NuvolaB: ripensare la città

Cinque giovani architetti, quattro italiani e uno belga, alle prese con la progettazione degli spazi urbani. Loro si chiamano NuvolaB e sono una realtà interessante del panorama architettonico attuale. Anche per i continui scambi con con l’estero.

NuvolaB - Sint-Niklaas

Affrontare il tema degli insediamenti urbani, con particolare attenzione all’articolazione e al disegno dello spazio pubblico, muovendosi con agilità e perizia in diversi contesti internazionali può essere una buona prima chiave di lettura attraverso cui raccontare lo studio fiorentino NuvolaB.
Sin dall’inizio i cinque architetti, quattro italiani e un belga, sperimentano un modello collaborativo teso a intrecciare rapporti di interscambio culturale e professionale con altre giovani realtà europee. Il fatto che uno dei membri dello studio provenga dal Belgio e che in quel Paese abbiano trascorso periodi di formazione altri componenti dello studio ha sin dall’inizio consentito ai NuvolaB di cementare rapporti con alcune giovani realtà professionali di questo paese. Questi legami permettono ai NuvolaB di partecipare attivamente a molti concorsi in Belgio e li è localizzata una parte considerevole dell’attività dello studio. D’altra parte riuscire a lavorare all’estero può essere concretamente l’unica possibilità di sopravvivenza per un giovane studio d’architettura italiano.
In queste articolazioni internazionali un punto fermo dello studio, sin dalla sua fondazione nel 1998, è stata l’attenzione al disegno urbano. Ricomporre i lembi sfrangiati delle nostre città per ripensarne i frammenti in un unico disegno organico è, ad esempio, la logica del progetto di riqualificazione del lungomare di Pantelleria, pensato “come una narrazione urbana di episodi architettonici di dimensioni variabili, che si inseriscono e si sviluppano in una più ampia idea di riorganizzazione del waterfront urbano”. Attorno al castello, snodo dell’intera area urbana, “l’esigenza principale è di tradurre i vari ambiti vocazionali con un solo gesto architettonico”.

NuvolaB - Yverdon-Les-Bains

La stessa logica guida anche il piano quartiere a Yverdon-Les-Bains, in Svizzera, dove, concentrandosi sull’articolazione del concetto di “soglia” fra ambiente antropico e naturale, vengono unitariamente pensati residenze, parco pubblico, area commerciale, zona artigianale e deposito dei bus. A Sint-Niklaas (Belgio), invece, il quartiere “è volutamente accessibile da un solo ingresso per rinforzare il carattere residenziale ed evitare il traffico di passaggio”.
Le strategie progettuali sono finalizzate a incentivare la mobilità pedonale, attraverso la disposizione a cortina dei manufatti edilizi e l’attento disegno della circolazione, che vede separato l’attraversamento urbano e circolazione pedonale interna al quartiere.

Come si sono accumulati nel vostro studio i tanti orizzonti internazionali che, in fondo, ne caratterizzano fortemente l’attività?
Dopo la laurea ognuno di noi ha avuto la voglia di fare delle esperienze fuori da Firenze. Io (David di Benedetti) sono andato in Olanda e poi in Belgio; Angelo Ferrari ha lavorato per diversi anni a Parigi; Giorgio Furter è rimasto nell’ambito fiorentino collaborando con l’Università; Nicola Larice ha avuto delle esperienze italiane collaborando con studi milanesi e romani. Nei primi anni Duemila queste diverse esperienze erano giunte a maturazione. Ian Leclerq aveva nel frattempo fatto il percorso inverso: laureatosi a Gent, venuto a Firenze con l’esperienza Leonardo, ci è poi tornato dopo la laurea per lavorare in uno studio fiorentino ed è entrato a far parte del nostro “gruppo”.

NuvolaB - Pantelleria

“Internazionalismo” può essere una delle parole chiave che distingue l’attività della vostra generazione da quelle precedenti?
Senza dubbio. Fare un discorso solo locale o nazionale è limitativo oggi, col numero esorbitante degli architetti che ci sono in giro. Ian parla fiammingo, noi più o meno tutti parliamo inglese e francese. Abbiamo il nostro team belga, per contatti e confronti che vanno oltre i progetti. Stessa cosa stiamo cercando di fare in Svizzera e Francia col fine di creare una rete internazionale. Ci interessano delle collaborazioni che vanno oltre i singoli progetti per instaurare dei network di riflessione e confronto permanente a prescindere dalle collaborazioni per singoli progetti.

Lorenzo Ciccarelli

www.nuvolab.it

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Lorenzo Ciccarelli
Ingegnere-Architetto, compie i suoi studi all’Università Politecnica delle Marche e all’Ecole Supérieure d’Architecture de Paris-La Villette. Ha partecipato al seminario internazionale di progettazione Villard 11. Dal 2011 scrive per Artribune e alcune riviste locali.