Fili d’erba, una nuova collana d’arte. Che inizia con Fathi Hassan

A novembre è uscito il volume “Un africano caduto dal cielo”, libro che raccoglie pensieri liberi dell’artista Fathi Hassan e che inaugura la collana “Fili d’erba” dell’editore Di Felice. A parlarci del progetto è la direttrice Alessandra Angelucci.

Fathi Hassan - Un africano caduto dal cielo
Fathi Hassan - Un africano caduto dal cielo

Com’è nata l’idea di “Fili d’erba”?
Il progetto Fili d’erba nasce innanzitutto grazie a un incontro. Un critico d’arte e un editore: due donne abbastanza incoscienti da credere ancora che le belle cose possano esistere, non solo accadere. Con Valeria Di Felice – la giovane titolare della Di Felice edizioni di Martinsicuro – ho fatto la somma delle ore senza che me ne accorgessi. Ho conosciuto Valeria qualche anno fa e le nostre passioni, quella per il mondo dei libri e per l’arte, si sono magicamente incontrate. Incastrate perfettamente, direi. La collana d’arte Fili d’erba nasce per questo, perché ha come motore principale la passione e l’incontro fra l’amore per l’arte e quello per i libri.

Qual è l’idea alla sua base e a quali artisti si rivolge?
Fili d’erba pone particolare attenzione a quell’aspetto che spesso passa in secondo piano rispetto all’opera d’arte stessa: la voce di chi crea, di chi in un gesto ha immortalato un’esistenza. Questo progetto editoriale punta proprio a questo, a dare spazio alla voce degli artisti moderni e contemporanei. È l’indagine dell’uomo al centro: i respiri, le pause, le assonanze e le dissonanze, le riflessioni che hanno portato i protagonisti del linguaggio artistico moderno e contemporaneo a intraprendere un viaggio, qualunque sia stato poi il loro punto d’arrivo.
Più interessante della meta è il percorso. E con Fili d’erba siamo di fronte a una pagina che invita il lettore a un viaggio a ritroso: non si partirà dall’opera d’arte per risalire all’uomo che l’ha creata. Bensì si partirà dall’uomo – dai suoi desideri e dalle sue inquietudini, dal suo vissuto e dai suoi non detti – per abbracciare poi la storia del suo percorso artistico. Come? Attraverso libri-intervista, raccolte di testi autobiografici e saggi.

Fathi Hassan - Un africano caduto dal cielo
Fathi Hassan – Un africano caduto dal cielo

Come interagiscono nello scritto critico e autore?
Il tipo di rapporto che si instaurerà fra il critico e l’artista assumerà una sfumatura diversa a seconda del tipo di testo che la collana andrà ad accogliere. Si darà innanzitutto spazio a libri-intervista: una forma di pubblicazione che io amo particolarmente, che offre un taglio più giornalistico e che permette di trascrivere quasi una confessione intima fra il critico-giornalista e l’artista. È una forma di ricerca che permette di carpire anche i silenzi, ad esempio, quelle pause che, durante un’intervista, dicono tutto e fanno poi la differenza nel mare magnum delle informazioni.
La collana pubblicherà anche approfondimenti tematici attraverso la più diffusa forma saggistica: qui la figura del critico coinciderà con quella dell’autore e gli argomenti saranno trattati con un approccio più scientifico, nel rispetto della linea editoriale.
Infine Fili d’erba offrirà la possibilità di pubblicare testi autobiografici, ovvero raccolte di pensieri, riflessioni o scritti di un artista. Quest’ultima soluzione è quella che è stata privilegiata da Fathi Hassan, primo autore della collana.

