City Hound: segugi urbani per un’urbanistica open source

Un social network per individuare gli spazi sottoutilizzati delle nostre città e trasformarli in luoghi attivi e vitali. È questo l’obiettivo del prototipo chiamato City Hound, recentemente sviluppato dallo studio romano T Spoon.

City Hound

L’ispirazione di City Hound parte dall’idea di urbanistica open source o meglio da quello che Saskia Sassen ha indicato come “un’urbanizzazione della tecnologia”. L’ipotesi è mirare a una pianificazione della città rafforzata da pratiche e iniziative orizzontali, aperte al contributo di nuove energie imprenditoriali, progettuali e creative.
City Hound, in origine spacebook – nome abbandonato per evitare le ire dei legali del noto social network – ha il merito di gettare lo sguardo in avanti, affrontando coraggiosamente il rischio di letture superficiali e banalizzanti, assumendosi la responsabilità di sviluppare uno strumento concreto e andando oltre la sola enunciazione di un principio teorico.
Il funzionamento della piattaforma è molto semplice e chiaro: attraverso il sito web (e future declinazioni in app), City-Hound mette in comunicazione i proprietari degli spazi (soggetti privati o pubbliche amministrazioni) con i soggetti che hanno bisogno di un luogo per realizzare un’idea o un progetto, avviando attività nei campi più diversi: commercio, impresa, associazionismo, arte, cultura, istruzione, artigianato, ecologia, ricerca e sviluppo. Riducendo notevolmente i costi di accesso. Un dispositivo capace di intercettare la grande disponibilità di spazi sottoutilizzati ed edifici dismessi, facendola incontrare con la volontà da parte di soggetti attivi e creativi di agire concretamente sul territorio.

Come afferma lo studio T Spoon, City-Hound è “uno strumento che permette di connettere ciò che non è connesso: persone, spazi, capitali e opportunità”.
La strada è ancora molto lunga, ma il progetto inizia a incassare i primi successi: vincitore del premio Vocazione Roma nel 2011, City Hound è stato recentemente esposto alla Casa dell’architettura all’interno della Biennale dello Spazio Pubblico in occasione del lancio della versione beta del sistema. E in questa occasione, cosa ben più importante, il I Municipio di Roma Capitale si è già offerto di svolgere il ruolo di beta tester del sistema.

Gianfranco Bombaci

http://www.tspoon.org/cityhound

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Gianfranco Bombaci
Gianfranco Bombaci, architetto, è socio fondatore e partner dello studio associato 2A+P/A, con il quale svolge attività professionale e di ricerca nell'ambito della progettazione architettonica, urbana e del paesaggio. È dottore di ricerca in progettazione ambientale e ricopre attualmente il ruolo di coordinatore del corso di Interior Design presso lo IED di Roma. Alcuni suoi testi e progetti sono stati pubblicati su riviste come Domus, Abitare, Architectural Review, L'Architecture d'Aujourd'hui. È tra i fondatori e redattori della rivista di architettura San Rocco.