A Venezia grande convegno in memoria del collezionista e imprenditore Vittorio Cini

La Fondazione Giorgio Cini dedica un’intera giornata di studi al suo “patrono”, collezionista fra i più prolifici nel panorama del secolo scorso e imprenditore di successo. Fra gli ospiti, Stefano Bruzzese, Alvar González-Palacios e Andrea De Marchi.

L'Isola di San Giorgio Maggiore, sede della Fondazione Cini
L'Isola di San Giorgio Maggiore, sede della Fondazione Cini

Sono trascorsi quarant’anni dalla morte di Vittorio Cini e martedì 14 novembre l’istituzione lagunare da lui fondata sull’Isola di San Giorgio Maggiore renderà omaggio alla sua memoria, facendo da cornice a una intensa giornata di studio. Lo specchio del gusto. Vittorio Cini e il collezionismo d’arte antica nel Novecento è il titolo del convegno che riunirà, presso l’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, dedicata da Vittorio al figlio prematuramente scomparso, dieci illustri relatori, che analizzeranno le scelte di Vittorio Cini sul fronte del collezionismo. Abile imprenditore in campo marittimo e navale, Cini nutriva per l’ambito artistico una innata passione, che lo portò ad eccellere anche come collezionista e a diventare autore di una raccolta fra le più importanti a livello italiano. Consigliato da esperti del calibro di Federico Zeri e Bernard Berenson, il conte Cini diede un grosso impulso alla riscoperta e al rilancio dei pittori primitivi ferraresi e toscani, punta di diamante della sua collezione. Un amore per il recupero del patrimonio passato che si ritrova anche negli intenti della Fondazione veneziana, da lui istituita allo scopo di restaurare l’Isola di San Giorgio Maggiore dopo la lunga occupazione militare e di trasformarla in un fervido centro di attività culturali.

I PROTAGONISTI E I TEMI

Gli interventi che si alterneranno durante l’imminente giornata di studi prenderanno in esame le tante, e complementari, sfumature che caratterizzavano la personalità e l’operato di Vittorio Cini. Introdotti da Giovanni Bazoli, presidente della Fondazione Giorgio Cini, e da Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte, i relatori offriranno al pubblico un ritratto a tutto tondo del collezionista e imprenditore ferrarese di nascita ma veneziano d’adozione. Alvar González-Palacios darà risalto alla passione di Cini per l’arte, mentre Maurizio Reberschak ne metterà in luce il piglio imprenditoriale. A seguire, Stefano Bruzzese, Antonella Chiodo e Mauro Natale daranno voce ai legami che univano il conte Cini a intellettuali del calibro di Bernard Berenson, Nino Barbantini e Federico Zeri, imprescindibili consiglieri nella scelta delle opere che confluirono nella raccolta, analizzate da Andrea De Marchi e oggi esposte nella casa-museo lagunare di Cini.
La sessione pomeridiana del convegno sarà incentrata su alcuni esempi di imprenditori-collezionisti italiani paragonabili a Cini, artefici di raccolte altrettanto rilevanti: Bożena Anna Kowalczyk e Andrea Bardelli narreranno dell’interesse condiviso da Aldo Crespi e Carlo Cagnola con Vittorio Cini nei riguardi delle opere dei pittori toscani e veneti a cavallo fra il Trecento e il Quattrocento; Anna Maria Bava descriverà la collezione di Riccardo Gualino e infine Anna Orlando parlerà della raccolta di Angelo Costa, armatore navale, proprio come Cini, e amante della pittura secentesca, con una particolare predilezione per quella genovese.

Arianna Testino

www.cini.it

 

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.