Desolazione Italia

“Diffuse Playlist” è in difficoltà e al limite del pamphlet. Il fatto è che chi sta sviluppando delle ricerche di qualità in architettura non ha proprio bisogno/tempo di comunicarsi attraverso il sofisticato rendering emotivo di se stessi e risulta difficilmente rintracciabile via web. Stavolta quindi una playlist organizzata secondo un gradiente che va dall’assenza di ingaggio con la realtà alla concretezza.

Brave New Alps

Possiamo partire dall’esperienza almeno non sofisticata di #6 Weekend in a morning, Massimiliano Marian e Andrea Cassi che lavorano fra Torino e Vienna. Accenniamo poi al buon percorso verso il reale condotto – concorso dopo concorso – da #5 ETB di Alessandro Tessari e Matteo Bandiera, Treviso.  E poi passiamo necessariamente a una zona di frammenti minimi e incerti. E meno male. Quindi, appena qualche traccia di un workshop costruito su parole-chiave anche decisive. Continua infatti l’esperienza di #4 Brave New Alps e del loro cantiere per “pratiche non affermative” che dovrebbe attualmente essere attivo negli spazi della Fabbrica del Vapore a Milano.

Diffuse Playlist

Attraverso il susseguirsi delle preview e dei numeri zero del prossimo magazine digitale che sarà prodotto da #3 Stefano Mirti, arriva qualche immagine estratta da una ricerca di #2 Alessandro Scandurra organizzata attorno all’idea di rifugi enigmatici. Bella e ambigua, cercatela.
Ed eccoci all’ultima traccia. Debolissima. Succede che in seguito a una conferenza sull’opera di Bodoni che vedeva i contributi di FMR e Luca Molinari, appare un altro contributo enigmatico di incontro tra elementi tipografici e decorazione architettonica. Un lavoro di #1 Francesco Librizzi. Per il resto nulla. Nessuna sensazione, nessuna ricerca originale. Niente di niente.

Luca Diffuse

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #3

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Luca Diffuse
Sono un architetto e scrittore. Nel 2010 ho aperto Writing extended explanations, la mia agenzia di architettura con base a Roma. Mi piace lavorare a piccoli progetti. Architetture capaci di diffondere nella città un approccio poetico alla vita negli spazi publici. Un approccio che definisco a partire dai comportamenti che mi colpiscono di più, come quando le persone sognano ad occhi aperti. Scrivo delle brevi storie su questi momenti che mi capita di osservare e queste storie poi diventano progetti, attraverso cui introdurre in modo delicato nella vita quotidiana delle persone alcune delle sensibilità che mi sembrano più preziose della ricerca architettonica contemporanea. L’uso delle illustrazioni e del disegno mi aiuta molto a trovare il carattere evocativo e sospeso che mi interessa. Questo è il modo in cui ho scritto e disegnato alcuni miei progetti di ricerca come Greenhouse Outtakes o Headphones Park, concorsi come A Lo-fi Nature e workshop come Wild Grass ed anche alcune delle gallerie d’arte che ho realizzato a Roma. Ho ricevuto diversi riconoscimenti per il mio lavoro (vedi link al cv) e sono stato premiato in numerosi concorsi. Partecipo ad alcune piattaforme di ricerca come ad es. Lo-fi architecture, producendo libri, mostre, workshop. Ci sono degli estremi che mi interessano come: intimo/esposto, ambiguo/normale, nitido/confuso, alta/bassa definizione, stanze/parchi. Questi estremi mi interessano non tanto in se quanto per le dinamiche che sono capaci di innescare. Allo stesso modo ricerco per la mia vita ed il mio lavoro una alternanza tra periodi di concentrazione e produzione e periodi di apertura e comunicazione.