Il report trimestrale di Sotheby’s sui risultati finanziari: 26% in meno rispetto al 2017

Nel report sui risultati di Sotheby’s al secondo trimestre e al primo semestre del 2018, seppur con le dovute considerazioni e specifiche, i numeri non sono quelli attesi. Ma sono diversi i fattori da analizzare per comprendere il perché.

Amedeo Modigliani, Nu couché (sur le côté gauche), 1917. Courtesy of Sotheby’s.
Amedeo Modigliani, Nu couché (sur le côté gauche), 1917. Courtesy of Sotheby’s.

SECONDO TRIMESTRE 2018

Per il secondo trimestre 2018, Sotheby’s ha riportato un fatturato di $ 345.6 milioni, 5.7 in più rispetto ai $ 339.8 dello stesso periodo del 2017 (+2%), con un incremento delle vendite del 15% ($ 2.4 miliardi rispetto ai 2 del 2017). Tra queste, in particolare, le private sale mostrano un aumento del 57%, per totali $ 296 milioni. Eppure i profitti mostrano orientamento negativo e passano dai $ 76.9 milioni del 2017 ai 57.3 di quest’anno, con una perdita del 26% rispetto allo stesso periodo nel 2017.

 

PRIMO SEMESTRE 2018

All’annuncio di Christie’s del “miglior risultato di sempre” al primo semestre del 2018, Sotheby’s risponde con vendite realizzate per $ 3.5 miliardi ($ 937 milioni solo per il comparto del contemporaneo), una cifra coerente con i più alti totali della casa, e un incremento nelle vendite del 22%, con performance positive delle transazioni private, in aumento del 63% per un totale di $ 543 milioni. Anche qui, però, gli utili netti, paragonati al 2017, mostrano segno negativo, con un 23% in meno rispetto al 2017: $ 50.8 milioni contro i precedenti $ 65.6.       

LE CAUSE: GARANZIE E CALENDARI

In un framework globale in cui le vendite della casa inglese mostrano quindi trend di segno positivo rispetto alla stessa finestra temporale del 2017, la presenza sempre più incisiva delle garanzie impatta negativamente la redditività di Sotheby’s. Come illustrato ad inizio conferenza da Tad Smith, Presidente e Chief Executive Officer, in un marketplace sempre più concorrenziale e che ha risposto con vivacità alla ricca offerta di opere in asta, una simile dinamica di flessione trova chiarificazione nella presenza di opere accordate in asta previa garanzia – diretta o di terze parti – per alcuni lotti altamente competitivi, che tendono a recare margini di guadagno inferiori, soprattutto se protagonisti di performance al di sotto delle attese.

LE GUARANTEES

Ecco che allora, tra i fattori di criticità, ci sono i margini di guadagno ridotti a causa delle sempre più presenti e ingenti garanzie che accompagnano i lotti di maggior valore. Per conquistare i mandati a vendere opere eccellenti Sotheby’s avrebbe dunque, obtorto collo o meno, sacrificato parte delle proprie commissioni, così da condividere la componente di rischio con le parti a garanzia dei consignor. L’impatto negativo deriverebbe, secondo quanto dichiarato, in particolare da due prestigiose opere: il Nu couché (sur le côté gauche) del 1917 di Amedeo Modigliani e il Buste de Femme de Profil (Femme ecrivant) di Pablo Picasso. Alla scorsa vendita di maggio, il Nudo di Amedeo Modigliani, con una stima preasta da record di 150 milioni – la più alta mai proposta – è stato aggiudicato per $ 157 milioni ad un’irrevocable bid di una garanzia di terza parte. Una guarantee di peso tutelava anche il ritratto di Marie-Thérèse Walter di Pablo Picasso, offerto all’Evening sale della vendita londinese di giugno per Impressionist and Modern Art: stimato intorno ai 45 milioni, l’opera non ha però superato i 36 del guarantor.

CAMBI NEL CALENDARIO DELLE ASTE

Concausa rilevante di un prospetto non del tutto positivo sarebbe, e incide non poco, anche lo slittamento delle aste primaverili nel presidio orientale di Hong Kong, da sempre calendarizzate al secondo trimestre e anticipate invece quest’anno al primo. Sotheby’s avrebbe infatti scontato – e il report lo testimonia – uno spostamento che porta con sé vendite per $ 130 milioni e $ 20 milioni di utile, secondo quanto evidenziato da Mike Goss, Chief Financial Officer.

Cristina Masturzo

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Cristina Masturzo
Cristina Masturzo è nata a Salerno e vive a Milano. Ha studiato Economia dei beni culturali all'Università di Napoli e Storia dell'arte e della critica d'arte all'Università di Salerno, trascorrendo un periodo di ricerca all'Archivio Luciano Caruso a Firenze. Dopo anni di esperienza professionale in una galleria d'arte contemporanea, ha conseguito il diploma di master in Contemporary Art Markets alla NABA di Milano e trascorso un periodo di internship in Sotheby's Italia. Attualmente collabora con il dipartimento di Arti Visive di NABA e con FM Centro per l’Arte Contemporanea. Particolarmente interessata alle dinamiche del mercato dell'arte contemporanea, segue come freelance progetti di ricerca sul sistema dell'arte e progetti editoriali indipendenti.