Quanto è importante oggigiorno la figura dell’artista nella comprensione di un’opera d’arte?
Fili d’erba mette al centro l’uomo e poi anche l’artista con il suo particolare linguaggio espressivo. Auspico che si riparta da quella particolare “linea di destino delle forme artistiche nell’epoca moderna e contemporanea” che interessava Jean Baudrillard, da un’attenzione al destino dell’arte e da una profonda considerazione dell’uomo che attraverso l’arte si fa testimone del suo tempo.
Oggi più che mai è importante la conoscenza della figura dell’artista, ma prima di tutto la conoscenza dell’uomo che si scopre artista attraverso un peculiare percorso. Se ci si avvicina alla conoscenza dell’uomo, alla testimonianza reale, si può sperare in un intimo processo di comprensione dell’opera d’arte. Ma se si conosce solo l’opera, si può dare avvio a un processo di interpretazione dell’opera d’arte stessa e la visione che si avrà sarà sempre caratterizzata da una zona d’ombra.

Com’è strutturato il primo volume della collana?
Fili d’erba si inaugura con un volume molto particolare, il cui titolo conduce a un’atmosfera che si colloca lontano dalla quotidianità tipica del mondo occidentale. Un africano caduto dal cielo, scritto da Fathi Hassan in lingua italiana, è una raccolta di pensieri che l’artista affida per la prima volta alla forza dell’inchiostro, raccogliendo una produzione che va dagli Anni Ottanta fino ad oggi. Di fronte all’intimismo tipico della pagina di diario, il lettore troverà un po’ di se stesso: la paura, la fragilità del sentimento, la certezza di un chicco di grano, la verità cercata fra gli orecchini di una zingara.
Sette sono le sezioni attraverso cui Hassan si racconta: Pensiero disordinato, Sintesi, Deserto, Odore, Fatma, Armonia, Epilogo. Il volume è introdotto dalla prefazione di Katia Migliori che regala un’immagine bellissima, quando definisce Un africano caduto dal cielo un “libro senza pagine”, un libro che offre un corpo di “pensieri-sogni”. Arricchiscono il libro la traduzione in inglese, curata da Morag McCarron, e alcuni scritti in lingua araba presenti in Appendice.

Alessandra Angelucci
Alessandra Angelucci

A quale collana si è principalmente ispirata per creare la propria? O ce n’è una che si avvicina al lavoro curatoriale che sta portando avanti?
Sulla nostra pelle si scrive quotidianamente una storia e si sedimenta una parte di ciò che abbiamo incontrato, conosciuto o riposto con cura. E soprattutto letto. Fili d’erba nasce così, spontaneamente, portando con sé la ricchezza di tutte le letture che ho fatto fino ad ora. Del resto, la somiglianza non mi ha mai affascinato quanto l’unicità.

 

Martina Lolli

 

Fathi Hassan – Un africano caduto dal cielo
collana Fili d’erba diretta da Alessandra Angelucci
Di Felice Edizioni, Martinsicuro 2014
Pagg. 216, € 12
ISBN 9788897726609
www.edizionidifelice.it

 

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Martina Lolli
Curatrice e giornalista freelance nei settori di arte e musica. Dopo aver frequentato “La Sapienza” e l’Accademia di Brera (comunicazione e didattica per l'arte contemporanea) conclude la formazione con il corso per curatori CAMPO 14 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente redattrice per Artribune e OUTsider magazine, si dedica a progetti in cui arte, musica e scrittura si contaminano creando cortocircuiti estetici e favorendo una sensibilità allargata. Ha curato "Quello che rimane", prima personale del collettivo minimalista Minus.log al Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara, 2016); "Our generation. Pittura emergente in Italia" con A. Zimarino (XVIII Biennale dell'Arte di Penne, Pescara, 2015); "Formazioni della luccicanza" con C. Fiasca a Palazzo Parissi di Monteprandone (Ascoli Piceno, 2015); "INCODEC" con I. D'Alberto, G. De Cerchio e M. Sconci al MUSPAC di L'Aquila (2015). Ha contribuito alla pubblicazione del volume "CORPO estraneo/straniero" (ed. Verdone) dedicato alla storia della performance art in Abruzzo con un capitolo sulla città di Teramo.