L’astronave Schifano

Cinque tempi e un confronto con oltre quaranta figure del mondo dell’arte e della cultura. Il tutto per ricostruire la biografia di Mario Schifano. È il libro che Luca Ronchi ha recentemente licenziato per Johan and Levi.

Mario Schifano, inizio Anni Sessanta. Courtesy Archivio Mario Schifano
Mario Schifano, inizio Anni Sessanta. Courtesy Archivio Mario Schifano

Schifano nel lavoro aveva un atteggiamento quasi filosofico: voleva sempre andare in fondo alle cose” (Fabio Mauri). “Per fare unPaesaggio anemico’ ci metteva due minuti” (Marcello Gianvenuti). “Lo ricordo come la persona più vitale che abbia mai incontrato, incredibilmente intelligente, attento e sensibile ai problemi sociali” (Marianne Faithfull). “A Moravia Mario piaceva perché era un uomo estremo” (Fabio Mauri). “Era un istintivo, la pittura era una specie di prolungamento del suo gesto, aveva voglia di mettere un verde e lo metteva” (Franco Brocani). “Lo schermo del televisore era un po’ la sua finestra sul mondo” (Anthony Foutz). «Ungaretti era amicissimo di Mario. Erano tutti e due nati in Africa e si erano conosciuti nei primi Anni Sessanta attraverso Mario Diacono, il suo segretario. Ungaretti si lamentava perché Mario stava in cima ad una casa con una scala a chiocciola piccolissima, in via Panico, senza ascensore. Era proprio vecchio vecchio, quindi faceva le scale a fatica. Una sera da sotto in strada cominciò a dire:Spero di farcela ad arrivare su perché ho una sorpresa per voi, se mi stanco prima me ne vado e mi porto via il mio regalo. Allora Mario corse giù e trovò Ungaretti con in mano un sacchettino di peyote» (Roberto Ortensi).

Luca Ronchi – Mario Schifano. Una biografia

Sono alcuni dei tanti, fitti e luminosi interventi racchiusi in un recente libro di Luca Ronchi, Mario Schifano. Una biografia, la cui metodologia, di natura strettamente polifonica, presenta un interessantissimo panorama – diviso in cinque tempi (1958-1963, 1964-1971, 1972-1981, 1982-1995 e 1996-1998) – che non solo attraversa la figura di Mario Schifano, ma anche la Scuola di Piazza del Popolo in generale e la cultura romana in dialogo con quella internazionale. Leggere questo libro è quasi come star seduti a un tavolo e partecipare a una conversazione amicale tra Luca Ronchi e ben 43 figure del mondo dell’arte, della critica d’arte e del sistema dell’arte in generale.
Una conversazione che costruisce in maniera puntuale – attraverso aneddoti, ricordi, amori, passioni e impressioni del tempo – l’avventura di un artista, di un “inviato speciale nella realtà”, ha suggerito Achille Bonito Oliva nella Nota dell’Archivio Mario Schifano, che ha realizzato un mondo magico e ha aperto strade estetiche di grande respiro globale. Un mondo racchiuso in una stanza, preso per la coda, rivisitato, divorato via via con grande passione, intuito, immediatezza, impazienza, intelligenza.

Antonello Tolve

Luca Ronchi – Mario Schifano. Una biografia
Johan & Levi, Milano 2012
Pagg. 416, € 29
ISBN 9788860100788
www.johanandlevi.com

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi 1977) è teorico e critico d’arte. Dottore di ricerca presso l’Università di Salerno, insegna Pedagogia e Didattica dell'Arte e Antropologia dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Macerata. Studioso delle esperienze artistiche e delle teorie critiche del Secondo Novecento, con particolare attenzione al rapporto che intercorre tra arte, critica d’arte e nuove tecnologie. Pubblicista, collabora regolarmente con diverse testate del settore. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all'estero e vari cataloghi di artisti. Collabora, a Salerno, con la Fondazione Filiberto Menna e dirige con Stefania Zuliani, per l’editore Plectica, la collana Il presente dell’arte. Tra i suoi libri Giardini d’utopia. Aspetti della teatralizzazione nell’arte del Novecento (2008), Gillo Dorfles. Arte e critica d'arte nel secondo Novecento (2011), Giuseppe Stampone. Estetica Neodimensionale / Neodimensional Aesthetics (2011), Bianco-Valente. Geografia delle Emozioni / Geography of Emotions (2011).