Fondazione Cariverona lancia un masterplan per la provincia di Belluno. Focus sulla cultura

A seguito di uno studio condotto dalla società PTS Consulting è nato PoliCulture. Sistema dei Territori Bellunesi, un piano d’interventi in loco, che spazia dalla cultura allo sport all’agricoltura, e pensati ad hoc per la realtà bellunese.

Palazzo Fulcis
Palazzo Fulcis a Belluno

In momenti di crisi, è quanto mai necessario “fare sistema”, cercare connessioni e collaborazioni fra i vari settori che concorrono alla formazione della ricchezza di un territorio; le ottiche per farlo sono molteplici, e la Fondazione Cariverona ha scelto una strategia di interventi basata sul dialogo tra le istituzioni museali e culturali e i comparti produttivi.

CULTURA ALLARGATA

Lo studio è stato condotto attraverso interviste ai soggetti locali, ma anche con sopralluoghi e analisi di dati quantitativi e qualitativi forniti da fonti locali e nazionali. In tal modo è emerso un quadro composito delle potenzialità offerte dal territorio. La cultura di un territorio non è fatta soltanto di monumenti, ma riguarda anche le sue vocazioni produttive, e le risorse offerte per il tempo libero. Palazzi storici, monumenti, biblioteche, musei, costituiscono il substrato culturale che si inserisce in una realtà economica assai vivace, dove il settore del turismo trova dalla sua le splendide vette delle Dolomiti e paesaggi naturali di rara bellezza, a loro volta scrigni per la biodiversità e un’agricoltura di qualità. Per questo il masterplan della Fondazione comprende una serie di interventi per i prossimi tre anni volti a valorizzare ambiti quali l’ambiente, il turismo, lo sport dimostrando di comprendere la natura policentrica del territorio emersa dallo studio di PTS Consulting, orientandosi verso un approccio sistemico, per favorire quelle azioni locali che esprimano concetti come sostenibilità, rete, innovazione.
Come spiega Alessandro Mazzucco, Presidente della Fondazione Cariverona “Il masterplan Policulture vuole essere uno strumento utile per tutti i soggetti coinvolti sul territorio, affinché si possa fare tesoro dei punti di forza e lavorare sulle criticità offrendo così una solida base su cui implementare nuove azioni”.

UNA PRESENZA IMPORTANTE SUL TERRITORIO

La Fondazione è molto attiva nel bellunese dove ha finanziato il restauro di palazzo Fulcis nel capoluogo, e del Forte di Monte Ricco a Pieve di Cadore ma anche nel resto d’Italia; ad esempio, ad Ancona supporta le attività della Mole Vanvitelliana e ha contribuito alla realizzazione della Fontana dei Due Soli di Enzo Cucchi. Ma il masterplan tocca molti ambiti di attività, dalla cultura all’agricoltura. Alla nostra domanda se intenda essere strumento di sviluppo civile ma anche economico, così ha risposto il Dottor Mazzucco: “La nostra ricerca, e il masterplan che ne è risultato, vogliono essere un modo per dare un sostegno concreto al territorio, soprattutto per aiutare a capire come si possa creare un circolo virtuoso tra le diverse attività che possiamo definire culturali nel senso più lato del termine. L’investimento in cultura non può e non deve essere fine a se stesso ma deve diventare un volano per l’economia del luogo”.

LE FONDAZIONI BANCARIE IN ITALIA

Nonostante le banche non stiano attraversando in Italia un momento di grande popolarità, il ruolo delle Fondazioni deve essere distinto, come spiega lo stesso Mazzucco: “Cariverona lavora al servizio delle comunità di riferimento con il sostegno delle nostre erogazioni liberali ai progetti che valutiamo meritevoli ed anche attraverso l’impiego del patrimonio in attività capaci di produrre una stabile redditività ed uno sviluppo economico dei territori. Esclusivamente in questi termini va interpretato il collegamento con il mondo bancario, oltre che nel rispetto delle normative vigenti, non ultimo l’accordo tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Associazione tra le Casse di Risparmio dell’ottobre 2015 che fissa dei paletti stringenti rispetto alle partecipazioni delle Fondazioni anche nelle banche”.
E numerosi sono gli interventi sul territorio, delle Fondazioni bancarie italiane: ad esempio, nel 2015 il gruppo Intesa San Paolo ha reso possibile il restauro della vetrata raffigurante l’Assunzione della Vergine realizzata dal Ghiberti per il Duomo di Firenze. Da sottolineare anche l’impegno della Fondazione Carichieti in Abruzzo, che ha interamente finanziato il nuovo Museo di Palazzo de’ Mayo, che ospita oltre alla collezione Fondazione, anche le 130 opere del Lascito Paglione. Infine, merita una menzione l’impegno della banca svizzera UBS a sostegno della GAM di Milano, per la quale svolge un’attività di sponsorizzazione, ma anche di collaborazione concreta alla realizzazione di un programma comune. Ma le attività non si limitano alla cultura, basti pensare ai numerosi progetti rivolti ai giovani (borse di studio, tirocini finanziati presso aziende), ai programmi di beneficenza o di reinserimento lavorativo per i disoccupati.

Niccolò Lucarelli

www.fondazionecariverona.org

CONDIVIDI
Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.