Boundless Dubai: l’asta inaugurale di Sotheby’s a Dubai e una riflessione sul collezionismo locale

La prima asta a Dubai registra un grande successo per l’arte mediorientale. Va meno forte, anche se viene venduta, l’arte italiana. Restano senza compratore Robert Longo e Carla Accardi.

Dubai
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Sotheby’s solidifica la sua presenza nella regione, cominciata con l’apertura dei propri uffici nel centro finanziario di Dubai lo scorso marzo 2017, con l’asta inaugurale dal titolo Boundless Dubai, tenutasi il 13 novembre sotto il patronato di Sua Altezza Sheikha Manal bint Mohammed bin Rashid Al Maktoum.
In catalogo una selezione di 106 lotti, studiata per permettere alla casa d’aste di stabilire una solida base di collezionisti nella regione con opere di interesse tanto per i first-time collectors  quanto per i collezionisti istituzionali:  tradizionali oli su tela, stampe d’autore, fotografia, scultura e oggetti di design.
Ed un tema che ha permesso di selezionare artisti e lavori di diversa provenienza temporale e geografica: il dialogo fra il Medio Oriente e gli artisti che in qualche modo ne hanno colto l’essenza e portato avanti l’eredità culturale. “Un modo per dimostrare quanto la cultura araba abbia influenzato l’arte occidentale nel corso dei secoli” dice Ashkan Baghestani, direttore delle vendite da Sotheby’s Dubai.

TANTA ITALIA A DUBAI

E così non stupisce trovare sulla copertina del catalogo d’asta un’Oasi di Mario Schifano eseguita nel 1978 e venduta ad un prezzo consono a quanto stimato in catalogo.
Insieme a Schifano sono passati in asta anche un olio su tela di Vincenzo Bianchini ispirato alle corse dei cammelli nel deserto Iraniano dove l’artista visse a lungo; uno dei pensieri di Alighiero Boetti di fine anni ottanta ricamato dalle donne afghane; Dimistella’ consolle in marmo di Ettore Sottsass del 1985 ed una tela di Carla Accardi intitolata Azzurro Rosso del 1972, in cui è evidente la fascinazione che l’artista provò nei confronti della calligrafia araba.
Tiepido però l’interesse in sala per l’arte di casa nostra venduta, si, ad eccezione della Accardi, ma per lo più ad acquirenti telefonici o del web.
Campioni indiscussi dell’asta invece gli iraniani Ali Banisadr con un olio su tela proveniente dalla Thaddaeus Ropac, In Media Res realizzato nel 2015 e venduto per 360.000 USD, e Baham Moasses con un olio su tela proveniente da collezione privata, Untitled del 1966, che ha chiuso l’asta a 300.000 USD, non dopo una bella battaglia. Così come si è accesa la sala per due rari oli su tela dell’artista Greco-egiziano Antoine Malliarakis Mayo: si tratta di Ismailia, le marche’ arabe del 1934 e Illusioniste B del 1965, entrambe battute in asta per un prezzo pari a più del doppio di quanto stimato in partenza.

TRIONFA L’ARTE CONTEMPORANEA MEDIORIENTALE

Cosi come la splendida tela di Tamara de Lempicka Indien a Turban del 1939 o la scultura dell’artista egiziano Mahmoud Mokhtar raffigurante il leader del partito liberale egiziano Wafd, Saad Pasha Zaghloul.
Risultati che confermano in linea di massima il trend del collezionismo locale: un grande interesse suscitato da artisti mediorientali e da opere appartenenti all’epoca moderna che rappresentino testimonianza concreta del trascorso storico della regione e, di conseguenza, lo scarso appeal di artisti contemporanei assai di moda in occidente come Jason Martin o Robert Longo, entrambi rimasti invenduti.
Orgoglio per la propria cultura ed un inevitabile processo di identificazione sono alla base di questa tendenza, dice Meagan Hoarse Kelly, direttrice della rinomata Meem Gallery e storica dell’arte:
I collezionisti locali sono spinti dall’orgoglio quando decidono in quali artisti investire. Inoltre l’arte per essere apprezzata deve essere accessibile e capita. Difficilmente un collezionista deciderà di acquistare un’opera con cui non riesce ad identificarsi”.
E per quanto riguarda l’arte Italiana? Quello che piace è l’arte classica, l’arte rinascimentale, l’arte che trasuda storia, l’arte che insegna, come sottolinea Meagan: “alcuni dei nostri artisti producono le loro opera e sculture in Italia. Si apprezzano le altissime qualità artigianali Italiane e si guarda all’Italia come ad un paese da cui ricevere ‘guidance’”.

Benedetta Leone

www.sothebys.com

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Benedetta Leone
Dopo una laurea in Storia dell'arte presso l'Università degli Studi di Bologna, persegue un master in Business Internazionale fra I campus di Parigi e Londra dell'università francese ESCP. Per alcuni anni si stabilisce nel sud est asiatico, a Bangkok, dove si dedica alla promozione della cultura Italiana, prima lavorando per l'Ambasciata poi per una società promotrice del made in Italy. Dopo è la volta di Londra e ora Dubai, dove si è stabilita nel 2012 e si occupa dell'acquisto di arte e pezzi unici di design per conto di clienti privati locali. Nel tempo libero scrive di cultura e lifestyle sul webzine da lei fondato The Heritagestudio.