Roma. I 64 intellettuali pro – Cinema America e la ridicola richiesta di dimissioni a Luca Bergamo

Una consigliera comunale dice una cretinata (lo fanno ogni giorno…), ma visto che la cretinata riguarda i “ragazzi” del Cinema America apriti cielo. Arriva una petizione per far dimettere l’assessore alla cultura, che però non c’entra niente.

Cinema America
Cinema America

Pare che parlare di cultura in queste settimane a Roma (che è pur sempre la Capitale d’Italia) significhi esclusivamente parlare della bizzarra vicenda del Cinema America.
Una arena cinematografica in una piazza di Trastevere che pretendeva, a differenza di tutte le altre arene cinematografiche estive, di occupare suolo pubblico senza bando, senza confronto con altri soggetti, senza partecipare a nessuna evidenza pubblica. Questa anomalia, come annunciato lo scorso anno, da questo 2018 verrà sanata per volontà dell’amministrazione a Cinque Stelle di Roma. Invece di accogliere di buon grado la novità, partecipare al bando (e senz’altro vincerlo), i gestori dell’arena in questione hanno gridato chissà perché allo scandalo. Una storia a tratti anche abbastanza triste che vi abbiamo raccontato largamente.

Nella vicenda della “Associazione del Piccolo Cinema America”, due sono state le parole più usate: cultura e gratis.CHE…

Posted by Gemma Guerrini on Tuesday, February 13, 2018

GUERRINI DIXIT

L’ultimo capito di questa storia risale a ieri. Ringalluzzita dalla scelta dei gestori del Cinema America di spostare per questa estate le attività in periferia, una consigliera trasteverina del Movimento 5 Stelle da sempre contraria al cinema all’aperto (abita sulla stessa piazza dove si proietta) ha esultato su Facebook con un post sopra le righe. Cosa ha detto Gemma Guerrini? Il suo post era sostanzialmente diviso in due parti, nella prima smontava uno dei motivi di principale partigianeria pro-Cinema America: “i ragazzi offrono cinema gratuito in piazza”. Falso. Gratuito non è nulla visto che per erogare quel servizio i gestori hanno vinto fior di bandi (a quelli hanno partecipato, guarda un po’…) che gli han permesso di portare a casa diverse decine di migliaia di euro. Dunque il cinema appare gratis, ma non lo è perché viene pagato comunque con soldi pubblici. Un elemento di dibatto interessante specie per quanti si sono fatti in questi mesi – e in questi anni -abbindolare dalla sofisticata ma sovente profondamente disonesta (intellettualmente) narrazione cineamericana. Questo elemento però è stato completamente trascurato dai media, anche perché nella seconda parte del suo post  Gemma Guerrini sbracava non poco inanellando considerazioni sconsiderate sulla strana abitudine, secondo lei “feticista”, di riguardare film vecchi e famosi. Secondo la vicepresidente della Commissione Cultura del Campidoglio (!), insomma, godersi Visconti o Fellini è da cretini monomaniaci e, oltretutto, porta voti al Partito Democratico. Bontà sua.

Cinema America
Cinema America

LA RICHIESTA DI DIMISSIONI

Naturalmente i giornali hanno parlato solo di quest’ultimo passaggio ignorando totalmente il primo e quindi buttando tutta la faccenda in burletta. In tutto questo c’è di più: la patetica boutade della consigliera ha provoca un’ancor più patetica richiesta di dimissioni per Luca Bergamo, assessore alla cultura e vicesindaco della città. Per frasi che lui non ha mai detto ne mai pensato, Bergamo si dovrebbe dimettere in tronco. Questo è quello che chiedono ben 64 “intellettuali” tra cui Paolo Virzì, Marco Tullio Giordana, Margherita Buy, Paolo Sorrentino, Gianni Amelio, Dario Argento, Mario Martone, su su fino al direttore della Biennale di Cinema Barbera e molti molti altri. Siamo nel quadro della difficilmente spiegabile copertura mediatica e politica che da sempre è garantita ai titolari dell’associazione Cinema America. Ma come tutte le esagerazioni, anche questa porta fuori strada e fa del male alla città. Gli intellettuali avrebbero avuto vari motivi per chiedere a buona ragione le dimissioni dell’assessore alla cultura, sarebbe bastato analizzare cosa è stato fatto per il Macro, ma perché attaccarlo quando adotta una scelta corretta? Perché far passare per censura un provvedimento che mette tutti gli operatori sullo stesso piano e consente alla manifestazione di Trastevere di entrare nella normalità superando deroghe e forzature? Per aver osato mettere in discussione l’intoccabilità di certi “operatori culturali” che vivono la città come proprietà loro, Bergamo si è già beccato una querela per diffamazione e anche una inquietante e imbarazzante richiesta di dimissioni firmata dalla crème de la crème del cinema italiano. Pensate cosa potranno combinare di buono i “ragazzi” del Cinema America quando orienteranno tutta questa loro capacità di networking per fare cultura invece che per fare campagna elettorale…

Massimiliano Tonelli

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss, l’Università La Sapienza di Roma ed è professore a contratto allo IULM di Milano. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. È stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente dirige i contenuti di Artribune e del Gambero Rosso.
  • Zio Edo

    Parole parole parole, basterebbe solo dipanare questa stucchevole polemica e guardare semplicemente cosa è stato fatto da questi ragazzi, il giornalista forse non ha mai attraversato piazza san cosimato, ci accaniamo sulle stronzate e non vediamo più il bello tanto che si cercano pretesti col lanternino per poi alla fine non raccontare nulla come da questo spicciolo articoletto

  • SAbina Ambrogi

    Tonelli buongiorno. Avevo seguito, ed ero piuttosto d’accordo con la ricostruzioni dei fatti. Cosa c’entri Bergamo infatti non si sa. La consigliera poi ha mischiato cultura con Sanità, dando dei manipolati ai ragazzi del cinema america mentre lei per parlare male del pd usava a sua volta la vicenda e i finanziamenti alla cultura. Brutta storia, scritta male, capita peggio. La parte più grave è che tutti quegli intellettuali non si sono informati a dovere. Lei però anche fa la stessa cosa. Parla di questa vicenda per parlare di nuovo del Macro di cui ha scritto con un tale accanimento contro la scelta di Bergamo da lasciar credere esattamente come il cinema america, come gli intellettuali ma soprattutto come la consigliera di avere una sua battaglia da portare avanti. Un curatore amico rimasto male, una cordata, un mondo da proteggere. E’ tutta così la nostra comunicazione. Che noia.

  • Grillology

    Tonelli perché ometti nel tuo curriculum di essere fondatore e proprietario del sito Roma fa schifo?

    Quello che ha detto l’assessore è ben più grave di una cretinata. Dirlo poi nei panni di direttore di un sito che parla d’arte è…
    Taccio, mi vengono in mente solo insulti

  • Carlo Guidi

    Tonelli, come sempre, ha ragione. Q.I. altissimo che non merita di stare in una città tanto schifosa.

    • Silvio LB Lini

      che se ne vada allora! ciarlatani in italia ne abbiamo da esportare

  • 2e0

    L’autore si aspettava forse che i ragazzi offrissero con i propri soldi il cinema in piazza per tutti questi anni e che perdessero anche il proprio tempo così gratuitamente ?

    Articolo imbarazzante. Dispiace che una pagina che sa essere interessante conceda spazio ad opinioni livorose, per nulla costruttive e poco approfondite. Tempo di cambiar pagine da seguire se questo è il livello