L’altra Helsinki. Che non è solo Guggenheim

La prima fase della competition internazionale per la realizzazione del nuovo Guggenheim di Helsinki si è conclusa con notevole successo e incredibile numero di partecipanti. Ma non tutti sono contenti, soprattutto tra i cittadini finlandesi…

L'area su cui sorgerà il Guggenheim di Helsinki
L'area su cui sorgerà il Guggenheim di Helsinki

La città di Helsinki ha messo a disposizione 130 milioni di euro e un grande lotto nella parte sud del porto con l’intento di bissare il Bilbao effect, quanto cioè avvenuto alla cittadina basca: una nuova vita economica, culturale e turistica grazie all’intervento di un archistar e di una delle istituzioni museali private più potenti al mondo, il Guggenheim.
In contrapposizione a quanto sostenuto dalle istituzioni, un gruppo di associazioni artistiche indipendenti di Helsinki ha deciso di lanciare un altro concorso di idee aperto a tutti, che possa affiancare il processo partecipativo che vedrà la creazione e la conseguente trasformazione del paesaggio e dello skyline urbano.
The Next Helsinki è alla ricerca di idee alternative per trasformare la città e il suo porto in modo da ottenere il massimo beneficio per i cittadini. Una chiamata alle armi, capace di immaginare nuovi scenari, un futuro più ricco per la città a partire dalle sue reali esigenze, che possa sviluppare benefiche strategie culturali, capaci di renderla un luogo più accessibile, equo, sostenibile e bello.

The Next Helsinki
The Next Helsinki

A giudicare i progetti (deadline il 2 marzo), un folto gruppo transnazionale e multidisciplinare: Michael Sorkin (capogiurato), Ilona Anhava (gallerista), Walter Hood (architetto), Juha Huuskonen (direttore dell’HIAP – Helsinki International Artist Programme), Heta Kuchka (visual artist), Juhani Pallasmaa (architetto), Miguel Robles-Durán (direttore del porgramma in Urban Ecologies alla New School di New York), Andrew Ross (docente di Social and Cultural Analysis alla New York University), Neil Spiller (docente di Architecture and Digital Theory a Grennwich), Joanna Warsza (curatrice), Mabel Wilson (storica), Sharon Zukin (sociologa presso il Brooklyn College) e Kaarin Taipale (segretaria di giuria).

 

Giulia Mura

www.thenexthelsinki.org

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #22

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.