La giovane arte? La racconta un certo Cuoghi

Eh già, proprio lui. O almeno questo è quello che volevano farci credere. Ma noi di Artribune non ci siamo cascati, e abbiamo scoperto che c’è un finto Roberto Cuoghi che non solo dispensa classifiche di artisti famosi, ma bluffa continuamente con giornalisti, e addetti ai lavori.

Un'opera di Roberto Cuoghi del 2009

Il signor finto-Cuoghi pensava di fregarci e invece non solo lo abbiamo smascherato, ma ci ha dato anche una bella idea: invertire il classico punto di vista – quello di critici e curatori che ogni anno su Flash Art dispensano perle di artisti giovani e non – e chiedere agli artisti contemporanei di raccontare sotto forma di top list le loro preferenze. Un elenco, dunque, costruito attraverso uno sguardo inedito, fresco e stimolante.

Ludovica Carbotta - I 57 58, borsa da viaggio - 2004

Per questo nuovo approccio alla giovane arte contemporanea vogliamo ringraziare il caro finto artista, e lo facciamo pubblicando la sua top più che ten.

1. Ludovica Carbotta
2. Isola e Norzi
3. Laura Pugno
4. Paola Pivi
5. Gianluca e Massimiliano De Serio
6. Manuele Cerutti
7. Sabine Delafon
8. Luca Pucci
9. Donato Piccolo
10. Emily Verla Bovino
11. Alfredo Aceto
12. Marta Zen
13. Nadir Valente
14. Loredana Di Lillo
15. Alis Filliol

Lui ha detto la sua. E se qualche artista (vero), vuol fare lo stesso, si accomodi pure.

Alessandra Fina

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Alessandra Fina
Vive a Roma. Ha conseguito la laurea magistrale in Curatore d’arte contemporanea presso l’Università La Sapienza. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati (Villa Torlonia, Caffè Letterario Roma ecc). Ha lavorato presso Palazzo delle Esposizioni come operatore didattico e addetta all’accoglienza. Ha partecipato alla redazione del testo Europa – America 1945 – 1985, una nuova mappa dell’arte a cura di Carla Subrizi e del catalogo della mostra Sguardi Multipli. Rassegna Nazionale di Arti Visive (Palazzo San Bernardino, Cosenza – Castello Estense, Ferrara). Ha collaborato con l’ufficio stampa Novella Mirri e Maria Bonmassar. Attualmente si occupa di comunicazione e public relation e collabora con importanti testate di settore: Artribune e Tafter.
  • maio

    la top ten Torinese direi

  • Mioddio il finto Cuoghi ci mancava.

  • Non si ha neanche il coraggio di “non essere”. Mi sembra un top ten torinese, abbastanza inutile senza argomentazione. A mio parere non sono possibili top ten perchè c’è una crisi grave del linguaggio che riguarda tutti: basta vedere gli italiani “buoni” selezionati nella rassegna internazionale di venezia.

    Il contemporaneo vive un gap imbarazzante, e nessuno lo ammette; nessuno può dire che il re è nudo per continuare a legittimare il proprio ruolo, poche briciole o un stipendio…..

    Il rischio è che le opere di molti giovani artisti siano uguali ai titoli Parmalat degli anni 90: valore gonfiato da poche persone in modo arbitrario. Con la differenza che il collezionista a differenza del povero risparmiatore, non denuncerà mai la fregatura per paura di non poter più rivendere l’opera e per paura di fare la figura dello sfigato.

    http://whitehouse.splinder.com/

  • Non si ha neanche il coraggio di “non essere”. Mi sembra un top ten torinese, abbastanza inutile senza argomentazione. A mio parere non sono possibili top ten perchè c’è una crisi grave del linguaggio che riguarda tutti: basta vedere gli italiani “buoni” selezionati nella rassegna internazionale di venezia.

    Il contemporaneo vive un gap imbarazzante, e nessuno lo ammette; nessuno può dire che il re è nudo per continuare a legittimare il proprio ruolo, poche briciole o un stipendio…..

    Il rischio è che le opere di molti giovani artisti siano uguali ai titoli Parmalat degli anni 90: valore gonfiato da poche persone in modo arbitrario. Con la differenza che il collezionista a differenza del povero risparmiatore, non denuncerà mai la fregatura per paura di non poter più rivendere l’opera e per paura di fare la figura dello sfigato.

