Bologna Children’s Book Fair. Piccole grandi letture

Domani 2 aprile è l’ultimo giorno per visitare la fiera del libro illustrato (per l’infanzia e non) più importante al mondo. 1.200 espositori, 75 Paesi e decine di migliaia di libri che insegnano come sia possibile crescere un bambino (o sé stessi) liberandosi (forse) di Peppa Pig, Hello Kitty e Geronimo Stilton.

Children's Book Fair
Children's Book Fair

Per tutto l’anno è la capitale dell’illustrazione italiana, ma fino alle 15 di domani Bologna oltrepassa i confini nazionali per diventare il centro mondiale del libro illustrato. Succede ogni anno (da 52 anni) grazie alla Children’s Book Fair, che dal 30 marzo al 2 aprile raduna in sette padiglioni di Bologna Fiere (il triplo dell’estensione di Arte Fiera) il meglio dell’illustrazione planetaria tra editori, illustratori, distributori e stampatori.
1.200 espositori in rappresentanza di 75 Paesi, 3.000 candidature per la selezione finale dei 76 artisti esposti alla Mostra degli Illustratori (tra questi gli italiani Elisa Talentino, Valerio Vidali, Simone Rea, Eliana Albertini, Davide Morosinotto), 25mila operatori del settore e centinaia di illustratori che, cartelline a tracolla, girano tra gli stand cercando l’occasione per mostrare i propri lavori. Il tutto (come se non bastasse) ravvivato da premi, celebrazioni ed eventi speciali: i settant’anni di Pippi Calzelunghe, il 150esimo anniversario di Alice nel Paese delle Meraviglie, la nascita del Premio Strega per ragazzi, il Premio Andersen (al brasiliano Roger Mello), il BOP (a Libros del Zorro Rojo di Barcellona), e ancora gli award per il miglior libro di fiction, non-fiction, new horizon e opera prima, il BolognaRagazzi (quest’anno con una sezione speciale Books&Seeds dedicata, e come poteva essere altrimenti, ai temi dell’Expo), l’Astrid Lindgren Memorial e via dicendo.

Children's Book Fair
Children’s Book Fair

Ai roventi (non solo per il clima) quattro giorni della Children’s Book Fair si è arrivati dopo il warm up fornito, lo scorso fine settimana, dai 22mila visitatori che hanno partecipato al Weekend dei giovani lettori. Insomma, quella di Bologna è una fiera (anche se avrebbe senso parlarne al plurale, visto che contiene anche DIDEA, manifestazione per l’educazione e la didattica, la Licensing Trade Fair, per la compravendita di licenze, e il Media All Rights dedicato ai prodotti digitali e audiovisivi) che presenta il mondo dell’editoria per l’infanzia (e non solo) sotto ogni angolazione.
Tra i padiglioni ti puoi imbattere negli stand di stampatori indiani o cinesi, che offrono le più stravaganti soluzioni cartotecniche e di stampa ai prezzi migliori, come in quelli di giganti dell’editoria come Thames & Hudson e HarperCollins, ma sono soprattutto i tantissimi “piccoli” editori a essere i più sorprendenti. Tara books, per esempio, editorie di Chennai, in India, che stampa in serigrafia e rilega a mano quasi tutte le sue pubblicazioni dando impiego, come racconta Arun Wolf, a venticinque stampatori che sono stati tolti dalla strada con un programma di reinserimento nel mondo del lavoro. Oppure Else edizioni, il corrispettivo italiano di Tara Books, ovvero la collana di libri serigrafati fondata da Orecchio acerbo, editore romano che pubblica i volumi di autori del calibro di BlexBolex, Mara Cerri, Marta Ignerska, Lorenzo Mattotti. O ancora i fantastici libri pop up disegnati e pubblicati da Katsumi Komagata e le edizioni, per fare una carrellata, di Topipittori, MeMo, Planeta Tangerina, Pato Logico, A Buen Paso, Corraini, Templar. Senza trascurare gli stand nazionali come quelli polacco, francese, lituano, coreano, tedesco (quello italiano manca) che raggruppano il meglio della produzione editoriale di ciascuna Paese.

Children's Book Fair
Children’s Book Fair

Dopo una simile panoramica di stili, tematiche, approcci, provenienze e forme che il libro illustrato può avere, nasce la voglia di tornare il giorno successivo con il solo scopo di dare la caccia ai Pikachu, Heidi, Peppa Pig, Geronimo Stilton che in carne e stoffa zampettano tra gli stand per placcarli in stile rugbistico mettendo così metaforicamente fuori gioco i simboli di un mainstream che lascia poco spazio ad altre storie e personaggi. Che fortunatamente continuano ancora a nascere.

Stefano Riba

www.bookfair.bolognafiere.it