Donna è bello

Una playlist di ragazze. Perché l’isolamento dalle altre pratiche del progetto, che è la caratteristica particolare della ricerca italiana in architettura, porta con sé una malinconia particolare e sessuale.

Emilia Gaglione

Sembra esserci spazio soltanto per uno stupido sentimento autoriale tutto maschile, che dà per scontata la distanza dalla grafica, dalla composizione tipografica, dalla scrittura creativa, dalla fotografia. È facile confermare questa attitudine come maschile, guardando allo spostamento di molte ragazze architetto verso zone professionali aderenti all’architettura e al design ma non così noiose, oppure non così occupate da sentimenti immaturi e negativi.
Per questo numero, quindi, una prima playlist di ragazze, che verrà aumentata nel prossimo. Loro sono a livelli differenti, ma in genere davvero iniziali della carriera e sono impegnate in campi anche lontani. Ma hanno fatto o stanno per fare cose bellissime. Continuo a pensare che un progettista dovrebbe sentire – magari con leggerezza – il problema di disegnare qualcosa o costruire un approccio che possa piacere prima di tutto a loro. Sara Alberani [1], Emilia Gaglione [2], Giulia Milza [3], Maria Azzurra Rossi [4], Anita Silva [5]…

Luca Diffuse

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #12

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Luca Diffuse
Sono un architetto e scrittore. Nel 2010 ho aperto Writing extended explanations, la mia agenzia di architettura con base a Roma. Mi piace lavorare a piccoli progetti. Architetture capaci di diffondere nella città un approccio poetico alla vita negli spazi publici. Un approccio che definisco a partire dai comportamenti che mi colpiscono di più, come quando le persone sognano ad occhi aperti. Scrivo delle brevi storie su questi momenti che mi capita di osservare e queste storie poi diventano progetti, attraverso cui introdurre in modo delicato nella vita quotidiana delle persone alcune delle sensibilità che mi sembrano più preziose della ricerca architettonica contemporanea. L’uso delle illustrazioni e del disegno mi aiuta molto a trovare il carattere evocativo e sospeso che mi interessa. Questo è il modo in cui ho scritto e disegnato alcuni miei progetti di ricerca come Greenhouse Outtakes o Headphones Park, concorsi come A Lo-fi Nature e workshop come Wild Grass ed anche alcune delle gallerie d’arte che ho realizzato a Roma. Ho ricevuto diversi riconoscimenti per il mio lavoro (vedi link al cv) e sono stato premiato in numerosi concorsi. Partecipo ad alcune piattaforme di ricerca come ad es. Lo-fi architecture, producendo libri, mostre, workshop. Ci sono degli estremi che mi interessano come: intimo/esposto, ambiguo/normale, nitido/confuso, alta/bassa definizione, stanze/parchi. Questi estremi mi interessano non tanto in se quanto per le dinamiche che sono capaci di innescare. Allo stesso modo ricerco per la mia vita ed il mio lavoro una alternanza tra periodi di concentrazione e produzione e periodi di apertura e comunicazione.