  • Iride

    Sono quasi tutti montati e un pizzico presuntuosi questi giovani artisti definiti “emergenti” . Dovrebbero prendere esempio dai veri Maestri che anche a ottant’anni rimangono umili perchè sono veri Artisti !. Ma il problema vero è la critica attuale che gli permette questo..

    • alessandra fina

      Io non credo sia davvero così.ho chiacchierato spesso con alcuni di loro (emergenti) e non tutti sono come dice lei. come non credo che su questo argomento sia possibile fare delle generalizzazioni, sia per quanto riguarda la critica sia per quanto riguarda l’artista. Per quanto riguarda quelli che lei definisce vecchi maestri citerei Michelangelo Pistoletto, uno che comunica esclusivamente tramite il suo ufficio stampa per esempio…

    • rondine

      Quoto questo commento, ha in sé tante di quelle verità che la metà basta.

  • Delia Dattilo

    E’ molto grave arrivare al punto di fingersi un altro. E’ una gravità sociale alla quale bisognerebbe porre un rimedio.

  • Invece credo che per la giovane e mid career arte italiane e internazionale si possa generalizzare molto facilmente: c’è in atto una crisi linguistica senza precedenti, nessuno dice che il re è nudo per una fatto di comprensibili interessi economici. Una ristretta cerchia di accetti ai lavori, quella che in italia potremo definire un ‘oligarchia di pochi, tenta ancora di fare finta di niente.

    Allo stesso tempo nel banner di sopra campeggia il nome di rita selvaggio e milovan farronato, preceduti in grande da : CURATED BY…..le vere star vogliono essere loro, i curatori…che sono artisti mascherati in competizione con gli artisti che dovrebbero approfondire e promuovere (farronato in questo è maestro).

    http://whitehouse.splinder.com/

    • alessandra fina

      dare la possibilità all’artista mid career di esprimere un’opinione sui suoi colleghi non crede possa essere appunto un modo per avvallare questa crisi di linguaggio di cui parla e nello stesso tempo arginare il discorso del star system curatoriale??
      secondo me stiamo dicendo la stessa cosa, sebbene resto dell’idea che non è possibile generalizzare su un sistema così complesso e sfaccettato.
      saluti
      a

      • davide

        ok, ma il punto è che non era nemmeno lui, era un falso !
        e ne girano altri di falsi cuoghi, un artista inglese si è cambiato nome all’anagrafe
        che valore ha l’opinione di qualcuno su web?

        • hm

          il punto è chissenestrafotte della classifica di cuoghi o del fakuoghi che è la stessa cosa .

          • davide

            il punto ora è:
            hm, è stato picchiato da piccolo dal vero o dal falso rcuoghi?

        • alessandra fina

          infatti il discorso non verte intorno all’identità del vero o finto cuoghi, ma intorno all’idea….

  • moby

    a cosa serve questa notizia?

    • dick

      … e chiederselo?

      • moby

        Non era una domanda “riflessiva”- era diretta alla Redazione… ovviamente…

        • alessandra fina

          Caro Moby,
          se non te ne fossi accorto, ti trovi nel settore Rubriche. Più che notizia, questo breve articolo offre degli spunti da cui trarre naturalmente delle riflessioni, non a caso, sulla giovane arte. Non siamo qui a fare necessariamente gossip e scoop, ma ad argomentare questioni che qualcuno può trovare interessanti, qualcun altro no.
          Di conseguenza, se credi che la cosa sia inutile puoi sempre spostarti su altri argomenti.

          saluti
          alessandra fina

  • Gianni

    ho potuto conoscere emily verla bovino, una delle “giovani” artiste. non sapeva niente, niente! cultura generale zero, a malapena sapeva che mozart era un musicista. non sapeva chi è bach. presuntuosa e infantile, figlia di un banchiere americano.

    sono questi i giovani artisti?

    I got to know Emily Verla Bovino, one of the “young” artists. She knew nothing, nothing about general knowledge, hardly knew that Mozart was a musician. she did not know who is Bach. presumptuous and child, the daughter of an American banker.

    are these the young artists?

  • Giacarlo Lei

    Mi piacciono i commenti di Gianni. E non perché sono in doppia lingua.