Una boccata d’ossigeno a Bangalore

Prosegue il nostro tour per Bangalore. Siamo andati a visitare il Government Museum e la Venkatappa Art Gallery, con i suoi affascinanti mattoni rossi. Nulla però a che vedere con il Visvesvaraya Industrial and Technological Museum. Quello sì che è all’altezza di standard museologici degni di questo nome.

Goverment Museum, Bangalore

Se la vostra insofferenza di fronte all’inquinamento atmosferico e acustico è ai minimi storici, probabilmente Bangaluru (Bangalore), capitale dello Stato indiano del Karnataka, non è tra le destinazioni da suggerirvi. Sono infatti sufficienti pochi minuti trascorsi all’interno di uno degli infernali grovigli stradali che si formano praticamente durante tutto il giorno in città per desiderare di essere altrove.
Al pressante problema della scarsa qualità dell’aria dovrebbe iniziare a porre un freno la prima metropolitana cittadina, la cui apertura è prevista proprio per il 2013. Nell’attesa, qualora il caso o la curiosità vi portino proprio qui, nella Silicon Valley indiana, tenete a mente due tappe: il Cubbon Park, tra le maggiori aree verdi presenti nella zona metropolitana, e il mini-circuito dei musei cittadini, nelle immediate vicinanze del parco. Il Government Museum (su Katurba Road) e l’adiacente Venkatappa Art Gallery offrono uno spaccato sulle emergenze artistiche del Karnataka: il primo attraverso opere d’arte in pietra scolpita e fornendo un inquadramento complessivo su mete imperdibili del Paese, quali Mysore e Hampi, il secondo grazie a bozzetti e memorie del pittore di corte K. Venkatappa.

Visvesvaraya Ind. & Tech Museum, Bangalore

Ma è nel Visvesvaraya Industrial and Technological Museum (sempre su Katurba Road) che, restando in tema di ossigeno, è facile cogliere l’aria che tira da queste parti. Affollato di turisti in cerca di refrigerio e preso d’assalto dalle scolaresche locali, il museo fin dall’esterno dichiara apertamente come l’aeronautica sia, assieme all’informatica, uno degli ambiti di punta per lo sviluppo del sub-continente indiano. Nei suoi cinque livelli propone attività interattive, ludiche ed educative ad accesso libero, oltre ad approfondimenti e panoramiche storiche su biotecnologie, mezzi di trasporto, elettronica, preistoria e naturalmente spazio, informatica e rete internet. Un luogo dove rilevare l’entusiasmo delle giovani menti del Paese per la scienza in genere, notevole lo sforzo compiuto nell’allestimento, specie se si mette a confronto il Visvesvaraya con i vicini Venkatappa e il Government, dove è tangibile una discreta trascuratezza nelle strutture espositive impiegate.
Resta tuttavia significativa la distanza rispetto ai musei della medesima tipologia in Europa, sebbene sia facile prefigurare da parte dell’India possibili sorprese, anche in ambito museografico, nel prossimo futuro.

Valentina Silvestrini

www.vismuseum.org.in

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Valentina Silvestrini
Valentina Silvestrini (Foligno, 1982) è architetto con specializzazione in allestimento e museografia. Si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha sviluppato il suo percorso professionale nell’ambito degli allestimenti temporanei, fieristici e museali e degli eventi di natura culturale e promozionale. È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007) e ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). Presso l’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e di assistente alla direzione lavori, recandosi in centri fieristici ed espositivi all’estero (Giappone, Russia e Germania). Ha collaborato con la FUA -Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011), occupandosi del coordinamento eventi e della comunicazione. E' caporedattore architettura/design/arte di Cosebelle Magazine, per il quale scrive dal 2011.