Il mistero della sigla M.S. Quando lo storico dell’arte veste i panni del detective

È uscita per i tipi di Abscondita, nella collana Miniature, una raccolta di articoli scritti da Mario Sironi tra il 1927 e il 1931 per il “Popolo d’Italia”. Selezionati da Elena Pontiggia, che riveste involontariamente il ruolo del detective alle prese con un mistero da risolvere.

Mario Sironi - Scritti inediti (1927-1931)

Mario Sironi (Tempio Pausania, 1885 – Milano, 1961) fu sostenitore di un ritorno alla pittura murale, una pittura a vocazione sociale, come solo quella sorretta da una committenza pubblica avrebbe potuto essere, e nella fede fascista nutrì un’amara illusione.
Nel corso della selezione degli articoli scritti da Sironi tra il 1927 e il 1931 per il Popolo d’Italia, Elena Pontiggia riveste involontariamente il ruolo del detective alle prese con un mistero da risolvere. La studiosa rivela nella postfazione la storia di questa scoperta e le ragioni che l’hanno spinta a riesaminare l’autografia di alcuni articoli e di togliere, quindi, una parte di testi dal corpus di scritti del Sironi critico, impoverendo la lista dei suoi contributi con il nobile fine di restituirgli dignità e coerenza di pensiero.
Pontiggia individua una serie di articoli a firma di un anonimo redattore che non considera attribuibili a Sironi in virtù di discrepanze stilistiche, della poca originalità e della banalità dei concetti trasmessi, definibili come pura cronaca. Due articoli, siglati M.S., sono invece da lei riconosciuti come autografi di Margherita Sarfatti che, nel 1922, insieme a Sironi e altri, aveva fondato il gruppo di Novecento, promotore di una modernità ispirata a una rinnovata idea di classico e, insieme a Valori plastici, la risposta italiana all’esigenza di rappel à l’ordre che aleggiava nel clima artistico europeo.
La Sarfatti aveva scritto regolarmente per il Popolo d’Italia fino alla metà del 1930, ma sul finire di quell’anno “l’allentarsi del lungo legame con Mussolini (che si chiude definitivamente nel 1932) e soprattutto il rancore di donna Rachele che, covato da tempo, esplode in quel periodo, compromettono la collaborazione col Popolo d’Italia”. È così che Margherita Sarfatti invia con la sigla M.S. i suoi scritti per mimetizzare la propria identità, complice la corrispondenza con le iniziali di Mario Sironi.

Mario Sironi, I parlamentari, 1940 - Collezione privata
Mario Sironi, I parlamentari, 1940 – Collezione privata

Ma Elena Pontiggia, profonda conoscitrice di entrambi i protagonisti di questo scambio di identità, ristabilisce l’ordine. Sottolinea inoltre la discrezione e la diplomazia del pittore nel trattare le istanze novecentiste, non parlandone mai direttamente. Merita quindi una precisazione la suggestiva frase con cui la studiosa dà inizio al suo scritto: “Quando un artista parla di altri artisti, in realtà sta parlando di sé”. Specificando: “Così in questi scritti di Sironi il soggetto non sono i pittori di cui si occupa, ma è lui: la sua poetica, il suo concetto di stile, la sua visione dell’arte”.
Le pagine selezionate e raccolte in questa nuova antologia ci appaiono avvincenti perché rivelatorie di una Weltanschauung precisa, che il pittore delle Periferie lascia trasparire in dichiarazioni di poetica che costellano le sue considerazioni su artisti che oggi definiremmo minori o dimenticati, oppure su artisti di grande levatura che negli anni dei profetici giudizi di Sironi non erano ancora noti: “Segnalazioni di Fontana, quando non era ancora Fontana; di Manzù e Sassu, quando la loro bibliografia contava al massimo un paio di voci; di Regina, quando pochi prendevano in considerazione le artiste; di pittori oggi noti ma allora poco più che esordienti… […] Eppure il vero soggetto di queste pagine, sottratte al buio delle emeroteche, non è chi è descritto, ma chi descrive”, puntualizza la curatrice del volume.

Mario Sironi, Vittoria alata, 1935 - cartone per l’affresco L’Italia fra le Arti e le Scienze, Roma, Aula Magna dell’Università “La Sapienza” - Milano, collezione Isolabella
Mario Sironi, Vittoria alata, 1935 – cartone per l’affresco L’Italia fra le Arti e le Scienze, Roma, Aula Magna dell’Università “La Sapienza” – Milano, collezione Isolabella

Uno strumento, questa nuova antologia, per riscoprire la solidità, la fermezza e il rigore non solo della pennellata, delle forme e della composizione, ma anche delle parole e del pensiero di Sironi; e per accorgersi come il suo ruolo di critico non fosse che un controcanto di granitica coerenza al suo ruolo di pittore.

Daniela Ferrari

Mario Sironi – Scritti inediti (1927-1931)
a cura di Elena Pontiggia
Abscondita, Milano 2013
Pagg. 92, € 12
ISBN 9788884163974

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Daniela Ferrari
Nata a Trento nel 1973, dopo l’Accademia di Belle Arti di Brera si è laureata in storia dell’arte contemporanea all’Università degli Studi di Milano. Lavora presso il Mart - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto come conservatore e curatore di iniziative espositive. Ha concluso nel 2012 la redazione del Catalogo generale della Collezione VAF-Stiftung edito da Silvana Editoriale. Suoi testi sono pubblicati in vari cataloghi di mostra, tra i quali si segnalano La parola nell’arte. Ricerche d’avanguardia del ’900 (2007); Nanni Valentini. Ho scelto la materia (2009); Arte Povera. Energia e metamorfosi dei materiali (2009); Arte del Novecento. Le collezioni della Fondazione Cariverona e della Fondazione Domus (2011); Una finestra sul mondo. Da Dürer a Mondrian e oltre (2012); Carlo Carrà - 1881/1966 (2012); Andata e ricordo. Souvenir de voyage (2013). Nel 2012 è uscito il suo libro Archivio di Nuova Scrittura Paolo Della Grazia. Storia di una collezione edito da Silvana Editoriale. Ha curato varie mostre tra cui Poesia Visiva. What to do with poetry. La collezione Bellora al Mart, con Giorgio Zanchetti (2010); Percorsi riscoperti dell’arte italiana. VAF-Stiftung 1947-2010, con Gabriella Belli (2011); Poesia Visiva. La donazione di Mirella Bentivoglio al Mart (2011); Gianluigi Rocca. La montagna dentro (2013), Claudio Olivieri. Il colore disvelato (2013). Ha collaborato con varie riviste d’arte come “Art’è”, “Eikon. I temi e le idee dell’arte”, “FMR. La rivista bianca”, “Il Giornale dell’Arte”, “NB_I Linguaggi della comunicazione”, “Artribune”.