Shell e la svolta green

Il nome Shell, multinazionale operante nei settori chimici, petrolchimici ed energetici, può far sorridere se accostato alle tematiche green della sostenibilità ambientale. Ma la società sta riuscendo a discostarsi dalla vecchia immagine. Ecco come.

Shell Downstream - Rotterdam

Si pensi alle critiche mosse alla Shell nel decennio passato da gruppi ambientalisti e per la difesa dei diritti umani. Ora lo scenario sta rapidamente cambiando. La società sta infatti riuscendo a discostarsi dalla vecchia immagine: il 15 febbraio è stato infatti inaugurato il nuovo quartier generale della Shell Downstream, divisione della multinazionale che si occupa della distribuzione e commercializzazione di prodotti petroliferi e chimici.
Costruito durante i primi Anni Ottanta, il complesso direzionale è situato nella zona Weena 70, nel centro di Rotterdam, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici di interscambio con la linea ad alta velocità HSL e la rete Randstadrail. I lavori di ristrutturazione, gestiti da Royal Haskoning, società di consulenza tecnica presente in 17 Paesi, sono iniziati nel mese di febbraio 2011 per concludersi appena 10 mesi dopo.
Gli uffici sono in grado di ospitare ora gli oltre mille dipendenti dell’azienda, rispondendo così a una duplice esigenza: da un lato riunire tutte le attività in un unico complesso centrale, dall’altro ridurre nettamente i costi manutentivi e di gestione, diminuendo la quantità di spazi occupati.

Una piattaforma Shell

Il complesso ha raggiunto la certificazione LEED Silver, per i risultati ottenuti in termini di sostenibilità e riuso efficiente. Qualcuna tra le scelte poste in essere? Ciclo di smaltimento separato per rifiuti da costruzione e da demolizione per favorire il recupero dei materiali, sostituzione degli impianti esistenti con nuovi sistemi ad alte prestazioni e il riutilizzo di parte della mobilia esistente. E così anche 900 vecchie sedie sono state fatte oggetto di riuso.

Elisabetta Biestro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #6

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Elisabetta Biestro
Laureata in Architettura per il restauro e la valorizzazione dei beni architettonici e ambientali, dal 2009 scrive per il mensile "Il Giornale dell'Architettura". Ha collaborato tra gli altri con Green Building Council Italia (GBC Italia), associazione no profit che promuove il protocollo per edilizia sostenibile certificata LEED®. Si è specializzata in corsi post-laurea legati alla gestione e controllo di progetti complessi, e nella divulgazione di tematiche quali conservazione del patrimonio architettonico e ambientale, interventi nei Paesi in via di sviluppo a basso costo e sostenibili. Attualmente cura le attività dell'ufficio comunicazione di una multiutility con sede in Piemonte, che sviluppa progetti legati alle energie rinnovabili e all’ambiente.