Le provocazioni architettoniche del 7132 a Vals. Firmate Morphosis

Le polemiche intorno al progetto dell’albergo di Vals di Morphosis, il 7132, aprono una nuova stagione di architetture provocatorie che è tanto attesa quanto necessaria. E non è un caso che sia Thom Mayne ad assumere una posizione di rottura…

Thom Mayne, 7132 - Vals - courtesy of Morphosis Architects - ristorante
Thom Mayne, 7132 - Vals - courtesy of Morphosis Architects - ristorante

Il bad boy americano Thom Mayne, insieme all’imprenditore Pius Truffer, mira a un ripensamento della baita alpina con una tipologia a torre.
Le critiche mosse al progetto del 7132 sinora si sono centrate sull’eliminazione della proposta del gruppo rivale diretto da Peter Zumthor, autore delle celebri Therme Vals, nonché la questione della densità verticale dell’intervento con una torre che dominerà non solo la valle, ma tutta l’Europa (alto 381 metri con 107 suite). L’agente determinante della struttura di Vals, però, come nelle ultime opere di Morphosis, è l’involucro programmato. Le parti finemente controllate della pannellizzazione in vetro servono a reimmaginare la torre come uno specchio perfetto e continuo, tracciando con tale effetto, come ha affermato Mayne, “una linea invisibile, disegnata con cura sullo sfondo montagnoso”.

Thom Mayne, 7132 - Vals - courtesy of Morphosis Architects
Thom Mayne, 7132 – Vals – courtesy of Morphosis Architects

Sebbene non dissimile dalle ambizioni effimere di altre opere contemporanee (l’involucro a specchio doppio di Casa Necklace di REX, per citarne uno), Mayne ha il beneficio aggiunto di una ricerca sostenuta in questo campo che lo distingue dai suoi colleghi. L’intricata pelle della Torre Phare, in costruzione da Morphosis a Parigi, sfida una palette di soluzioni limitate di facciata continua introducendo un nuovo approccio tangente basato su studi computazionali, producendo così una seconda pelle di metallo che lambisce la prima.

Thom Mayne - photo Michael Powers
Thom Mayne – photo Michael Powers

Per Vals, il gruppo di Mayne ha applicato in più le recenti Analisi degli Elementi Finiti (AEF) per sviluppare un complesso equilibrio tra podium e torre. Il risultato è una sagoma a V, non dissimile dal Grattacielo Pirelli, con larghezza minima di 10 metri, che come una lama sottile taglia e rispecchia l’ambiente circondante.
La questione è ora nelle mani dei residenti di Vals. Non resta che attendere i risultati al termine dell’udienza pubblica per comprendere se Mayne è riuscito ad accendere, al di là delle polemiche, la fantasia degli svizzeri.

Amit Wolf

www.morphosis.com

CONDIVIDI
Amit Wolf
Architetto e scrittore, si è laureato al Politecnico di Milano nel 2001. Nel 2012 ha conseguito il dottorato in Filosofia all’UCLA. Wolf insegna Teoria e Storia dell’Architettura a SCI-Arc. Precedentemente ha insegnato alla Woodbury University e all’UCLA. Nel 2013 vince il grant della Graham Foundation for Advanced Studies in the Fine Arts. Il suo recente libro "Fabrication and Fabrication" (2014) esplora lo stato di avanzamento nell’uso dei robot in architettura.