The Bathers

L’erotismo si annida ovunque; i percorsi della mente (del cuore, del sesso) sono infiniti. Viene a ricordarcelo, una volta di più, l’opera del giovane artista britannico Benjamin Senior, classe 1982, che quest’estate espone da BolteLang di Zurigo una serie di dipinti, raccolti sotto il titolo un po’ generico Artifice, profumati ora di cloro e ora di sudore.

Benjamin Senior - Two Runners - 2010

Con flemma tutta albionica, Benjamin Senior mette geometricamente in scena situazioni ginniche: soprattutto femmine sode, ma anche maschi nerboruti, in costume da bagno o calzoncini e canottiera, mentre allenano i muscoli. Qualcuno corre, qualcuno riprende per un momento fiato, la maggior parte si tuffa o si riscalda a bordo piscina. Ognuno di costoro appare chiuso in se stesso, concentrato a confrontarsi con la propria complessione fisica; ma visti nell’insieme, di volta in volta compongono a sorpresa coreografie involontarie (benché in realtà il loro coreografo occulto abbia calcolato tutto, non senza humour).
Le immagini che Senior decide di rappresentare sono fascinose, nei loro precisi modi démodé. L’ordine compositivo è tale che anche le linee vettoriali diagonali si percepiscono quasi come ortogonali. Rappresentazioni statiche, in controllato ossimoro, di attività dinamiche. Ma potente è il richiamo sensoriale di quei corpi, pudicamente seminudi. Le teste sono sproporzionate, troppo piccole rispetto al resto; d’altronde sono i volumi dei corpi che qui interessano – masse oblunghe, compatte, le cui superfici alternano metriche porzioni di pelle nuda e vestita. Vestita di poco, comunque: magliette leggere e costumi di elastam lycra, il tutto ridotto e attillato; e te lo immagini tutto umido o bagnato, in ogni caso odoroso. Sì, è una pittura che solletica l’olfatto, quando anche ambientata all’aria aperta; se poi ti invita in piscina, titilla pure l’udito, lasciandoti immaginare tonfi ed echi, scoppi di spruzzi, botti di voci, onde di rimbombi.

Benjamin Senior – Shimmer – 2011

Soprattutto l’appeal del costume da bagno, anche intero, è un lampo di nostalgia. Le cuffie e gli occhialini da nuoto spersonalizzano le figure, tanto che tutte sembrano la stessa; ma a questo punto l’oggetto del desiderio non abbisogna di essere un soggetto, ti basta il mood, quell’atmosfera carica di svagata energia che ti penetra proprio, inaspettatamente, attraverso le narici. Non avresti mai detto che la tempera all’uovo potesse invece odorare di scivolose piastrelle bagnate, di gomme scaldate al sole, di scarpe da ginnastica, perfino.
Tra il ricordo di un cocktail di Francis Scott Fitzgerald e quello di un pigro languore di Balthus, se sei maturo per un attimo ringiovanisci e respiri quest’idea a pieni polmoni, atleticamente; se sei immaturo, beato te che hai ancora tante sensazioni intense da provare.

Ferruccio Giromini

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #8

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Ferruccio Giromini
Ferruccio Giromini (Genova 1954) è giornalista dal 1978. Critico e storico dell'immagine, ha anche esercitato attività di fotografo, illustratore, sceneggiatore, regista televisivo. Ha esposto sue opere in varie mostre e nel 1980 per la Biennale di Venezia. Come consulente editoriale, dirige collane di libri, cd-rom, video, periodici per diversi editori. Tiene corsi e laboratori per istituzioni scolastiche pubbliche e private, tra cui l'Istituto Europeo di Design di Milano. Finora ha curato e presentato quattrocento esposizioni e manifestazioni su illustrazione, fumetto, fotografia, cinema d’animazione, arti visive contemporanee, in Italia e nel mondo, e ha fatto parte di oltre cento giurie, in diversi casi in qualità di Presidente. A partire dal 1982, è stato consulente artistico di varie manifestazioni e festival nazionali. Per alcuni anni ha condiviso la direzione della mostra internazionale di cinema d'animazione Cartoombria di Perugia. Dal 2007 è direttore artistico del Premio “Sergio Fedriani" di Genova e nella stagione 2008/09 ha diretto il Festival Fantastiche Terre di Portofino in Liguria. Dal 2008 è condirettore del Premio Skiaffino di Camogli.
  • calos

    che tristezza…così giovane poi….

  • Arnaldo Romani Brizzi

    I miei complimenti a Giromini: un bel testo, come da tempo non mi accadeva di leggere, nella precisa interpretazione di un mondo autorale. Speculare, nella scrittura, alla pittura descritta.