Guerra a colpi di cultura tra Manchester e Londra. E il Tamigi diventa un hub creativo

Il progetto di sviluppo si concluderà nel 2050 e vedrà nascere sulla riva del fiume spazi per l’arte, fonderie, centri per la stampa 3D, studi cinematografici. Mentre a Manchester il quartiere St. Johns avrà il primo centro culturale firmato Rem Koolhaas.

Il rendering del progetto Crescita Tamigi 2050

Il Tamigi, il famoso e iconico fiume che segna con la sua presenza tutta la vita di Londra, diventa ora anche un hub per artisti e creativi. Un tratto di 40 miglia di acqua, dall’Essex al Kent, è infatti al centro di un grande progetto di sviluppo del governo e della città di Londra che ha come obiettivo quello di creare entro il 2050 decine di migliaia di posti di lavoro e nuove costruzioni: e tra le varie proposte al vaglio ci sono quelle di erigere un teatro a Bexley, un centro per l’arte a Woolwich, una fonderia per sculture a Silvertown e il più grande centro di stampa 3D del Regno Unito. Insieme a queste strutture ci saranno due piani di studi cinematografici a Dagenham e Purfleet, ed è previsto l’ampliamento della galleria Turner Contemporary a Margate, luogo dove il famoso artista britannico si stabiliva durante le sue fughe dalla grande città.

GUERRA A COLPI DI CULTURA

Il progetto è stato presentato dal sindaco di Londra Sadiq Khan, da sempre sostenitore di strategie legate al mondo della cultura inteso come fattore di sviluppo, in collaborazione con i consigli e le organizzazioni coinvolte nella pianificazione. A riceverlo il capo della Commissione Crescita Tamigi 2050, Lord Heseltine. Questo non è, però, l’unico piano che riguarda il settore delle industrie culturali creative in Gran Bretagna, ambito da sempre molto importante nella capitale, che frutta 35 miliardi di sterline l’anno: lo scorso gennaio infatti è stata annunciata la costruzione di un nuovo centro per le arti progettato da Rem Koolhaas a Manchester, che aprirà al pubblico nel 2019. La location sarà il sito degli ex Studios Granada, e costerà 110 milioni di sterline: il progetto rappresenta il punto di svolta di una importante strategia che vede Manchester come uno dei futuri centri culturali inglesi, in alternativa a Londra. Una guerra dunque a colpi di cultura, quella che stanno mettendo in atto le due città. Il cubo di vetro di Koolhaas a Manchester sarà il primo importante edificio pubblico dello studio OMA nel Regno Unito. Potrà accogliere fino a 7mila persone e si troverà nel nuovo quartiere St. Johns, al centro di un importante piano di sviluppo.

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  • Simone Lezzi

    Non del tutto corretto, è un fiume che sfocia dopo miglia nel tamigi, il mio studio è a due minuti da questo complesso di cui ho visto anche spazi in affitto. È stato tirato su dalla corporation che ha costruito il parco olimpico, che si fa le sue leggi non approvate democraticamente e questa sempre corp. ha sfrattato 800 artisti aumentando del 50/70% l’affitto (chi puo’ resta chi non ha i soldi che vogliamo noi vada da un altra parte).
    In tutto quartiere ci sono petizioni ed incontri ed è stata istituita una commissione per fare restare gli artisti in modo da non tirare giu il valore del quartiere a prevalenza di artisti e creativi visto che non so quanti palazzi negli ultimi mesi sono diventati polvere..
    Il costo di un ufficio/studio li sono 15mila€ al mese.