Interni street. L’ossimoro che regge lo studio Ghigos Ideas

Prosegue l’indagine condotta dal nostro Lorenzo Ciccarelli sui giovani studi italiani d’architettura. Che fanno della multidisciplinarietà un pilastro fondamentale. Discorso che vale anche per il trio che forma Ghigos Ideas.

Ghigos Ideas - Mausoleo della Famiglia Sacchetti

Lo studio milanese Ghigos Ideas si definisce principalmente per la sua marcata multidisciplinarietà, caratterizzandosi per “una ricerca ad ampio respiro, perseguendo la dissoluzione dei confini disciplinari come occasione di riflessione critica e progettuale”.
Il collettivo nasce tra le aule del Politecnico di Milano, dove una serie di studenti, contagiati dall’entusiasmo di Davide Crippa, comincia a far ricerca autonomamente, curando mostre e partecipando a concorsi d’architettura. Nel 2004 viene fondato lo studio che, dopo alcuni travagli, assume la forma definitiva attorno allo stesso Davide Crippa, Barbara Di Prete e Francesco Tosi. Davide e Barbara sono dottori di ricerca in Architettura degli interni e docenti alla NABA di Milano, mentre Francesco è appassionato di grafica, con trascorsi di street art. Tutti questi interessi confluiscono in un’attività che spazia agilmente fra le varie discipline, “dall’exhibit alla grafica, dal design fino all’architettura, salutando da vicino l’arte”.
A Vallo della Lucania lo studio ha completato, nel 2008, il restauro e l’allestimento del MAF – Museo delle Arti Femminili, in un vecchio edificio, stretto e alto come un blocchetto del Tetris, in piazza del Duomo. Attraverso un ricercato cromatismo in facciata e un attento recupero del manufatto edilizio, lo studio ha dispiegato nei vari ambienti un accattivante percorso museale.

Ghigos Ideas - Padiglione NABA

Notevole anche il padiglione temporaneo realizzato per la NABA a Milano. Vecchie taniche vengono riciclate e impiegate come i “mattoni” del nuovo padiglione. La costruzione cresce così leggera, modulare e flessibile in diverse forme. Il tema del riciclo e della sensibilizzazione ecologica viene di nuovo affrontato dai Ghigos, assieme a un gruppo di studenti del Politecnico di Milano, in un recente progetto ad Ameno, in provincia di Novara. Una moltitudine di sacchetti di plastica viene reinventata per rivestire e completare un’architettura pubblica non finita. Con le parole degli architetti, il progetto mira a “riutilizzare un contenitore di servizio, come lo sono le buste di plastica, per non sprecare risorse e reinventare un oggetto conferendogli una nuova veste ed una nuova destinazione d’uso”.

Come si struttura l’attività dello studio?
Oggi lo studio spazia tra progetti di architettura, allestimento, design e grafica, credendo in un metodo di progetto che possa essere replicabile alle varie scale senza risentire in efficacia. Oggi Ghigos (ribattezzato nell’ultimo anno in Ghigos Ideas, non a caso) spazia tra le discipline e ha fatto proprio di questa marcata interdisciplinarietà un tratto peculiare della sua ricerca.

 

Quali sono le utopie o le visioni che informano i vostri progetti?
Una città sulle nuvole, per “un cielo a portata di mano” e servizi disseminati in mongolfiere a diverse altezze; una città digitale in cui arredi e case si trasportano via cavo come dati e informazioni, per ricreare in ogni luogo la propria “casa usb”; un paesaggio sospeso, sostenuto da soli fluttui d’acqua, in un’oasi urbana che gioca con l’illusione e con il miraggio; un quartiere periferico cromaticamente connotato, come fosse un tappeto colorato che ricopre strade, campi ed edifici uniformando l’intero orizzonte urbano.

Ghigos Ideas - Museo delle Arti Femminili

Quali saranno, secondo voi, i temi e le parole chiave per l’architettura nei prossimi anni?
Parlare di ecologia, energia e sostenibilità è ormai imprescindibile. Un altro grande aspetto sarà il rapporto con i paesi emergenti: da un lato dovremo inventarci nuovi terreni e nuovi strumenti per vincere la sfida “casalinga”, ma dall’altro lato potremo entrare in nuovi mercati emergenti essendo chiamati a interpretarne specifiche esigenze e sogni, senza cercare di replicare i nostri. Integrazione, ibridazione, multiculturalità, oltre che sostenibilità ambientale, saranno dunque delle parole chiave per il nostro lavoro. E poi, come sempre e da sempre, ricerca e innovazione.

Lorenzo Ciccarelli

www.ghigos.com

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Lorenzo Ciccarelli
Ingegnere-Architetto, compie i suoi studi all’Università Politecnica delle Marche e all’Ecole Supérieure d’Architecture de Paris-La Villette. Ha partecipato al seminario internazionale di progettazione Villard 11. Dal 2011 scrive per Artribune e alcune riviste locali.