Osservatorio curatori. Lucia Zappacosta

Pescarese, classe 1980, Lucia Zappacosta elenca fra i suoi principali ambiti di interesse “la creatività emergente italiana e internazionale, la contaminazione dei linguaggi artistici e la combinazione algoritmica tra arte, scienza, tecnologia e natura”. Qui si racconta.

Lucia Zappacosta
Lucia Zappacosta

Dopo varie collaborazioni e la cura di eventi artistici per enti istituzionali, nel 2012 divento direttore artistico dell’Alviani ArtSpace, uno spazio istituzionale non profit all’interno dell’Aurum di Pescara, che fa della collaborazione con altri curatori italiani e della ricerca sulle nuove frontiere del contemporaneo il suo tratto distintivo.
Tra i progetti del 2014, la prima edizione di Capri the Island of Art curata con Marco Izzolino e MutaForma, prima Biennale d’Arte Giovane Abruzzese, realizzata presso Museo Michetti di Francavilla al Mare con il patrocinio dei Beni Culturali, del BJCEM e del GAI. Con il progetto Andai nei boschi a novembre vinco la menzione speciale del premio curatoriale a The Others, la fiera alternative di Torino.
Queste operazioni nascono dalla necessità di rispondere alla complessità della contemporaneità e svelano il mio approccio filosofico che affonda le radici nella cultura hacker: “Gli insegnamenti fondamentali sui sistemi – e sul mondo – possano essere appresi smontando le cose, analizzandone il funzionamento e utilizzando la conoscenza per creare cose nuove e più interessanti” (Levy).

Lucia Zappacosta
Lucia Zappacosta

L’arte diventa per me il luogo della contaminazione in cui scomporre e investigare una problematica da diversi punti di vista. Le tematiche che scelgo, nei progetti esterni e annualmente per la stagione dell’Alviani ArtSpace (lo Spazio-Tempo, il Suono nella sua assenza e il Volume della luce per il 2015, anno internazionale della Luce), tendono a posizionarsi sulla linea di confine tra diverse discipline: l’arte, la tecnologia, le scienze naturali, la metafisica. Anche se la giustapposizione di differenti forme di conoscenza non costituisce la fusione dei saperi, sono convinta che sia definitivamente saltata la classica bipartizione tra scienze naturali e scienze umane e che la logica binaria, ancora al centro della visione dell’arte in Italia, sia ormai insufficiente per leggere i complessi cambiamenti socio-economici da un punto di vista alternativo a quello dell’“industria culturale”.
Attenta al mio territorio, l’Abruzzo, e ai giovani artisti, li metto in relazione con professionisti affermati, anche di altre discipline, per promuovere la conoscenza attraverso vocabolari differenti, per ampliare lo spettro della sperimentazione in un processo di costante condivisione.

Lucia Zappacosta
Lucia Zappacosta

L’impatto fra tradizione e innovazione, l’incontro tra linguaggi, l’interesse sociale e la riscoperta della natura, che dà spessore all’esistenza, caratterizzano il mio modello creativo. Questo favorisce la produzione di riflessioni inedite da parte degli artisti e spinge i visitatori verso un percorso iniziatico e sinestetico in grado di rinnovare paesaggi visivi e sensoriali, contribuendo alla costruzione di senso. Il coinvolgimento è sostenuto anche con gli strumenti tecnologici e punta a superare l’elitarismo, per una diffusione totale del virus dell’arte. Le esposizioni vogliono incentivare le opportunità di crescita personale, attraverso l’esperienza: la prossima si svolge a SetUp, la fiera di Bologna dedicata alle realtà emergenti. Con il progetto Biophilia, che sottolinea la predisposizione biologica dell’uomo a cercare il contatto con la natura, all’interno dello stand 3, il pubblico potrà nutrirsi di bellezza, assaporando e interagendo con opere d’arte commestibili. Fino al 31 gennaio presso l’Alviani ArtSpace sarà invece possibile visitare Transcendance, mostra personale di Umberto Ciceri che con le sue installazioni lenticolari inaugura la stagione espositiva dedicata al Volume della luce.

a cura di Marco Enrico Giacomelli

www.alviani-artspace.net
www.setupcontemporaryart.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #23

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • Un percorso iniziatico comporta per forza di cose e da che esiste il mondo un orientamento elitario, non può essere altrimenti.

  • Curiamoci con il sole si melanina….