Mercato. Thomas Demand, l’artista-curatore

È un nome di quelli grossi, nel mondo dell’arte contemporanea. E ha una particolare affinità con Prada, sia come artista che come curatore. Lui è Thomas Demand ma, al contrario di quanto si potrebbe pensare, in asta non fa proprio risultati clamorosi.

Fino a fine novembre la Fondazione Prada espone, nella sede veneziana di Ca’ Corner della Regina, il progetto The Boat is Leaking. The Captain Lied, risultato di un approfondito confronto tra lo scrittore e regista Alexander Kluge, l’artista Thomas Demand, la scenografa e costumista Anna Viebrock e il curatore Udo Kittelmann. Con film e fotografie, ambientazioni spaziali e prestiti da collezioni pubbliche e private, che accompagnano i visitatori della Biennale d’Arte in Laguna.
Ma chi è Thomas Demand e che ruolo copre nel mercato delle aste? Nato nel 1968 a Monaco, vive a Los Angeles e Berlino. Una carriera luminosa, la sua, con mostre al MoMA di New York, progetti per la High Line, al Museo di Arte Contemporanea di Tokyo. E molte altre, tra le quali quelle presso il Fort Worth in Texas (2016), la Graham Foundation di Chicago (2013), il DHC Art Center di Montréal (2013), la National Gallery of Victoria a Melbourne (2012), il Kaldor Public Arts Project #25 di Sydney (2012), il Boijmans Van Beuningen di Rotterdam (2010). E naturalmente la Fondazione Prada, dove lo avevamo già visto la scorsa primavera/estate, ma nella sede di Milano progettata da Rem Koolhaas e in veste di curatore (mentre nel 2007 era stato alla Fondazione Cini di Venezia, con una produzione, va da sé, targata Prada).

The boat is Leaking. The Captain Lied. Exhibition view at Fondazione Prada Venezia 2017. Photo Irene Fanizza

The boat is Leaking. The Captain Lied. Exhibition view at Fondazione Prada Venezia 2017. Photo Irene Fanizza

Insomma, un habitué degli spazi di Miuccia. Ma quanto lo è del mondo delle aste? Non tantissimo, a dire la verità, e il suo lavoro ha ampi margini di crescita. Il record più alto della sua carriera è infatti stato a New York da Phillips nel 2015, dove una sua stampa ha raggiunto i 300mila euro. Erano trascorsi ben nove anni dall’ultima aggiudicazione più alta, nel 2006, sempre negli Stati Uniti, da Christie’s, dove una sua fotografia 150×200 cm, intitolata Collection, era stata battuta per 174mila euro. Due anni più tardi, nella Germania da cui spesso trae ispirazione artistica e politica nella riflessione critica che riguarda il suo lavoro, Raum, una stampa del 1994 (183×270 cm) viene venduta da Grisenbach per 160mila euro. Mentre sempre da Phillips a New York, nel 2012 Wand/Mural va a casa di un anonimo collezionista per 155mila euro. Prezzi non sono esorbitanti ma costanti, dai primi Anni Zero a oggi.

– Santa Nastro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #36

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Santa Nastro

Santa Nastro

Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è vicedirettore di Artribune. È Responsabile della Comunicazione di FMAV Fondazione…

Scopri di più