Analisi e sintesi dell’arte contemporanea. Due libri di Fulvio Chimento e Pier Paolo Pancotto

Due recenti volumi cercano di riassumere il frastagliato panorama odierno, scegliendo approcci opposti. Da un campione casuale si giunge a spunti generali, con un’indagine a volo d’uccello si scade nel generico. Un’analisi comparata.

Fulvio Chimento - Arte italiana del terzo millennio

L’impossibilità di sistematizzare le poetiche in categorie e movimenti è l’ormai proverbiale caratteristica dell’arte d’oggi. Due libri si confrontano con questo stato di cose, tentando di delineare un panorama dell’arte odierna con approcci opposti.
Nel suo Arte italiana del terzo millennio, Fulvio Chimento sceglie un metodo empirico: la raccolta di interviste. E, per di più, non seleziona artisti, critici, galleristi, direttori di riviste e di musei costruendo un campione rappresentativo, ma li sceglie senza badare alla fama, all’età o al tipo di poetica. Il risultato, paradossalmente, non manca di una certa rappresentatività.
Tutti gli artisti (con qualche punta massima come Emilio Isgrò e, tra i giovani, Umberto Chiodi) rivelano un buon livello di consapevolezza della propria poetica e delle istanze sociali a cui essa si riferisce. E soprattutto un buon grado di “responsabilità”, nel senso di coscienza del rapporto che la loro opera ha con il mondo (e ciò avviene sorprendentemente anche nel caso degli autori meno sperimentali). Va sottolineato, però, che la consapevolezza quasi mai si traduce in una volontà di ribellione allo status quo sociale. Le interviste consentono di cogliere il metodo dell’artista, non sul piano pratico e formale ma su quello intellettuale: gli artisti vengono spinti a enunciare i loro moventi e ad analizzare il rapporto tra opera e contesto.
Se dal libro si possono trarre spunti interessanti, risulta invece fuori fuoco la prefazione di Guido Bartorelli. Il suo ragionamento su reale e virtuale è decisamente improbabile nel letteralizzare il già improbabile Nuovo Realismo di Maurizio Ferraris.

Pier Paolo Pancotto - Arte contemporanea: il nuovo millennio
Pier Paolo Pancotto – Arte contemporanea: il nuovo millennio

L’approccio adottato da Pier Paolo Pancotto nel suo Arte contemporanea: il nuovo millennio è esattamente l’opposto. Un metodo di sintesi, che si propone di individuare le tendenze generali dell’arte contemporanea (in Italia e all’estero, dal Duemila in avanti). Correttamente, sin dall’introduzione l’autore dichiara come il tratto distintivo odierno sia la frammentazione e lo analizza con una buona dose di precisione e inventiva. Ma dalla constatazione di questo stato di cose derivano affermazioni piuttosto svilenti riguardo all’arte contemporanea. Come se la mancanza di riferimenti certi fosse qualcosa a cui gli artisti si adattano per pigrizia, faciloneria o mancanza di preparazione. Il tono della scrittura finisce per sembrare piccato, come infastidito dall’impossibilità di tracciare categorie certe. Il tutto declinato in una prosa fin troppo sofisticata.
Le categorie con cui Pancotto classifica gli artisti e ne analizza il lavoro, poi, mancano davvero di capacità di presa. Ovviamente non può che trattarsi di categorie indicative, ma quelle scelte sono poco salienti e ogni artista potrebbe entrare in quasi tutti gli altri gruppi. Certo è che il compito impartito dalla struttura della collana in cui il testo si inserisce (manuali brevi e riassuntivi di un periodo) era davvero improbo.

Stefano Castelli

Fulvio Chimento – Arte italiana del terzo millennio
Mimesis, Milano 2013
Pagg. 256, € 20
ISBN 9788857519487
www.mimesisedizioni.it

Pier Paolo Pancotto – Arte contemporanea: il nuovo millennio
Carocci, Roma 2013
Pagg. 132, € 15
ISBN 9788843069705
www.carocci.it

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.