Christie’s mette all’asta un dipinto attribuito a Leonardo da Vinci. Stima? 100 milioni di dollari

Realizzato negli stessi anni in cui il grande artista e scienziato italiano dipinse la Gioconda, il Salvator Mundi attribuito a Leonardo da Vinci sarà venduto da Christie’s il prossimo 15 novembre con una base d’asta di 100 milioni di dollari

Leonardo da Vinci, Salvator Mundi
Leonardo da Vinci, Salvator Mundi

100 milioni di dollari. È questa la stima da capogiro del Salvator Mundi, il dipinto su tavola attribuito a Leonardo da Vinci (Anchiano, 1452 – Amboise, 1519) che il prossimo 15 novembre sarà battuto all’asta da Christie’s a New York, in occasione della Evening Sale of Post-War and Contemporary Art. Prima dell’asta, il dipinto sarà protagonista di un tour internazionale di esposizioni che toccherà le città di Hong Kong, San Francisco e Londra.

IL DIPINTO: STORIA, PROVENIENZA, ATTRIBUZIONI

Realizzato presumibilmente negli stessi anni in cui Leonardo dipinse la Gioconda (1503-1506), il Salvator Mundi è uno dei pochi dipinti (meno di venti) esistenti dell’artista italiano e l’unico a non essere esposto in un museo. L’opera, considerata “la più grande riscoperta artistica del XXI secolo”, rappresenta Gesù Cristo benedicente che regge un globo trasparente con la mano sinistra. Il dipinto fu registrato per la prima volta nella collezione di Re Carlo I (1600-1649), per poi passare nella collezione del figlio Carlo II. Nel 1763 il Salvator Mundi viene battuto a un’asta organizzata da Charles Herbert Sheffield, figlio illegittimo del Duca di Buckingham.

L’OPERA DIMENTICATA

Dopo un oblio di 140 anni, il dipinto riappare nuovamente nel 1900, quando viene acquistato da Sir Charles Robinson come opera del seguace di Leonardo Bernardino Luini. Nel 1958 il dipinto viene venduto a un’asta da Sotheby’s per 45 sterline, per poi scomparire per altri 50 anni. Nel 2005 è acquistato da una piccola casa d’aste americana, ma l’exploit dell’opera arriva tra il 2011 e il 2012, in occasione della grande mostra Leonardo da Vinci: Painter at the Court of Milan alla National Gallery di Londra. Dopo anni di indagini e un accurato restauro, infatti, il dipinto è ufficialmente attribuito a Leonardo, e nel 2013 viene acquistato da un collezionista europeo, il miliardario russo Dmitry Rybolovlev.

L’ECCEZIONALITÀ DELL’ASTA E LE PECULIARITÀ DELL’OPERA

“Il Salvator Mundi è stato realizzato nello stesso periodo della Gioconda”, dichiara Loic Gouzer, presidente del dipartimento Post War e Contemporary Art di Christie’s. “Leonardo era una forza creatrice ineguagliabile e un maestro dell’enigmatico. Osservando i suoi quadri, è impossibile comprendere fino in fondo il mistero che essi irradiano, e in questo la Gioconda e il Salvator Mundi sono due esempi perfetti. L’opportunità di portare questo capolavoro sul mercato è un onore che capita solo una volta nella vita”.

– Desirée Maida

www.christies.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.
  • Federica Pagliarini

    Il dipinto è secondo me di una bellezza sconvolgente, enigmatico e austero! So che ci sono ancora alcuni dubbi sulla paternità a Leonardo, in primis per la posa, considerata troppo statica e per la resa dell’incarnato della mano benedicente e dei dettagli della veste! In ogni caso, non è da escludere una collaborazione degli allievi di Leonardo! Sappiamo quanto collaborassero alle opere del maestro, o partendo da un suo cartone preparatorio, oppure copiando quadri già finiti! Ritengo che purtroppo, sarà molto difficile avere la certezza che il “Salvator Mundi” sia solo opera del maestro vinciano. Forse solo studi molto approfonditi potranno dirlo!