Ritirata da un’asta a Colonia opera trafugata dal bunker di Hitler. Il Governo tedesco: è nostra

Doveva essere il lotto più importante in vendita durante l’asta “Old Masters” di Van Ham, casa d’aste di Colonia, l’opera The portrait of two young di Franz von Stuck trafugata dalla sede del partito nazista la notte della morte di Hitler. La tela è stata però ritirata a poche ore dallo svolgimento dell’asta su richiesta del governo tedesco che ne rivendica la proprietà…

The portrait of two young - Franz von Stuck
The portrait of two young - Franz von Stuck

La presunta vendita all’asta di The portrait of two young di Franz von Stuck (Tettenweis, 1863 – Monaco di Baviera 1928) prevista a Colonia lo scorso 17 novembre ha avuto una forte eco su tutti i giornali tedeschi. Non tanto per il valore in sé dell’opera quanto per il suo proprietario più illustre, Adolph Hitler, che ha più di settant’anni dalla sua morte continua ad innescare dibattiti e controversie tali che la casa d’asta Van Ham, che aveva in carico l’opera, ha dovuto ritirare il lotto dalla vendita su richiesta del governo tedesco che ne rivendica la proprietà.

L’OPERA RITIRATA

La tela di von Stuck, che ritrae due giovani fanciulle, è una delle centinaia di opere saccheggiate dal quartier generale nazista a Monaco di Baviera nelle ore successive alla morte di Adolph Hitler, avvenuta il 30 aprile del 1945 nel bunker in cui si era nascosto a Berlino. Il quadro, particolarmente amato dal Führer, era tra le opere destinate al Führermuseum di Linz, il grande museo d’arte progettato da Hitler e mai realizzato. Tutte le opere destinate al museo erano conservate all’interno del Führerbau a Monaco, sede del partito nazista. Si trattava per lo più di opere trafugate dai nazisti durante il Terzo Reich. Il 30 aprile 1945, appena si diffuse la notizia della morte di Hitler e le SS che proteggevano l’edificio fuggirono, la folla prese d’assalto il Führerbau e lo saccheggiò di cibo, liquori e mobili. Entrarono anche nella cantina antiaerea e rubarono tutte le opere d’arte custodite, tra cui il quadro di Stuck. Non si sa nulla sulla provenienza originale della tela anche se è molto probabile che l’opera sia stata sottratta ad una famiglia di origine ebrea durante i rastrellamenti nazisti.

IL GOVERNO TEDESCO

Da quella notte di caos e di terrore, il governo tedesco ha sempre cercato di rintracciare le opere d’arte scomparse di cui rivendica la legittima proprietà in quanto successore del regime nazista. Un lavoro lungo e laborioso che ha dato solo in parte i suoi frutti. Mancano ancora all’appello circa 400 opere trafugate quella notte. Del quadro di Franz von Stuck non si è saputo più nulla per oltre settant’anni fino a quando l’opera non è comparsa nel catalogo di opere in vendita per l’asta “Old Masters” di Van Ham con un prezzo stimato tra i 20.000 e i 30.000 euro. L’unica provenienza precedente fornita nel catalogo è un collezionista privato di Colonia, ma il dipinto risulta registrato anche nel database delle opere destinate al museo di Linz e trafugate a Monaco di Baviera nel 1945. Il governo tedesco è, quindi, intervenuto ed ha imposto il ritiro dell’opera dalla vendita rivendicandone appunto la proprietà.

      Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.