Save the beach a impatto zero

Il fenomeno dell’erosione costiera coinvolge ogni anno oltre il 42% dei litorali italiani, per un totale di 1.600 km di coste, ovvero la quasi totalità delle spiagge balneabili nazionali. Le mareggiate invernali compromettono seriamente gli arenili, tra cui figurano anche quelli di Jesolo…

Beach Regeneration - Jesolo - © Errebi

A Jesolo più di 13 km di lidi sabbiosi, protetti a partire dagli Anni Settanta con una serie di pennelli frangiflutti prefabbricati in calcestruzzo. Vent’anni più tardi l’erosione costiera è tuttavia aumentata, rendendo necessari interventi di ripascimento artificiale.
La soluzione all’erosione degli arenili però esiste e arriva dagli Stati Uniti, dove è stato studiato un innovativo sistema di rigenerazione delle spiagge. Si tratta del Beach Regeneration System, sperimentato già in Florida e applicato per la prima volta in Italia proprio a Jesolo, in accordo con il Magistrato delle Acque. A partire da ottobre 2011, il litorale a ridosso di piazza Torino è diventato infatti il primo progetto-pilota nazionale, con l’installazione di 21 pannelli in un tratto di costa lungo oltre 1 km.

Beach Regeneration – Jesolo – © Errebi

Obiettivo: la protezione della spiaggia, eliminando l’erosione e ampliando le dimensioni dell’arenile: il risultato è che in cinque mesi la fascia costiera si è allargata di otto metri, con un risparmio stimato di quasi 600mila euro per la manutenzione (l’apporto di un metro cubo di sabbia costa infatti tra i 10 e i 12 euro).
Il Beach Regeneration è un sistema flessibile, che può essere installato in inverno, durante i mesi in cui l’erosione è generalmente massima, e rimosso all’inizio della stagione estiva per poi essere riutilizzato per cicli di stagioni successive. Non ultimo il basso impatto ambientale: la rigenerazione della spiaggia viene infatti realizzata con sabbia proveniente dal mare di prossimità, preservando flora e fauna acquatica e l’aspetto originario della costa.

Elisabetta Biestro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #9

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Elisabetta Biestro
Laureata in Architettura per il restauro e la valorizzazione dei beni architettonici e ambientali, dal 2009 scrive per il mensile "Il Giornale dell'Architettura". Ha collaborato tra gli altri con Green Building Council Italia (GBC Italia), associazione no profit che promuove il protocollo per edilizia sostenibile certificata LEED®. Si è specializzata in corsi post-laurea legati alla gestione e controllo di progetti complessi, e nella divulgazione di tematiche quali conservazione del patrimonio architettonico e ambientale, interventi nei Paesi in via di sviluppo a basso costo e sostenibili. Attualmente cura le attività dell'ufficio comunicazione di una multiutility con sede in Piemonte, che sviluppa progetti legati alle energie rinnovabili e all’ambiente.