Gli exploit di Peter Doig

Se siete stati a Venezia la scorsa settimana, avrete visto la mostra di Peter Doig alla Fondazione Bevilacqua La Masa. Ed era l’ora, perché in Italia era passato raramente. Qui vi raccontiamo i suoi exploit durante le aste degli ultimi anni.

Peter Doig, Gasthof zur Muldentalsperre, 2011
Peter Doig, Gasthof zur Muldentalsperre, 2011

Che Peter Doig sia uno degli artisti più amati dal mercato dell’arte non è cosa ignota, ma la crescita che le sue opere hanno avuto nelle aste degli ultimi dieci anni è stata progressiva e sorprendente. Fino all’incredibile risultato dell’asta di novembre 2014 a New York, da Christie’s, con quasi 13 milioni di euro per il suo Pine House (Room for Rent) dipinto nel 1994.
Una carriera senza intoppi, quella dell’artista scozzese nato nel 1959, rappresentato da Michael Werner. Il suo lavoro è stato esposto nei maggiori musei del mondo, dalla Tate Gallery al Ludwig Museum alla Schirn Kunsthalle (fino al 22 marzo è allestita alla Fondation Beyeler un sua grande mostra con oli e lavori su carta) ed è stato acquistato dalle più grandi e influenti collezioni pubbliche e private, dal Tel Aviv Museum of Art al British Museum, dal Walker Art Center al Philadelphia Museum of Art.

Peter Doig
Peter Doig

La sua carriera si sviluppa fra Trinidad, Canada, Londra (è stato anche Trustee della Tate Gallery), ma molto è stato nel nostro Paese, dove lo abbiamo visto tra il 2000 e il 2002 (a Napoli, da Raucci & Santamaria; a Milano, da Monica De Cardenas; al Museo del territorio biellese per il Premio dell’incisione), e ora con una breve personale alla sede di Palazzetto Tito della veneziana Fondazione Bevilacqua La Masa.
Le aste lo hanno sempre premiato. Già nel 2002, a soli 43 anni, le sue opere battevano in asta quasi 500mila euro.  Ma il 2006 e il 2007 hanno segnato un vero e proprio traguardo: da Sotheby’s Charlie Space (1991) viene aggiudicato a Londra per oltre 1,2 milioni di euro (raddoppiando la stima iniziale); risultati analoghi per Target (2000) e Concrete Cabin (1995 – 96) da Christie’s, che nel 2007 batte anche Figures in Trees (1997-98) per 1,4 milioni di euro. Sempre nel 2007 Orange Sunshine (1995-96) arriva a 2,4 milioni di euro. Anno d’oro, questo per Doig, che con White Canoe del 1990-91 sfiora gli 8 milioni di euro. È uno tra i suoi risultati migliori di tutti i tempi. Si migliorerà a febbraio 2013 da Christie’s, per poi realizzare un secondo anno d’oro nel 2014 con Country Rock (Wing Mirror) (1999), 9,4 milioni da Sotheby’s, e Gasthof (2002-04), 11 milioni da Christie’s, e infine Pine House, con il quale abbiamo cominciato il nostro racconto.

Santa Nastro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #23

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.