 mq del grattacielo; un piano da non bruciare subito e da far apparire dal cappello del prestigiatore al momento opportuno.

Thom Mayne, 7132, Vals - courtesy of Morphosis Architects

Thom Mayne, 7132, Vals – courtesy of Morphosis Architects

UN GESTO FORTE PER RIAFFERMARE L’ARCHITETTURA?
A questo punto resta un mistero però perché Thom Mayne, un architetto che gode di notevole popolarità fra i progettisti e i critici alternativi, abbia deciso di compromettere la propria immagine con un progetto che ha poche possibilità di successo e che è stato oggetto di critiche e accuse velenose e infamanti, come solo gli ambientalisti sanno fare.
Proviamo ad azzardare una motivazione: per rivendicare, in un periodo di crisi dell’autostima e della fiducia nell’architettura, il ruolo del progettista a creare il paesaggio, a competere con la natura. In fondo oggi nessuno farebbe costruire a Eiffel la sua torre, a Bramante San Pietro o all’architetto dell’imperatore la Grande Muraglia. Thom Mayne, con l’aggressività e il coraggio intellettuale che da sempre lo contraddistinguono, non fa che rivendicare questo ruolo storico.

Luigi Prestinenza Puglisi

www.morphosis.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #25

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Luigi Prestinenza Puglisi

Luigi Prestinenza Puglisi

Luigi Prestinenza Puglisi (Catania 1956). Critico di architettura. Collabora abitualmente con Edilizia e territorio, The Plan, A10. E’ il direttore scientifico della rivista Compasses (www.compasses.ae) e della rivista on line presS/Tletter. E’ presidente dell’ Associazione Italiana di Architettura e Critica…

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