Vivere in un quartiere green

A partire dall’ultimo decennio degli Anni Novanta, l’interesse per le problematiche legate all’impatto ambientale generato dagli edifici è aumentato in maniera esponenziale. Da qui un fiorire di protocolli di certificazione a livello mondiale. Anche la Francia non fa eccezione, con lo standard HQE – Haute Qualité Environnementale, che valuta la sostenibilità ambientale dell’edificio e la qualità ambientale dell’intero processo edilizio.

Jacques Ferrier in collaborazione con A + Architecture - La Mantilla, Montpellier

Coniugare sviluppo urbano e qualità della vita: è la sfida del progetto di recupero del quartiere Port Marianne a Montpellier in cui si inserisce La Mantilla, complesso residenziale con negozi e uffici che cambierà il volto dell’avenue de la Mer, vecchia strada verso il mare. Certificato tramite il protocollo HQE per edifici terziari, La Mantilla è un quartiere composto da sei blocchi di edifici, con funzioni commerciali ospitate al piano terra e un’area di oltre 3.000 mq destinata ad alloggi per studenti. Su una superficie di 33.000 mq, La Mantilla deve il suo nome al mantello in microfibra di cemento armato, una maglia forata che avvolge la facciata, progettata dall’architetto Jacques Ferrier in collaborazione con A + Architecture.

Jacques Ferrier in collaborazione con A + Architecture - La Mantilla, Montpellier
Jacques Ferrier in collaborazione con A + Architecture – La Mantilla, Montpellier

Tra le scelte sostenibili, il ricorso a impianti di cogenerazione con produzione combinata di calore ed energia elettrica, che consentono l’abbattimento dei consumi energetici, e la vicinanza ai trasporti alternativi. La zona è servita infatti dalla linea del tram urbano, che collega il nuovo quartiere con il centro della città.
La prima pietra è stata posata a giugno, la conclusione è prevista per il 2013. Ma i cittadini cosa ne pensano? Non tutti sono ovviamente d’accordo, e c’è chi grida allo scempio architettonico unito al mancato ricorso alla democrazia locale partecipata. Ma vivere green vuol dire essere capaci di coniugare valori estetici con scelte funzionali e sostenibili, recuperando e valorizzando aree di trasformazione urbana per un futuro innovativo e a basso impatto ambientale.

Elisabetta Biestro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #10

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Elisabetta Biestro
Laureata in Architettura per il restauro e la valorizzazione dei beni architettonici e ambientali, dal 2009 scrive per il mensile "Il Giornale dell'Architettura". Ha collaborato tra gli altri con Green Building Council Italia (GBC Italia), associazione no profit che promuove il protocollo per edilizia sostenibile certificata LEED®. Si è specializzata in corsi post-laurea legati alla gestione e controllo di progetti complessi, e nella divulgazione di tematiche quali conservazione del patrimonio architettonico e ambientale, interventi nei Paesi in via di sviluppo a basso costo e sostenibili. Attualmente cura le attività dell'ufficio comunicazione di una multiutility con sede in Piemonte, che sviluppa progetti legati alle energie rinnovabili e all’ambiente.
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  • SAVINO MARSEGLIA

    un’ architettura, che guarda si…, al risparmio energetico, ma non risponde a quelle caratteristiche ambientali e antropologiche del luogo in cui si sviluppa questo tipo di processo edilizio. Una tipologia edilizia omologata, che ritroviamo poi, in altri luoghi geografici del mondo globalizzato…